La terribile morte di una bimba sbranata dai pitbull di famiglia fa riflettere. Andrebbe vietata la coabitazione di cani feroci con le famiglie, specie se hanno figli piccoli

 

La Civetta di Minerva, 22 settembre 2017

In questi giorni mi sento di dovere avanzare delle personalissime e serie critiche con riferimento a due noti fatti di cronaca.

Il primo è l'omicidio della giovanissima Noemi, per mani di un assassino reo confesso, diciassettenne. Il ragazzo da molte testate giornalistiche viene sempre indicato come il "fidanzatino" e termini come "mostro" "assassino" "animale" e simili, usati largamente dalle medesime testate per indicare i noti violentatori di Rimini, non sono ancora emersi.

Ora, la mia personalissima opinione è che il giovanotto in questione meriterebbe ben peggiori epiteti e non certo l'appellativo di fidanzatino, che rimanda a coccole e peluche ed è anche concettualmente troppo distante dalle pietrate, dallo sgozzamento e dall'omicidio a mani nude compiuto a danno di una sedicenne. Piuttosto, la circostanza che i violentatori di Rimini siano stati immediatamente appellati come "mostri" e l'assassino di Specchia rimane "il fidanzatino" o al massimo "il ragazzo" mal cela la radice razzista dei commenti e la volontà di esacerbare gli animi che colora certe pagine di stampa.

Mentre per la violenza sessuale perpetrata a Rimini, parecchie note firme hanno chiesto a gran voce la castrazione chimica, la lapidazione, l'impalamento, la pena di morte, la fucilazione e, dopo, l'espatrio, per l'uccisione della povera Noemi siamo fermi alla richiesta di taglio di barbetta e capelli. Forse, addirittura, ha fatto più scandalo che l'assassino in questione abbia fatto la linguaccia a quanti volevano linciarlo, piuttosto che l'omicidio stesso. Non ho parole.

L'altro fatto di cronaca è la terribile morte della bimba ad opera dei pitbull di famiglia. Premetto che non ho alcuna simpatia per animali pericolosi - di qualunque specie siano - e che pertanto il mio giudizio non è proprio sereno perché riconosco di nutrire una certa avversione per quanti tengono in casa serpenti, meduse o altro, così come la nutro per quanti tengono in casa armi o veleni. Ma la mia avversione supera se stessa se queste armi improprie sono tenute in casa insieme a bambini.

A mio parere i piccoli sono esposti, in questa maniera, ad un pericolo assolutamente assurdo e ingiustificato: proprio il pericolo che i cani, per gioco, o per natura, o per istinto, possano aggredire ed uccidere i bambini. Non mi si dica che un cane è un ottimo amico per un bambino, perché non v'è dubbio che sia così. Ma alla sola condizione che non si tratti di una bestia feroce: è un buon amico un cagnolino, un bassotto, un volpino, un collie ma non certamente un animale che, da un momento all'altro, può semplicemente stringere i denti intorno al collo o alla testolina di un bambino e ucciderlo. No.

Mi dispiace per il dolore insopportabile che staranno vivendo i genitori dell'ultima bambina sbranata dai cani di casa, ma è un dolore al quale hanno deciso di esporsi quando hanno pensato bene di tenere negli stessi spazi una bimba e due belve.

E non mi si dica, neanche, che il problema è l'addestramento dei cani, perché questo non è vero. Certo, un cane addestrato si può gestire meglio, ma rimane comunque un animale pericoloso se si tratta di un molosso: per quanto maleducato e non-addestrato possa essere, invece, un beagle o un barboncino, questi ultimi anche se lo volessero non potrebbero sbranare un bambino. Perché questa violenza e aggressività non è nella loro indole, non è stata domata, non è sopita sotto la loro pelle e perché questi animali non hanno la stessa forza, le stesse mandibole e la medesima agilità degli altri.

Personalmente, vieterei la detenzione di animali feroci a chiunque, ma certamente per primi ai genitori di bambini piccoli.

Non voglio nemmeno ipotizzare i titoli dei giornali se i cani che hanno sbranato la bambina a Brescia fossero stati di un immigrato. E', dunque, questo il giornalismo che vogliamo? E' questa la libertà di stampa che vogliamo tutelata? Vi ho espresso la mia opinione. Voi fatevene una vostra.