Augusta. Al termine dello spettacolo con attori studenti e reclusi, questi hanno potuto intrattenersi per ore con i familiari in un ampio spazio attrezzato con tavolini, sedie e un punto di ristoro. In  preparazione un corso di ceramica e di modellismo per carcerati e liceali

 

La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017

Una breve premessa, prima di sviluppare l'argomento di questa nota: perché scrivere sul carcere, sulle iniziative che vi si svolgono, sulle positività, pur nella consapevolezza che quello del carcere è il mondo della pena? (e, si potrebbe aggiungere, come Peppino De Filippo in un vecchio film, "e ho detto tutto..."). Intanto perché ogni realtà dove c'e' l'uomo è fatta di chiaroscuri, quindi anche di luci, di spicchi di vita, di vibrazioni, di piccole grandezze. E poi, di conseguenza, perché non ho mai capito l'interesse giornalistico che assume il rituale, periodico, articolo o servizio scritto o mandato in onda con l'immancabile titolo "L'inferno delle carceri" col quale testate, anche di rilievo, e di solito attente, fanno il copia e incolla di notazioni che mi sembrano gettare una colata di cemento su realtà che sono molto variegate. Ovvero scrivono di fatti infausti, eventi critici, certo presenti e drammatici ma che, a mio parere, non esauriscono la realtà. Preciso che queste mie considerazioni sono assolutamente in linea con la “Carta di Milano“ che rappresenta il “codice etico/deontologico per giornalisti e operatori dell’informazione che trattano notizie concernenti cittadini privati della libertà o ex‐detenuti tornati in libertà” e che raccomanda di evitare il sensazionalismo, e di andare verso un approfondimento dei temi.

Ciò detto, a conclusione di questo primo semestre di attività, mi soffermo su due iniziative, una appena conclusa, l'altra che si terrà poco prima che La Civetta esca nelle edicole. Entrambe corrono sul filo dei rapporti con le famiglie e la comunità esterna, che troveranno nuovo impulso nella prossima attuazione di due punti della legge delega recentemente approvata dal parlamento, intitolata Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario, che riporto nella scheda accanto.

Quella appena conclusa è stata la presenza dei familiari alla serata conclusiva dei concerti estivi all'aperto. E già, perché quando si parla di affettività si intende di solito sesso in carcere (e giù polemiche) mentre invece il concetto è molto più ampio e ricomprende tutti i momenti di incontro non rigidamente incasellati nei colloqui settimanali di un'ora. Sabato scorso ottanta familiari, di cui venti bambini, hanno trascorso diverse ore con i detenuti prima e dopo il concerto tenuto dal coro dell’istituto, la Brucoli Swing Brother’s Band. Per l'occasione abbiamo attrezzato un ampio spazio subito al di là del muro di cinta con palco sedie e, grazie agli amici dell'Associazione Pol Pen che gestisce il bar dell'amministrazione, abbiamo aggiunto un grande punto ristoro che ha consentito ai coristi di vivere questo spazio passeggiando, degustando bibite ed arancine, come nella piazza di un paese, luogo di incontro, di scambio, "luogo" insomma. Naturalmente i coristi nel corso del concerto hanno dedicato molti dei brani a mogli, fidanzate, figli, genitori e, nel corso del brano finale tutti i bambini sono saliti sul palco per cantare in braccio ai genitori.

L'altra iniziativa è in via di organizzazione mentre scrivo, e nasce da un'altra appena conclusa, di cui ho già parlato in un precedente numero de La Civetta, ossia un corso di ceramica e di modellismo frequentato dai detenuti all’interno dell’istituto, insieme a magnifici ragazzi e ragazze del liceo Megara. Alla festa finale che ha concluso questa iniziativa l'insegnante di ceramica si è fatta portavoce di una richiesta dei detenuti, lo svolgimento di un minicorso nel laboratorio insieme ai propri figli. E perché no, ho pensato, ed ho detto di raccogliere le adesioni. Sei ragazzi, quasi tutti adolescenti, faranno quindi ingresso in istituto giovedì per stare tutto il pomeriggio in laboratorio, portando con loro alla fine un oggetto artigianale ricordo di quella che penso sarà una giornata particolare.

Concludo questa nota facendo un sentitissimo ringraziamento pubblico alla Fondazione ValdiNoto che da diversi anni finanzia numerose attività risocializzanti che si svolgono in istituto a favore dei detenuti. Come si sa, le amministrazioni pubbliche sono sempre a corto di fondi e si va alla ricerca di fonti di finanziamento diverse dai normali capitoli di bilancio. Quelle messe a disposizione dalla fondazione sono preziose e consentono di mettere in atto almeno alcune delle idee che la direzione coltiva, per l’attuazione dei principi dell’ordinamento penitenziario.

Carcere e giornalismo, la Carta di Milano - Carta di Milano, codice etico/deontologico per giornalisti e operatori dell’informazione che trattano notizie concernenti cittadini privati della libertà o ex‐detenuti tornati in libertà: Lettera e) Fornire, laddove è possibile, dati attendibili e aggiornati che permettano una corretta lettura del contesto carcerario; Direttiva 3) Sottolinea l'opportunità che l'informazione sia il più possibile approfondita e corredata da dati, in modo da assicurare un approccio alla “questione criminale” che non si limiti all'eccezionalità dei casi che fanno clamore, ma che approfondisca ‐ con inchieste, speciali, dibattiti ‐ la condizione del detenuto e le sue possibilità di reinserimento sociale.

Legge relativa a "Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario" definitivamente approvata dalla camera il 14 Giugno 2017: 85 lettera p n. 8) rafforzamento dei contatti con il mondo esterno quale criterio guida nell'attività trattamentale in funzione del reinserimento sociale.