Il direttore artistico delle Feste Archimedee di quest’anno spiega quali sono gli obiettivi che si è posto nell’organizzazione delle due serate di gala in piazza Duomo e quali difficoltà ha riscontrato. “Ho voluto valorizzare i giovani artisti coinvolgendo anche i talenti più affermati”

 

[Salvo La Delfa] Claudio Iudicelli, direttore artistico delle feste archimedee di quest’anno, è nato e cresciuto a Regalbuto, un piccolo paese di 7000 anime nella provincia di Enna, che si trova incastonato su una collina dei monti Erei. E’ nato e cresciuto in un paese dell’entroterra siciliano in cui è presente a malapena un istituto comprensivo, in un luogo in cui guardando le montagne è facile trovarsi a fantasticare e a sognare il proprio futuro, anche se chi è nato lì si rende subito conto che può realizzare i propri sogni solamente credendoci ed impegnandosi doppiamente, con la necessità di spostarsi in altre città più grandi se si vuole continuare a studiare e a farsi strada.

Claudio comprende fin da piccolo che la sua vocazione è la musica e già a dieci anni inizia gli studi di chitarra classica diventando uno dei chitarristi acustici più affermati. Collabora con tanti artisti, come per esempio Antonella Ruggiero, Mariella Nava, Mauro Ermanno Giovanardi e, come bassista/contrabbassista, con varie formazioni in diversi progetti swing/jazz.

Dal lago Pozzillo di Regalbuto al mare di Siracusa, dallo studio della chitarra alla direzione artistica delle Feste Archimedee, uno dei festival più importanti della Sicilia, il passo è stato breve, catalizzato dai numerosi attestati professionali che nel frattempo ha ricevuto.

Lo abbiamo incontrato per comprendere meglio il grande successo, anche grazie alla sua direzione, delle Feste Archimedee 2017.

Claudio quali sono stati gli obiettivi che ti sei posto nella scelta degli artisti per le Feste Archimedee?

“L’obiettivo principale che ho voluto raggiungere con le due serate di gala in Piazza Duomo è stato quello di scoprire e valorizzare il talento. Ho puntato principalmente sui giovani e la presenza sul palco di artisti come Angela Nobile, Jo M, Roberta Finocchiaro, Emanuele Hesael Pavano, Francesca Ortisi, i ballerini della scuola di danza Mothanz’art di Tatiana e Morena Bonnici, Giulia Valentini e i ragazzi dell’Accademia d’arte del dramma antico Fondazione INDA hanno testimoniato che il talento da solo non basta ma occorre studio, impegno e tanto lavoro”.

Oltre ai giovani hai voluto portare alle Feste Archimedee anche altri talenti che non sono più giovani.

“Si, Infatti un altro obiettivo che siamo riusciti a raggiungere è stato quello del lancio di messaggi positivi da parte di veri talenti, non più giovani, ma che nella vita lavorano intensamente per aiutare i giovani ad emergere. In quest’ottica si inquadra la presenza alle Feste Archimedee di Mariella Nava che ha fatto da madrina d’eccezione a due giovani artisti: Marco Martinelli (scienziato, cantante e conduttore di un programma televisivo <Memex>) e Chiara Minaldi (cantante jazz e cantautrice che con il brano <Un’anima> ha vinto l’edizione 2016 del premio <Bianca D’Aponte>). Oltre a Mariella Nava, sono intervenuti tanti altri artisti già affermati, con una storia importante, come Galatea Ranzi, Mario Venuti, Daria Biancardi, Carlo Muratori, Mauro Ermanno Giovanardi che ringrazio per il suo aiuto e per i preziosi consigli , Seija Knigt”.

E poi Arisa

“Si, Arisa è una vera artista. Ti racconto un episodio. Dopo il sound check, Arisa mi ha chiesto di portarla a vedere il mare. L’ho portata alla Fonte Aretusa e nell’incantevole lungomare di Ortigia, è rimasta davvero affascinata della bellezza dei luoghi a tal punto di esprimere il desiderio di tornare nuovamente per una vacanza”.

Le Feste Archimedee di quest’anno hanno avuto la partecipazione di Giulio Scarpati, conosciuto meglio come “Lele” di un “Medico in famiglia”.

“Con Giulio Scarpati ci siamo subito trovati d’accordo nel costruire il suo intervento sull’invito a sostenere i giovani e ad aiutarli nel capire se c’è in loro del vero talento. Questa è la mission della scuola di recitazione (<Percorsi d’attore>) che il famoso attore dirige”.

Qual è la tua più grande soddisfazione delle Feste Archimedee?

“La più grande soddisfazione è essere riuscito a portare sul palco di Piazza Duomo uno dei più grandi giovani violinisti italiani: Giovanni Andrea Zanon, premio Feste Archimedee 2017, un grande artista che ha raccolto premi e riconoscimenti in tutto il mondo”.

Un grande lavoro per grandi risultati

“Ho accettato con grande entusiasmo l’incarico che mi è stato proposto nel mese di Maggio. Da subito ho iniziato a pensare al format di entrambe le serate di gala: il progetto del palco, i contatti con gli artisti, la definizione delle modalità di ogni singolo intervento, la pianificazione con i tecnici audio e video. Le difficoltà sono state tante molte dettate dal budget economico e dalle tante interferenze ricevute, imparando, durante questo incarico anche a dire no”.

Le due serate in piazza Duomo sono state molto seguite: la piazza piena, tantissima gente, tante soddisfazioni.

“Sono rimasto favorevolmente colpito dai numerosi consensi ricevuti. Mi hanno molto lusingato le parole del vice sindaco Francesco Italia che, parlando a nome di tutta la comunità, ha apprezzato la mia direzione artistica e la scelta dei giovani come ospiti musicali. C’è stata grande partecipazione di pubblico con oltre cinquemila presenze e con tanti giovani che sono giunti in Piazza Duomo ad assistere alle performance dei loro coetanei che, con la loro arte, raccontano il coraggio di seguire e credere nei propri sogni. Non solo quindi spettacolo e intrattenimento, ma importanti contenuti e testimonianze. Un apprezzamento desidero dedicarlo a Flaminia Belfiore, che con grande professionalità, stile ed esperienza ha condotto magistralmente le due serate”.