Presentato in prima visione mondiale all’Ortigia Film Festival il cortometraggio “Veneranda Augusta". Don Palmiro Prisutto: ”C’è una sorta di disegno criminale o criminoso che cerca di smantellare la città di Augusta, come se dovesse rimanere solo il petrolchimico”

[Salvo La Delfa] “Ad Augusta sta accadendo uno dei disastri ambientali più importanti della storia dell’Europa. Il caso Augusta è un unicum: abbiamo una concentrazione industriale con 190 punti di emissione che non è facile controllare. Qui non si riesce a capire da dove viene l’inquinamento né si riesce a colpire chi l’ha prodotto”. E’ con queste parole di Padre Palmiro Prisutto che ieri sera, in Prima mondiale, nell’arena di Piazza Minerva è iniziata la proiezione del cortometraggio di Francesco Cannavà dal titolo “Veneranda Augusta”, coprodotto Road Film e Rec Play. Quindici minuti di approfondimento sul tema dell’inquinamento ambientale nella nostra zona, nel quadrilatero Priolo, Augusta Melilli e Siracusa che hanno concentrato l’attenzione degli spettatori presenti, accorsi in tanti nonostante la tarda ora.

Un documentario asciutto, sintetico, che prende spunto dalla “manifestazione dei foulard” del 28 aprile, organizzata da Padre Palmiro Prisutto per denunciare l’inquinamento industriale che “al di là dei dati ufficiali, poco attendibili”, ha causato tante morti e malattie oncologiche. In quella occasione, i cittadini di Augusta e della Provincia di Siracusa sfilarono con un foulard bianco o giallo a seconda del tipo di problema oncologico avuto.

Tre sono i punti messi in evidenza nel documentario da Padre Prisutto e dal regista Cannavà. Nonostante i dati ufficiali rassicuranti, nel quadrilatero Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa si continua a morire di cancro e sono tante le famiglie che hanno dovuto affrontare questa malattia. Lo Stato è complice perché non riesce a far rispettare le leggi agli industriali che continuano ad inquinare il territorio. “Bisogna cambiare la mentalità degli augustani, secondo cui è meglio un posto di lavoro che la salute umana”. Nel documentario sono tanti i primi piani dei cittadini che parteciparono alla manifestazione mentre il “rosario” dei nomi dei morti di cancro si snoda lungo tutto il film.

“C’è una sorta di disegno criminale o criminoso che cerca di smantellare la città di Augusta, come se dovesse rimanere solo il petrolchimico”, dichiara Padre Palmiro Prisutto alla fine della proiezione. “L’ospedale Muscatello di Augusta è stato notevolmente ridimensionato, quattro/otto posti di oncologia non sono abbastanza per il nostro territorio, ed in questi giorni si sta parlando di un trasferimento di Villa Salus a Siracusa”. Interviene Francesco Cannavà: “Il cinema deve essere messo a servizio non solo di un’idea ma anche di un impegno civile. Il film non è un prodotto fine a se stesso ma diventa un veicolo per portare avanti battaglie sociali. Ho cercato di dare un tono estetico, lasciandomi ispirare dalle poesie dell’Antologia di Spoon River del poeta statunitense Edgar Lee Masters”

Incalza Don Palmiro: “Se non c’è una presa di coscienza collettiva la battaglia è inutile continuarla. Alcuni mi dicono che siamo pochi, io rispondo che siamo pochi perché gli altri sono morti, alcuni sono morti pur essendo ancora vivi perché non hanno consapevolezza di quello che accade”.

Il documentario, con sottotitoli in inglese, sarà proiettato in giro per tutta l’Europa.