Riconoscimento dell'assessore regionale ai beni culturali e dell'identità siciliana Carlo Vermiglio e del Direttore Generale Gaetano Pennino ai funzionari che hanno dimostrato determinazione e competenza nella difesa dei valori della legalità e della bellezza del paesaggio

 

La Civetta di Minerva 11 Luglio 2017

E per Rosa Lanteri e Alessandra Trigilia della Soprintendenza di Siracusa, come per Michele Buffa del servizio pianificazione paesaggistica, è finalmente arrivato anche l'encomio da parte dell'assessore regionale Carlo Vermiglio e del Direttore Generale Gaetano Pennino.

Questa la motivazione:

‟IN ESITO ALLE SENTENZE DEL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA CHE HA RICONOSCIUTO LE RAGIONI DI QUESTA AMMINISTRAZIONE A TUTELA DEL TERRITORIO E DEL PATRIMONIO CULTURALE DELL'EPIPOLI SIRACUSANA, SI ESPRIME VIVO APPREZZAMENTO PER LA DETERMINAZIONE E LA COMPETENZA CHE HANNO CARATTERIZZATO IN QUESTI ANNI, TRA MILLE DIFFICOLTÀ, IL VOSTRO OPERATO IN DIFESA DEI VALORI DELLA LEGALITÀ E DELLA BELLEZZA DEL PAESAGGIOˮ

E ricordiamole alcune difficoltà: la rimozione di Alessandra Trigilia responsabile del servizio paesaggistico per accuse di irregolarità nell'espletamento delle sue mansioni rivelatesi poi assolutamente infondate e reintegrata sì, ma solo dopo un sofferto, e costoso, iter giudiziario che ha alla fine confermato le sue ragioni. Il tentativo di trasferire Rosa Lanteri, responsabile dell'Unità operativa archeologica, da parte del Dirigente Generale Salvatore Giglione che pretestuosamente si era appellato al principio di rotazione degli incarichi previsto dalla normativa anticorruzione, ma inapplicabile alla dottoressa non ancora al quinquennio della sua carica. E poi, insieme alle fantasiose ipotesi di reati, le richieste di risarcimento danni per i pareri negativi espressi a tutela del territorio e dell'identità storico culturale di Siracusa e della sua provincia che inducevano Gian Antonio Stella a scrivere per il Corriere della Sera un appassionato e graffiante articolo: "Ci vorranno tre millenni e mezzo perché i tre dipendenti pubblici (era citato anche Aldo Spataro del servizio architettonico, ndr) a tremila euro al mese, riescano a pagare gli oltre 400 mln di euro pretesi" chiosava sarcastico. Il 23 novembre 2014, nel dare notizia dell'attacco insensato sferrato nei confronti di quello che ci era piaciuto definire il pool manipulite della Soprintendenza di Siracusa, scrivevamo, anche noi tamquam vox clamantis in deserto: "Se non fosse a serio rischio l'integrità storico paesaggistica di questo territorio, se non stessimo assistendo alla mortificazione di funzionari che hanno la sola colpa di non essersi piegati ai poteri forti di un sistema che andrebbe smantellato nei suoi cardini vitali (e ancora non lo è stato), potremmo sorridere davanti a quella che non è altro se non una farsa.

Ma purtroppo la posta del gioco è troppo alta e la misura è veramente colma". Eppure sia la Lanteri che la Trigilia solo un anno prima, proprio per l'attenta tutela esercitata in difesa del territorio, avevano ricevuto da Italia Nostra il Premio Zanotti Bianco, riconoscimento assegnato ad un funzionario pubblico della Regione siciliana, Vincenzo Tusa, l'ultima volta nel 1964; funzionari che, per difendere le ragioni dei loro legittimi dinieghi, spesso riconosciute da importanti sentenze, hanno dovuto loro stessi diventare esperti di diritto per rintuzzare attacchi provenienti da studi legali ben rodati e di grande esperienza, gli stessi da sempre. Vittoriosi nel primo ricorso contro il parere negativo alle 71 villette dell’Epipoli, in quelli promossi dalla Buzzi per la costruzione di un impianto di co-combustione a ridosso di Megara Hyblaea, contro l'istanza di sospensiva, promossa da privati - quasi 50 i ricorsi presentati -, al decreto di perimetrazione del Parco di Siracusa: come si vede, questioni alcune ancora aperte e non risolte. Funzionari per i quali il dottor Giglione preferiva invocare una per loro inopportuna normativa antimafia piuttosto che la circolare dell'aprile 2014 che vieta il trasferimento dei funzionari che abbiano denunciato illeciti nella amministrazione di appartenenza, come appunto nel caso specifico.

Ma ora è tempo di encomi, sebbene non ce la sentiamo di dire che ormai il passato è passato, perché sappiamo che non è così, e che la difesa del bene comune continuerà ad essere affidata a funzionari incorruttibili e competenti, in uno con le forze sane della società.