L’hotel nel 2015 fu teatro di un’orrenda strage dell’IS. L’eroismo dei camerieri. Fu un durissimo colpo per l’economia turistica tunisina, ma ora in quella terra il rischio è pari a quello dei Paesi europei

La Civetta di Minerva, 2 giugno 2017

Non si nasce eroi, o persone per bene o vigliacchi e traditori, assassini, corrotti, pavidi o coraggiosi. E, mi spiace dissentire con il Principe De Curtis, non necessariamente si nasce signori. Ci si diventa: fanno molto l'ambiente, l'educazione, la cultura, il momento storico, l'indottrinamento e le circostanze seppure è comunque innegabile una certa incidenza dell'indole personale di ognuno.

Anche Alessandruccio Manzoni non mi trova pienamente d'accordo, laddove sostiene che "il coraggio chi non ce l'ha non se lo può dare". Può. Può se deve, può se non può fare altrimenti. Così si trova il coraggio di affrontare un intervento chirurgico a cuore aperto, anche se le gambe non reggono, perché quel coraggio non si può non trovarlo. Semplicemente.

Questa premessa ci porta dritti dritti a Sousse, località tunisina che è stata teatro di una orrenda strage nel 2015. In quell'occasione, un gruppo di soli tre o quattro tizi che non sono nati bastardi, ma lo sono diventati, è approdato nella spiaggia di un albergo luminoso e pulito e ha tolto la vita a 38 persone che non erano nate "infedeli" e non lo sona mai diventate. Questi soggetti, i carnefici e le vittime, sono stati nutriti alla stessa maniera, hanno imparato a camminare, a parlare, cadendo e sbagliando, hanno riso, pianto, giocato. Sono stati cullati e anche rimproverati, hanno fatto a gara di velocità con i compagnetti, hanno imparato a tenere in mano una matita, a scrivere le prime letterine. Poi c'è stato un corto circuito che ha condotto alcuni a trasformarsi in belve disumane, e altri no.

Ecco, in quell'albergo oltre agli animali di cui sopra, ed alle povere inconsapevoli  vittime, si sono trovati anche i camerieri che, urlando, correndo, rischiando anche le loro vite, hanno portato in salvo tanti turisti. Quei camerieri non erano nati eroi ma, seppure i loro nomi non sono incisi in alcuna stele (ancora), lo sono stati, si sono comportati da eroi. Magari avevano paura, e avrebbero ben potuto nascondersi nei lunghi corridoi dell'albergo piuttosto che aiutare gli ospiti, ma le circostanze della vita li hanno messi davanti alla scelta se fare la cosa giusta o no.

Era questo il punto. Non è che passi un treno da prendere al volo, come ho sentito dire spesso. No, non è così. La vita ti offre molte volte, a volte molte volte in un giorno, la possibilità di comportarti da eroe, da persona per bene, da signore o da vigliacco, approfittatore, maleducato, avido e spilorcio o generoso e tutte quelle volte tu scegli. E così, in quelle occasioni, c'è chi sceglie d'essere un maledetto bastardo rognoso, e chi decide di mettere la propria firma, la propria faccia, il proprio gesto sotto una scelta diversa, e coglie l'occasione per essere signore, o coraggioso, o altruista.

Quell'albergo, l'Hotel Imperial, è stato riaperto, recentemente, grazie anche all'apporto di circa quattrocento Avvocati (con la A maiuscola) italiani, che hanno trovato nella loro strada la possibilità di fare la cosa giusta e l'hanno fatta. Adesso, questi stessi avvocati hanno sottoscritto una petizione, affinché la Tunisia venga tolta dall'elenco dei Paesi a rischio, in cui è sconsigliato andare in vacanza. L'economia tunisina ruota intorno al turismo, e l'inserimento in quella lista provoca danni economici incalcolabili, che prima o poi condurranno anche il popolo tunisino ad andare per mare, incontro alla morte, in cerca di una vita più dignitosa.

Il rischio attentati in Tunisia non è più alto che in Germania, o in Belgio o altrove. In questo momento storico di barbarie diffusa, tutto il mondo è a rischio attentati. Come non serve essere coraggiosi per andare in Germania, o in Francia o in Belgio, non serve nemmeno andare in Tunisia. Solo che andando in vacanza a Sousse si aiuterà l'economia locale a risollevarsi, significherà fare trovare lavoro a tanti camerieri, cuochi, artigiani locali e questo, alla fine dei conti, significherà aver colto l'occasione per fare la cosa giusta. Perché no?