Comandante di sommergibile, danneggiò una portaerei. Dopo il siluramento di un incrociatore nemico, non potendo andare in immersione, fu ucciso sulla plancia da una raffica dei caccia. Due medaglie d’argento al valor militare

 

La Civetta di Minerva, 2 giugno 2017

Ritengo sia doveroso rinverdire il ricordo di un Eroe di casa nostra, il Comandante Gaetano Arezzo barone della Targia, "picciotto di Ortigia", che cadde combattendo nel suo sommergibile Uarsciek colpito nel Mediterraneo il 15 dicembre 1942 da soverchianti mezzi aerei e navali nemici.

Gaetano Arezzo (come racconta Cesare Santoro) nasce a Siracusa il 30 luglio 1911 da nobile  famiglia, investita della baronia della Targia, nel palazzo di fronte al Duomo, tra via delle Carceri Vecchie e il ronco dell'allora biscottificio Lo Bello, accanto al barocco del palazzo Beneventano. Sin da piccolo gli amici presero a chiamarlo col diminutivo di Bubi. Crescendo frequentò il   Gargallo, nei cui annuari (sottolinea Santoro) si distinse "per merito e condotta". Dopo la maturità si iscrive nel 1928 all'Accademia Navale di Livorno, da dove esce come Ufficiale di  Stato Maggiore della Marina.

Gli amici di allora, assidui compagni di giochi e di scorribande per le viuzze di Ortigia, lo  ricordavano come "ragazzo vivacissimo, legato alla sua comacca di cui era il capo, più  portato  alle biricchinate" delle quali, sembra, facesse le spese qualche lampione della Fontana Aretusa. Tra i suoi amici si distinguevano Beniamino Siliato (che assieme a Pino Filippelli avrebbe poi  fondato il famoso settimanale "La Domenica"), Ciccio Giudice, Augusto Di Pasquale, Pippo Conforto, sin dalle elementari alla Spirduta, maestro Vincenzo Politi.

Gaetano era primogenito della prole composta dalla sorella Anna, dai fratelli Carlo e Nicola   (molto noto col nome di Nik della Targia, formidabile nuotatore).

Col grado di Tenente di Vascello, Gaetano nel gennaio 1942 s'imbarca sul sommergibile "Medusa 2°" che il 30 gennaio viene scoperto dal sommergibile inglese "Thorn" e colpito da una raffica di quattro siluri. Nell’affondamento Gaetano, ferito in più parti, sopravvisse fortunosamente. Dopo la guarigione fu impedito di reimbarco su sommergibile ma, dopo decisa insistenza, ottenne l’autorizzazione a cui aspirava.

"Dopo la battaglia di Pantelleria - annota Santoro - del giugno 1942 ritroviamo Gaetano al  comando del sommergibile Uarscciek”. Comincia l'attività di servizio di Gaetano al comando, in numerosi episodi a caccia di convogli nemici. Tra i tanti, il siluramento della portaerei "Furious”. La susseguente immediata caccia da parte del nemico costringe l'Uarsciek a diversi gior­ni di occultamento tra immersioni ed emersioni, subendo avvistamenti da aerei e unità di superficie con lanci di bombe che provocano al sommergibile lievi danni, per i  quali è costretto a rientrare il 17 agosto alla Maddalena.

Per il siluramento della "Furious" a Gaetano fu conferita la medaglia d'argento al valor militare   con la seguente motivazione: "Comandante di sommergibile di elevate capacità  professionali, partecipava con sereno ardimento e indomito spirito aggressivo alla battaglia di mezz'agosto, attaccando decisamente un numeroso convoglio nemico potentemente scortato da forze navali  ed aeree. Col tempestivo lancio di siluri, infliggeva sicure perdite alla formazione avversaria, provocando l’affondamento e il siluramento di unità da guerra e mercantili. Dimostrava nell'ardua brillante azione elette virtù militari e tenace volontà di vittoria”.

Successivamente il sommergibile viene trasferito ad Augusta da dove compie numerose missioni  di  trasporto munizioni a Tobruk, finché a dicembre viene destinato a missioni di  agguato a sud di Malta.

Alle ore 13 del giorno 15 dicembre Gaetano avvista un incrociatore e tre caccia nemici e va all'attacco in superficie lanciando due siluri. Udita l'esplosione susseguente il sommergibile inizia l'immersione ma i colpi nemici provocano gravi danni allo scafo bloccandone la manovra. Costretto a restare in superficie, Gaetano spara col cannoncino di prua contro le navi nemiche, e dà l'ordine di autoaffondamento e di abbandono del sommergibile. Ma stando in plancia, allo scoperto, viene raggiunto al capo da un colpo che l'uccide all'istante.

Al Comandante Gaetano Arezzo nel 1951 viene concessa una seconda medaglia d'argento, stavolta alla memoria, con la seguente motivazione: "Valente comandante di sommergibile, nel  corso di ardua missione di guerra, avvistata una formazione navale avversaria, muoveva in superficie arditamente all'attacco. Nonostante il sommergibile fosse stato scoperto, riusciva con  abile manovra a silurare un incrociatore avversario. Sottoposto a violenta caccia da parte di tre siluranti nemiche, nella impossibilità di resistere a lungo in immersione per i notevoli danni riportati, emergeva nell'intento di affrontare in superficie le preponderanti forze avversarie. Nell’arduo tentativo, in  torretta, cadeva colpito a morte da raffica nemica".

A Siracusa è stato intitolato al suo nome l'Istituto Nautico, ai cui allievi è segnalata questa pagina, e ai tanti che come me hanno frequentato questa Scuola quando, all'inizio, era allocata nelle soffitte di Palazzo Vermexio: Lino Puglisi, Carlo Bongiovanni, Cicciuzzo Sgarlata, Tanino Boccadifuoco, Franco Puzzo, Turi Rovella, Franco Catena, Giovanni Lo Bello, Ennio Gambuzza, Carmelo Di Bassiano, Pippo Aloschi.

Nella cappella dell'Accademia Navale su una lapide marmorea spicca il nome di Gaetano  Arezzo, così come nell'attiguo Sacrario dedicato agli Eroi che hanno dato la vita per la Patria.

E a Siracusa?...