Nelle ultime due elezioni amministrative primo degli eletti, ha un forte radicamento popolare. Ha tentato di unificare le forze alternative, ma “ognuno – dice – vuole stare sulla sua mattonella”

La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017

Salvo Burgio è uno dei candidati alla carica di sindaco per la città di Floridia. “Sin da bambino - ci racconta - sono stato nutrito a latte e politica: mio padre è stato consigliere comunale e assessore allo sport, mio zio assessore alla cultura, e a casa sua la politica si respirava”. Nel 2007 decide di scendere personalmente in campo, candidandosi a consigliere e il risultato fu ottimo, risultando il primo degli eletti con 441 voti e nell’arco di quella legislatura “sono stato – dice – vicepresidente del consiglio, rinunciando alla mia indennità, e, negli ultimi 18 mesi, assessore all’urbanistica”. Durante il suo assessorato si è tenuta la prima manifestazione regionale di tutte le associazioni di protezione civile “Misericordia”, si è portato a termine l’operazione di finanziamento per la ristrutturazione della chiesa del Giardinello e la riqualificazione del suo parco, ci si è attivati per l’ottenimento del finanziamento di 450 mila euro per la realizzazione dell’eliporto “che purtroppo non è mai stato operativo anche se agibile”, si sono acquistati tutti i parchi robinson della città.

In quest’ultima legislatura, ancora il primo degli eletti con oltre 500 voti, svolge solo l’incarico di consigliere “ma - sono parole sue – consigliere che diventa coscienza critica e pungolo civile dell’attuale amministrazione”, contribuendo attivamente, tra l’altro, alla istituzione dell’indirizzo sportivo per il liceo di Floridia e di conseguenza al recupero della sua autonomia.

Circa voci che ci siano accordi sottobanco con l’attuale sindaco la sua smentita è categorica: “Se avessi voluto fare accordi, li avrei fatti durante la legislatura. Gli accordi io li ho stretti sempre alla luce del sole. Non sono certo le parole che devono giustificare il mio operato, ma i fatti. E i fatti dicono che sono stato l’unica vera alternativa per tutti e cinque gli anni, avendo presentato atti, delibere e addirittura denunce, quando l’amministrazione, a mio avviso, operava in modo illegittimo”.

Un suo slogan recita “cambiala” e alla domanda cosa e perché risponde: “Il termine è un’idea, un imperativo, un impegno”. La politica della città deve mutare radicalmente. In questi ultimi anni si è detto tanto – dice – ma si è fatto poco. Il consiglio è stato accusato di ostacolare ogni iniziativa della giunta, impedendole di operare come avrebbe voluto ma “noi siamo stati opposizione dura, ma anche responsabile: basti pensare ai bilanci approvati dal consiglio. Quindi l’opposizione non è stata mai di principio ma sul merito”.

Perché sceglie di candidarsi proprio adesso? “Perché – risponde - sono riuscito a superare il primo e più duro ostacolo alla mia candidatura: il consenso della mia famiglia, di mia moglie e soprattutto delle mie figlie, Martina e Carla. Ricevuto il loro benestare mi sono sentito più forte. Poi, avendo la politica nel DNA e con l’esperienza di due legislature alle spalle, con quei risultati quasi plebiscitari, il resto è venuto praticamente da sé”.

Il nostro intervistato ritiene che l’attuale amministrazione lasci come eredità positiva una nuova e buona capacità comunicativa, in quanto i modelli della comunicazione sono stati stravolti negli ultimi dieci anni, ed è cosa con cui bisogna fare i conti; ma allo stesso tempo ritiene che sia stata portata all’eccesso e che abbia provocato effetti boomerang e distorsioni.

Circa il suo programma, Burgio sostiene che non bisogna illudere i cittadini ed essere realisticamente concreti. Perciò è sua intenzione partire dalle piccole cose “che poi sono le grandi cose: manutenzione delle strade, delle piazze, della villa comunale e quant’altro sia stato trascurato da questa amministrazione. “Il comune ha dovuto affrontare – dice – numerose cause per incidenti occorsi ai cittadini proprio per la mancata manutenzione delle strade ed ha dovuto risarcire danni per decine e decine di migliaia di euro, con grave danno per risorse già esigue. Proprio per questo noi evitiamo grandi proclami, evitiamo di pontificare, ma abbiamo intenzione di rimettere in piedi e far ripartire questa città”. Altro problema da affrontare con urgenza, per il nostro, è quello del randagismo dilagante, a cui non solo non si è trovata soluzione, ma addirittura per esso si spendono inutilmente cifre esagerate: “Nostra intenzione è portare avanti una massiccia campagna di sterilizzazione unitamente a quella dell’adozione, anche tramite incentivi, nonché la microchippatura dei cani. Ovviamente provvederemo anche all’apertura di un canile da costruirsi con finanziamenti regionali”.

Insomma il vero valore aggiunto, per Burgio, è un lavoro serio e un impegno attivo fatto da persone competenti che costituiscano un team affiatato perché da soli, come finora ha fatto l’attuale sindaco, non si raggiunge alcun obiettivo.

Da dove pensa di reperire le risorse per la realizzazione del suo programma?, chiediamo. “Innanzi tutto dal risparmio. Gli sprechi di questa amministrazione sono stati enormi: trivellamento di pozzi per 600/700 mila euro, costi energetici elevatissimi anche perché il comune è soggetto moroso e molto altro ancora. Per questo ho richiesto all’ufficio ragioneria di ricevere i conti dettagliati, in quanto intendo conoscere i saldi dell’esposizione debitoria dell’ente nei confronti di tutti i debitori, conoscere le somme non ancora liquidate a conto capitale. E poi da finanziamenti adeguati da regione, stato, UE”..

I punti di forza e di criticità della sua candidatura, per il candidato Burgio, si identificano in una candidatura nata dal basso. “Sono stati i miei elettori con le loro preferenze nelle precedenti amministrative, i miei amici – dice – a spingermi, e soprattutto quei consiglieri comunali, Beltrami e Teodoro, che mi sono stati vicino per 5 anni, con cui ho agito sinergicamente e che colgo l’occasione per ringraziare”. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che, proprio perché voluta dal basso, la sua candidatura non è sostenuta da poteri forti che si sono schierati altrove, perché – afferma – molto spesso la ricerca del voto si contratta con prebende “e in base a ciò dovrei essere destinato ad arrivare ultimo, perché questo modus operandi non mi appartiene”.

Di una cosa bisogna dare atto a Salvo Burgio. E’ stato l’unico a tentare una soluzione a quello che noi consideriamo un errore politico, ovvero lo spreco di risorse umane e non in questa tornata elettorale che vede antagonisti otto candidati. “Mi sono speso – racconta - a favore di un’interlocuzione con gli altri competitors, con l’ovvia esclusione dell’attuale sindaco, per trovare un accordo su elezioni primarie, dal cui esito sarebbe dovuto venir fuori il nome dell’antagonista all’attuale primo cittadino”.

Riteneva, insomma, che si sarebbe potuto trovare un accordo per una piattaforma comune, elaborando un comune programma per la città. I non vincitori avrebbero potuto restare in squadra e collaborare alla campagna elettorale e partecipare a vario titolo alla ripartenza della città. “Alla fine – continua – tutti, tranne il candidato Russo, hanno rifiutato il mio invito e hanno preferito restare nella loro mattonella. Mio intento era quello di unificare tutte le forze alternative e dare potere di scelta ai cittadini. Senza contare, inoltre, che il comune cittadino, e non solo lui, che è estraneo ai giochi della politica, difficilmente comprende le motivazioni di tale situazione e forse si disorienta”.

Come mai, gli chiediamo. in questa legislatura abbiamo assistito a una transumanza di consiglieri che sono passati dall’opposizione a candidarsi col PD? “Chi sta all’opposizione – dice - non gestisce potere, che è tutto gestito dall’amministrazione attiva. E questi transfughi hanno preferito assaggiare un pezzo di torta. Questa transumanza ha anche una data precisa: il 29 giugno 2015, quando il mio gruppo, con altri consiglieri di opposizione, approva con modifiche il piano di intervento per l’organizzazione del servizio di raccolta differenziata. Di fronte a ciò un gruppo di consiglieri di “Primavera floridiana” votano a favore del piano presentato dalla giunta, quindi senza le modifiche da noi introdotte, con un aggravio economico di circa un milione di euro l’anno per sette anni”.

A chi si rivolge nella sua campagna elettorale? “A tutti. A tutti i cittadini, a tutti gli scontenti, ma soprattutto agli ultimi che sicuramente non saranno lasciati soli. Mi rivolgo a chi, oggi, non arriva non a fine mese ma a fine settimana o a fine giornata. Perché Floridia attraversa una crisi economica estremamente drammatica, in quanto è crollato il pilastro della sua economia: l’edilizia”.

Circa i futuri accordi in caso di ballottaggio, Burgio dice non solo di non averci pensato perché le prossime sono elezioni per cui ogni previsione è impossibile, ma bisognerà aspettare il responso delle urne per capire le possibili alleanze. “Anche se la mia idea resta quella di poter correre da solo fino alla fine”.

Alla provocazione se la sua campagna elettorale sarà rivolta contro Scalorino, “l’attuale sindaco – risponde – è da oscar nel ruolo di vittima” e lo invita a non proporsi come agnello sacrificale della città, “certo le disfunzioni della città e il disagio dei cittadini, per correttezza, saranno messe in luce, perché altrimenti non avrebbe senso nemmeno candidarsi”.