Entra in quasi tutte le famiglie, come una volta era per il tabacco. Non si tratta di una droga sicura, ma pericolosa, soprattutto peri i giovani: da tempo si è evidenziata l’alterazione delle funzione di un cervello in fase di sviluppo

La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017

La Marijuana è una droga fortunata. A giudicare dai sequestri, spesso in quintali, pare che sia indispensabile al consumo. Una provincia medio - piccola come la nostra si può vantare di traffici notevoli  per quantità, se facciamo una relazione percentuale tra sequestri e consumo reale. Potremmo pensare, senza sbagliare, che entra in tutte le famiglie, come una volta era per il tabacco.

Rispetto alle sostanze che insidiano i nostri giovani (paurosamente efficaci e distruttive le nuove droghe sintetiche, al pari di eroina e cocaina), la marijuana ha una fama rassicurante, un certo alone di sicurezza. Quasi si diffonde l’opinione che le norme di legge che la vietano siano eccessive, applicate a un’erba che sempre più assume il ruolo di farmaco per alcune affezioni degenerative del sistema nervoso centrale.

Ai vecchi medici come me si accappona la pelle riflettendo su come in Italia cambino aspetto rapidamente le cose, non appena un argomento entra nel dibattito televisivo e mediatico.

Pochi sanno che nell’Italia mammona, familista, cattolica, perdonista, si muore con dolore e sofferenze indicibili perché si è radicata nella classe medica e nella popolazione una diffidenza e una pessima conoscenza dei derivati della morfina per uso terapeutico. Si consideri il fatto che, grazie al ministro Veronesi, si è introdotta una legge per ovviare a questa grave carenza della medicina italiana. Non potrei dire che tale norma sia stata applicata con facilità ma, perlomeno, si è messo in crisi il medico italiano che non sa usare gli oppioidi e si sono messi in moto dei processi che dovrebbero avvicinarci alle altre nazioni, dove il problema non esiste.

Cosa c’entra la Cannabis con i cretini? C’entra! Al contrario di molti colleghi, ho applicato da sempre schemi di cura di fonte straniera per mia convinzione scientifica, per cui ho sempre incoraggiato l’uso degli oppioidi e analgesici centrali. Una lotta quotidiana con i miei pazienti. Molti ritengono di poter giudicare sulle scelte di cura e mi pregano di non provarci nemmeno, spiegandomi che diventare drogati è peggio di sopportare il dolore. Continuano a rimpinzarsi di antinfiammatori e antidolorifici pericolosi per fegato e reni, molto più dannosi degli oppioidi e spesso inefficaci, ma privi di ombre etico- morali.

Insomma, mi mettono dalla parte degli untori, pensando che i derivati della morfina li possano traghettare nella condizione di viziosi, schiavi di droghe indecenti. Beata ignoranza! Non sapere che la morfina in campo sanitario è un caposaldo insostituibile, dall’anestesia alle cure del "fine vita", ma anche nelle semplici sciatiche o coliche renali! Arrivano, così, con ritardo all’appuntamento con questi farmaci specializzati per il dolore e solo nelle fasi finali della loro malattia, peraltro usando malissimo queste delicate ma efficacissime sostanze.

Proprio gli stessi malati che ho pregato più volte di accostarsi agli oppioidi per gestire le gravi patologie che li affliggono, ora mi chiedono di procurargli la cannabis terapeutica prodotta dall’istituto farmaceutico militare per la prima volta in Italia. Potenza dei media e del loro battage televisivo!

La cannabis non gestisce il dolore e non serve per sostituire i derivati dell’oppio, peraltro ormai quasi del tutto sintetici e di tecnologia farmaceutica avanzatissima. Si conferma il potere malefico della televisione sulle coscienze della maggior parte degli italiani. Di certo quello che passa in TV è più vero di quello che prescrive e suggerisce il medico. La droga ingenua, buona, innocua passa per un rimedio adatto per tutto.

Davvero la Cannabis è una droga sicura? Assolutamente no. E’ una vera droga. La legge ne vieta e punisce il consumo in quasi tutto il mondo. Negli adolescenti si è da tempo evidenziata l'alterazione delle funzioni di un cervello in fase di sviluppo. Tutti gli effetti neurologici e psichiatrici della cannabis nei giovanissimi portano a causare o facilitare la comparsa di gravi forme psicotiche, come la schizofrenia (raddoppiata l’incidenza negli assuntori per periodi prolungati).

La verità è che non esistono droghe leggere o pesanti, è un concetto da superare: sono tutte droghe con effetti deleteri, il rischio e la gravità con cui si manifestano in una condizione patologica sono individuali.

È molto netto il dottor Roberto Cavallaro, responsabile dell’Unità per i disturbi psicotici dell'ospedale San Raffaele di Milano, commentando recenti ricerche americane sugli adulti e sugli adolescenti assuntori di marijuana. Preoccupanti i disturbi paranoici e allucinatori che persistono fino a un anno dall’aver smesso di essere consumatore, testimoniando che i danni al cervello permangono.

Una sostanza che incrementa i cretini? Addirittura si conferma la già nota tendenza a ridurre le capacità intellettive nei cronici assuntori per molti anni (meno cinque punti di quoziente intellettivo). Nelle persone dedite a un uso continuato, anche se sporadico, si sono osservate carriere scolastiche e lavorative peggiori rispetto ai gruppi di controllo. Credo che molti insegnanti confermeranno questi aspetti. La persistenza di tali sintomi, anche dopo un anno di astinenza, suggerisce che il consumo della cannabis abbia cambiato il funzionamento del cervello degli adolescenti.

Direi che ci sono abbastanza argomenti per intervenire come medici e educatori sul ricondurre alla reale pericolosità del fenomeno tutte quelle stupide convinzioni  sulla cannabis che sono luoghi comuni. Bisogna avvisare i genitori che gli adolescenti sono in questa città preda di un consumo molto più alto di quanto si sappia e che sembra del tutto tollerato con larghezza.

Mettiamo argine al fenomeno! Direi che ci bastano i cretini che abbiamo, “naturaliter”!