Cosa si attende per affrontare il problema? Enrico Maria Puja (ministero Trasporti): “Dobbiamo passare a una fase operativa iniziando a muoverci concretamente”

La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017

Continua, incessante, la scelta degli armatori, condizionati dalle scelte operate dall’UE per abbattere le emissioni inquinanti dovute all’uso del fuel, di utilizzare il GNL come fonte primaria di energia per la propulsione e la produzione di energia elettrica a bordo delle navi.           

Secondo un’analisi condotta da Mike Korkhill, Consultan Editor presso LNG World Shipping, alla metà di marzo 2017 la flotta mondiale delle navi dual fuel alimentate a GNL ha raggiunto la soglia delle 200 unità. Tale stima non tiene conto delle navi adibite solo al trasporto del gas naturale liquefatto (LNG carriers), che comprende 103 navi già in servizio e 97 che risultano in costruzione e/o in ordine presso i cantieri navali. Questi dati mostrano un aumento delle unità del 23 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2016, quando erano 74 le navi in servizio e 88 quelle ordinate e/o in costruzione.

I gruppi Carnival (Aida Cruises e Costa Crociere), MSC Crociere e Royal Caribbean Cruises hanno ordinato 13 nuove navi. Nel comparto delle navi cisterna e portarinfuse, la flotta in servizio è passata da 6 a 19 unità grazie al completamento di navi cisterna adibite al trasporto di prodotti chimici, mentre i nuovi ordinativi vedono un incremento delle stazze, con quattro navi da 8.000 DWT, sei da 16.300 DWT e quattro Aframax da circa 114.000 tonnellate di stazza lorda; nel segmento delle navi portacontainer e carichi secchi alimentate a GNL vi sono 11 unità in servizio e un portafoglio ordini di 14 navi. Infine, il diversificato comparto delle navi di servizio e lavoro (PSV, draghe, posapali, ecc.) ha registrato un incremento di tre unità sia per la flotta in servizio (salite a 33) sia per le unità in costruzione e/o in ordine (passate a 23). Le navi di rifornimento alle piattaforme (PSV) costituiscono la maggioranza della flotta in servizio (con 20 unità).

In questo contesto alcuni porti iniziano a confrontarsi concretamente con il problema; a Napoli il Presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale ha annunciato l’emissione di una richiesta di manifestazione d’interesse, entro il 2017, per la realizzazione di un deposito costiero che faccia servizio di rifornimento di GNL alle navi che scaleranno il porto partenopeo, ciò in considerazione del fatto che tra il 2020 e il 2021 inizieranno ad operare nel Mediterraneo navi da crociera dual fuel che sarà necessario rifornire di GNL e, considerati gli iter autorizzativi e la durata dei cantieri, i tempi appaiono già stretti.

Nel frattempo, della disponibilità di GNL nel Mediterraneo per il trasporto marittimo si parlerà nell’internazionale Conferenza GNL del 10 e 11 maggio che si svolgerà proprio a Napoli presso la Mostra d ’Oltremare, mentre giovedì 6 aprile, presso il Ministero per lo sviluppo economico, il Direttore generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche, illustrando in una conferenza stampa i temi principali del G7 Energia, ha sottolineato le possibilità dell’uso del Gnl nel trasporto marittimo, per cui l’Italia potrebbe diventare una piattaforma del Mediterraneo per il rifornimento delle navi tra Suez e Gibilterra.

Da quando è stata approvata la Direttiva che promuove la realizzazione delle infrastrutture per i combustibili alternativi al petrolio (con allegato il quadro strategico nazionale sul GNL), il nostro giornale sta seguendo con molta attenzione il problema, poiché esso investirà il nostro territorio visto che si è deciso “che la rete di distribuzione del GNL nei porti deve necessariamente comprendere i porti sedi di Autorità portuali, ognuno dei quali deve essere fornito delle possibilità   di approvvigionamento, stoccaggio, rifornimento per navi, distribuzione e rifornimento non navale”.

Un’altra testimonianza su come il problema stia procedendo con velocità e decisione si coglie nei contenuti della relazione presentata giorni fa a Roma in occasione del workshop sulla riforma dei porti, dal titolo “L’Economia va in porto”, organizzato da Assocostieri e Confcommercio, e dagli interventi dei relatori (importanti attori/decisori del settore) che hanno così sintetizzato lo stato dell’arte: “Anche se restano ancora passi importanti da compiere, la macchina operativa sta procedendo; le nomine dei presidenti delle Autorità di sistema sono quasi completate, si sta lavorando a quelle per i Comitati di gestione, dei segretari e dei tavoli di partenariato della risorsa mare, così come a breve è attesa l’entrata in funzione della Conferenza nazionale di coordinamento. “Rafforzare i collegamenti ferroviari, incrementare l’efficienza degli scali in una strategia di multiporto, uscire da vecchie logiche individualistiche” , “In un mercato globalizzato dello shipping non ha più senso ragionare per singoli porti (il riferimento è alla diatriba fra i porti di Augusta e Catania, ndr)“.

Il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando all'autorizzazione per l'entrata in funzione di infrastrutture strategiche del gas naturale liquefatto in quanto combustibile alternativo necessario per lo sviluppo del nostro Paese anche alla luce delle prime scadenze previste per gli investimenti da realizzare nel settore del GNL a partire dal 2025, con conseguente ammodernamento della flotta”.

“Ora i porti devono fare sistema e cogliere le sfide che abbiamo davanti. Penso (parla così Enrico Maria Puja, direttore della Vigilanza trasporto marittimo del ministero delle Infrastrutture  e  Trasporti) in particolare alla realizzazione delle infrastrutture energetiche e al connesso utilizzo dei nuovi carburanti come il GNL, decisivo per l’abbattimento delle emissioni nel trasporto marittimo. Sono certo che l'Italia abbia tutte le capacità per raggiungere gli obiettivi del 2025. Ora dobbiamo passare a una fase operativa iniziando a muoverci concretamente”.

Non a caso il completamento della riforma dei porti è in cima alle priorità indicate da Assocostieri e Confcommercio. Altre azioni indispensabili riguardano un coerente disegno d’attuazione del Piano nazionale strategico della portualità e della logistica (ultimo miglio ferroviario, waterfront, digitalizzazione), la realizzazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dei combustibili alternativi, un pacchetto di misure specifiche per il trasporto marittimo a corto raggio e la realizzazione di una cabina di regia nazionale per la promozione della ‘blue economy’ partecipata dai principali stakeholders.

Fin qui alcuni estratti dei principali interventi. Ora, visto come le cose vengono affrontate nel nostro territorio, sempre in modo allarmistico e senza raggiungere obiettivi concreti, insistiamo nell’invitare le Amministrazioni, le forze politiche, sindacali e le associazioni datoriali affinchè creino un tavolo di confronto per ragionare e prepararsi ad affrontare il problema nel migliore dei modi a tutela della sicurezza delle nostre popolazioni. Continueremo, con assiduità, a seguire l’evoluzione del dibattito in corso in Italia e nel mondo sull’uso del GNL fino a quando coloro che in vario modo governano la nostra vita ci faranno sapere come intendono affrontare la questione.