Esposti dell’avv. Corrado Giuliano al Comune di Siracusa - settore Centro Storico -, alla Capitaneria di Porto, all’Ufficio Demanio, all’Assessorato Territorio Ambiente, alla Soprintendenza ai BB. AA. CC. e alla Procura. “La legge 136 del 2010 è chiarissima”

La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017

Riprendono i lavori per rimontare le strutture lignee del contestatissimo solarium di Piazzetta Aretusa per la sua seconda stagione (la concessione è fino al 2020) e ripartono con perfetto tempismo le proteste e gli esposti. Ma questa volta c'è qualcosa di più nella richiesta di "risposte urgenti" inviata a diversi organismi e uffici da parte dell'avvocato Corrado Giuliano: la sferzata è nell'ultimo capoverso dell'istanza, in verità coraggiosa, dopo alcuni puntuali rilievi sulle autorizzazioni alla struttura che non sembrerebbero inappuntabili.

L'avvocato Giuliano, come già in un'altra dichiarazione rilasciata a questo giornale, prospetta, a fronte di quello che definisce "un particolare afflusso di economie del turismo deregolato", il rischio "di infiltrazioni di economie non coerenti all’interesse pubblico e al principio della libera concorrenza". Aveva affermato nel suo contributo al nostro servizio del 10 marzo scorso sul centro storico di Siracusa: "Assistiamo ad uno spreco quotidiano della nostra risorsa principale... se rendiamo Ortigia una quinta vuota, una Disneyland,  la perdiamo, la destiniamo irrimediabilmente al consumo a colpi di invasioni paninare, dehors invasivi, esposizioni fitte di paccottiglie per turisti, illegalità diffuse e autorizzate, la asserviamo a fiancheggiamenti ad economie malavitose che si manifestano in tutta l'invasione delle parti sensibili della città...".

Da qui, in questo ultimo esposto, la richiesta al Comune di Siracusa - settore Centro Storico, alla Capitaneria di Porto, all’Ufficio Demanio, all’Assessorato Territorio Ambiente, alla Soprintendenza ai BB. AA. CC., di acquisire la documentazione antimafia delle società/ditte/imprese con cui la Pubblica Amministrazione stipula contratti, di qualsiasi tipo essi siano. A rendere possibile tali controlli, ricorda l'avvocato Giuliano, una recente sentenza del Consiglio di Stato, fondata su un articolo della legge 136/2010 che ha istituto la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, “con immediata efficacia delle informative antimafia negative su tutto il territorio nazionale e con riferimento a tutti i rapporti, anche già in essere, con la pubblica amministrazione, finalizzata all’accelerazione delle procedure di rilascio della medesima documentazione e al potenziamento dell’attività di prevenzione dei tentativi di infiltrazione mafiosa nell’attività di impresa”, una facoltà di controllo riferita "a tutti i rapporti con la P.A., senza differenziare le autorizzazioni dalle concessioni e dai contratti, e cioè anche a quei rapporti che, per quanto oggetto di mera autorizzazione o concessione, hanno un impatto fortissimo e potenzialmente devastante su beni e interessi pubblici".

E non è solo l'avvocato Giuliano a parlare di allarme sociale, a mostrare preoccupazione per l'insediarsi in Ortigia di attività per le quali si chiederebbe una maggiore attenzione e controlli più rigorosi, oltre che a 360 gradi: sui social le battute si sprecano e nel non detto, nelle mezze parole buttate qua e là, si gettano pesanti sospetti (non potrebbero anche essere illazioni del tutto gratuite?) che sarebbe opportuno allontanare perché l'idea di un'economia "malata" non lascia tranquilli né i cittadini né gestori/imprenditori che non hanno nulla da nascondere e che hanno fatto dell'onestà la propria guida. E se comunque chiarezza va fatta, sarebbe opportuno proprio partire dagli atti concessori che quelle attività hanno consentito e che non apparirebbero pienamente legittimi.

E ciò spiega perché tra i destinatari dell'esposto troviamo anche l'Autorità Anticorruzione, la Procura Generale della Corte dei Conti e la Procura della Repubblica di Siracusa.