IL TACCUINO 

Controllando le bollette del mese, mi sono accorto che quella dell’acqua era più che raddoppiata. La voce di spesa è la seguente: “Costi aggiuntivi. Lavori acquedotto – Addebiti lavori proprietà privata”. Mi è sembrata una stravaganza fuori da ogni logica. Chiarimenti dalla SIAM

La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017

Voglio attenzionare due avvenimenti cittadini che ci riguardano un po’ tutti.

Il primo: ”La Sicilia”, con caratteri a tutta pagina, ha titolato che il Consiglio Comunale ha sancito la lotta agli abusivi del commercio. Il Comandante Correnti ha dovuto subito distaccare altri  due suoi uomini alla Squadra Annonaria. Ha vinto il principio di legalità e i commercianti non abusivi daranno poi il loro voto a sindaco e assessore al commercio. Mi sarei aspettato che in pari tempo il Consiglio Comunale, e per esso il nostro signor Sindaco, avesse preso in considerazione le conseguenze di una ferrea applicazione del principio di legalità in tema di piccolo commercio abusivo. Che cosa avverrà? Accadrà che la Squadra Annonaria contravvenzionerà l’abusivo; e della contravvenzione l’abusivo se ne frega perché due sono i potenti del mondo, il Papa e il povero, e quindi il commerciate abusivo se ne impipa perché non ha nulla da perdere.

Subito dopo la Squadra Annonaria gli sequestrerà la merce che stava  vendendo senza licenza; e qui l’abusivo risente il primo mezzo colpo; ma si consola  perché avrà una giustificazione per non pagare la merce presa la mattina a credito al mercato ortofrutticolo. Piangerà quando in forza del principio di legalità gli sequestreranno il carrettino o la motoape con cui esponeva la frutta o la verdura da vendere. Si dispererà  quando si renderà conto che quel giorno a casa sua non si mangerà: gli mancheranno i venti  o trenta euro che avrebbe ricavato dal suo commercio abusivo.

Che farà a questo punto l’orbato commerciante abusivo per campare lui e la sua famiglia? Sarà una mina vagante, pronto a rubare, pronto a rapinare; o viceversa c’è un Sindaco o un Consiglio Comunale cui rivolgersi per chiedere un aiuto concreto tipo una mensa dove possa mangiare due volte al giorno, lui con moglie e figli? Deve certo valere il principio di legalità; e il principio di solidarietà lo mandiamo al macero? Queste mine vaganti che gireranno per  i quartieri diventeranno dei ladruncoli, degli spacciatori di fumo, e noi cittadini ci avremo guadagnato?

Negli anni ’50 i signori Prefetti della Repubblica, quelli con gli attributi, una volta richiamati in una omelia  dal compianto nostro cardinale Pappalardo, facevano chiudere il primo e secondo occhio a poliziotti e carabinieri e guardie di finanza per consentire la vendita in ogni angolo delle strade delle sigarette di contrabbando. Era un modo per salvaguardare l’ordine pubblico da scorribande di disoccupati che potevano diventare dei disperati pronti a tutto.

Ricordo che fino agli anni ’70 circolavano liberamente i vari “Pasqualino tre dita” per i corridoi del Tribunale di Siracusa per vendere le loro stecche di americane, finchè un bel giorno il neo Procuratore della Repubblica Salvatore Astuto fece girare la voce che dal quel momento in poi era cessata la pacchia per avvocati, cancellieri e perfino per qualche giudice. Il benessere degli anni ’70 imponeva a tutti di riaprire gli occhi e di guardare la nuova bella realtà italiana.

Aspettiamo che il sindaco e il consiglio comunale adottino i provvedimenti conseguenti alla ferrea applicazione del principio di legalità, non tanto per un  principio di solidarietà – tale obbligo  morale va sentito innanzi  tutto nella coscienza di ciascuno – ma quanto meno per proteggere  gli onesti cittadini che hanno di che mangiare dalla nutrita ed agguerrita schiera di cittadini disoccupati che non hanno da mangiare.

Il secondo avvenimento che ha toccato le tasche dei cittadini che hanno da mangiare: in studio, con le spese del mese mi è stata pagata la bolletta dell’acqua. Quando, a  pagamenti avvenuti, ho dato una scorsa alle bollette del mese, mi sono accorto che quella dell’acqua era  più che raddoppiata. Me ne sono meravigliato perché a casa sono purtroppo solo e quindi la bolletta dovrebbe andare a diminuire e non ad aumentare. Ho cercato di svelare l’arcano e ho rinvenuto una voce che voglio riportare integralmente per porla all’attenzione sia del Sindaco sia  dei Consiglieri Comunali e sia e principalmente  del Maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Ortigia, sempre pronto a intervenire per tutelare i cittadini  per i quali deve vigilare.

La voce di spesa è la seguente: “Costi aggiuntivi. Lavori acquedotto – Addebiti lavori proprietà privata” (sic!) Mi è sembrata una stravaganza fuori da ogni logica e ho voluto subito controllare se per caso il condominio di cui fa parte la casa ove abito avesse commissionato alla Siam un qualche lavoro. Risposta negativa; ho chiesto a qualche amico del quartiere se si ricordasse di qualche recente lavoro alle condutture idriche di cui io non mi ricordassi. Diniego assoluto.

Non resta che prendere atto che la Siam ha introdotto un nuovo principio: il cittadino oltre a pagare  l’acqua che consuma deve provvedere anche alle spese per l’acquedotto che porta l’acqua in città e la distribuisce nei vari quartieri. Le tasse e le imposte che il cittadino paga al Comune di  residenza non  contemplano  le spese generali per l’acquedotto cittadino. Per carità, teniamo segreta la cosa, perché se lo sa l’Enel con la bolletta della luce ci farà pagare il costo della miriade di pali e dei chilometri di cavi di acciaio che portano la luce in città. E per carità di patria non facciamolo sapere all’Eni perché potrebbe mettere in bolletta il costo della conduttura che porta il gas in città.

Che ne pensa il nostro Consiglio Comunale; che ne pensa il signor Sindaco? Ma può un privato - perché la Siam è una società privata - senza alcuna  spiegazione, senza indicare i criteri usati per la spartizione del costo per le condotte cittadine, imporci una spesa che  diventa un vero e proprio balzello? E’ questa la concreta applicazione del principio di legalità, quella stessa legalità che vale per gli abusivi del commercio?

Sono certo che l’unico che mi darà risposta sarà il Maresciallo dei Carabinieri di Ortigia che ha l’obbligo di tutelarci.

CHIARIMENTI SIAM. Su questa denuncia dell’avv. Rizza, il direttore della Civetta ha interpellato la SIAM per saperne di più. Questa la risposta ricevuta: “Abbiamo provveduto alla sostituzione di un collettore in Via dei Mergulensi 16 a seguito di richiesta avanzata, al  Pronto Intervento  SIAM, dalla Sig.ra…  in data 10 dicembre 2015 e successiva autorizzazione di intervento in proprietà privata  a firma del Sig…. I lavori di cui trattasi sono stati addebitati, pro-quota, nelle bollette intestate ai singoli condomini. Non avendo rinvenuto altri addebiti riconducibili all’Avv. G. Rizza, se non quelli normali di pochi spiccioli, crediamo che la lamentela si riferisca a quanto sopra”.