E sarà proprio il detenuto R.B. il maestro di modellismo per i ragazzi. Nuova edizione del Laboratorio della Legalità con Libera e gli studenti del liceo Megara

 

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Rifletto sul fatto che è molto difficile cambiare la realtà del carcere, ossia quel misto di grigiore, burocrazia,  isolamento che ne rappresentano le costanti. Le prospettive prossime non inducono ad ottimismo, torna a manifestarsi il sovraffollamento e va a scomparire fra l'indifferenza di governi progressisti la figura del direttore (non è un discorso di categoria, il lavoro del direttore se ben fatto dà equilibrio alle altre e realizza la sintesi fra le esigenze di sicurezza e quelle di risocializzazione). Da ottimista patologico quale sono, metto però da parte queste riflessioni e lavoro su una delle linee portanti della mia direzione, l'ingresso in carcere della società esterna e in particolare di studenti.

Cerchiamo sempre, i miei collaboratori ed io, di dare un contenuto quanto più possibile pregnante  a queste esperienze; cosi, come ho scritto altre volte, gli incontri non li facciamo più al teatro (l'ambiente bello), ma in sezione, e soprattutto diamo spazio ad attività congiunte detenuti studenti. Una di queste sarà quella in programma con Libera e il liceo Megara, ossia una nuova edizione del laboratorio della legalità, già organizzato gli anni scorsi, secondo le indicazioni della conferenza nazionale Volontariato e Giustizia; gli studenti frequenteranno il laboratorio di ceramica e una saletta artigianale, quella dove lavora R.B., piena di attrezzi, legname, oggetti già realizzati appesi alle pareti; una bottega di mastro Geppetto all'interno del carcere. Un po' riciclo, un po' arte dell'arrangio

Si tratta naturalmente di un Geppetto particolare, ne racconto brevemente la storia. Albanese, scappa dal suo paese perché condannato per aver ferito gravemente, nel corso di  una lite, un connazionale compagno di lavoro, entrambi al soldo del caporalato: commette anche in Italia dei piccoli reati, arriva ad Augusta diversi anni fa con una fama di indisciplinato e da allora compie un percorso positivo, lavora all'interno del carcere e frequenta la saletta lavorazioni. A poco a poco questo spazio, attiguo alla sua sezione, non essendo frequentato da altri detenuti, diventa un po' suo. Utilizza qualsiasi cosa gli venga sottomano per realizzare i suoi oggetti, usa pezzettini di legno, piccole cordicelle, cartone. Da un po' di tempo e' stato autorizzato ad avere un trapano elettrico, ovviamente con punte adatte al solo legno,  per motivi di sicurezza. Dalle sue mani escono modellini di biciclette, navi, trenini, miniature con tutti i congegni di funzionamento.  

E questo è R.B. I ragazzi li conosceremo presto, già lì immaginiamo fra lo smarrito e il caciarone, come quelli del liceo Arangio Ruiz che fanno ingresso ogni settimana in istituto per un laboratorio teatrale; smarriti o meglio guardinghi all'inizio quando si accosteranno ad un mondo sconosciuto. Poi vedremo cosa verrà fuori dall'incontro fra i due mondi. Il contributo alla legalità per questi ragazzi sarà sicuramente  l'inserirsi nel percorso di riabilitazione di R.B .

Uno dei danni che produce il carcere è infatti costituito dalla separazione dal resto della società, e dalla desertificazione dei rapporti. Questo può creare risentimento, se non addirittura incattivimento, e rischia di  minare alla base qualsiasi ipotesi di risocializzazione. Avranno anche modo di incontrare una persona cordiale, lontana dallo stereotipo della persona che delinque, magari rifletteranno sul fatto che bene e male sono più mescolati di quanto non si pensi. R B vestirà i panni di maestro di modellismo e da persona brutta sporca e cattiva, quale era nel momento del suo arrivo al carcere di Augusta. Potremmo dire, parafrasando  un famoso film di Ettore Scola, potrà vivere un’esperienza che restituisce dignità