“Mi candido senza lacci e lacciuoli politici, e con forti motivazioni etiche”, “Non ho un programma, il mio è un progetto dinamico, che si adeguerà alle istanze in itinere”

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

L’avvocato Lino Romano, che oggi si candida a sindaco per il comune di Floridia in una tornata elettorale dai contorni estremamente incerti, ha alle sue spalle un curriculum politico di un certo rilievo: eletto consigliere comunale nel 1988, si candida alla provincia dieci anni dopo tra le fila del CDR (area di centro), ottenendo un ottimo risultato, ma non arriva in consiglio provinciale per intrighi di palazzo.

A lui abbiamo chiesto cosa fa transumare un affermato professionista al mondo della politica in un momento così critico. “La passione – ci dice – e il bene che voglio alla mia città, ma anche il bene che voglio per essa”. E impegno e passione certo non mancano all’avv. Romano. Ricordiamo infatti che nel 2008 si incatenò all’imbocco della SS 124, Floridia/Siracusa, chiedendo la messa in sicurezza della tratta, che già tanti morti aveva mietuto. “Nemmeno i politici che erano al mio fianco – racconta – credevano in questa causa. Ebbene nel 2011 sono iniziati i lavori di adeguamento, e completati in soli due anni. Certo, questa battaglia non è ancora conclusa, perché non ritengo la SS 124 ancora sufficientemente sicura”. Aggiunge, inoltre, che ha davanti agli occhi il degrado a cui è ridotta la sua Floridia ed è proprio questo il momento per elevare la qualità della vita dei cittadini, perché è proprio nei momenti difficili che una comunità deve ricorrere alla solidarietà verso chi abita condizioni di disagio, disagio del tutto trascurato, a suo avviso, dalla attuale amministrazione.

Lei ha dichiarato, al momento della sua discesa in campo, che gli amici che aveva sostenuto in altri tempi l’avrebbero lascata da solo. Così è stato?

“Sono questioni molto personali. Quello che però posso dire è che, in effetti, quella di correre da solo è stata una mia scelta. Con don L. Sturzo, amo dire “uomini forti e liberi”: liberi da ogni pastoia politica, che ponga paletti e imponga scelte e strategie, e forti perché sostenuti da ideali etici al fine di ben operare e operare il bene del paese e dei cittadini”.

Dietro le sue parole ci sembra di cogliere un rimprovero all’attuale sindaco, la cui colpa più grave, a suo dire, è stata quella di aver abbandonato (ovviamente dal punto di vista politico) il paese, che oggi è più sporco, più puzzolente, con strade più dissestate “ho provato pure a contare le buche, ma dopo ho perso il conto”, invasa di spazzatura, e si trova persino dell’eternit abbandonato. Insomma, ci dice che “se qualcosa ha insegnato questa amministrazione è stato come non si amministra una città”.

Secondo l’avvocato un’amministrazione seria, come vuole essere la sua, deve partire dalle fondamenta per migliorare la vita di una comunità, un sistema Giuliani in piccolo, “maggiore pulizia, maggiore attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, e anche migliorie al sistema idrico e fognario”, insomma non proprio una utopica lista dei sogni, ma un elenco di cose concrete e fattibili.

Alla domanda relativa al suo programma risponde di non avere alcun programma, in quanto i programmi sono asfittici e tendono a cristallizzare ciò che invece è dinamico. “Il mio è un progetto dinamico, che si adeguerà alle istanze che in itinere emergeranno e mi impegnerò, come sempre, alla risoluzione dei problemi che affiggono la comunità, non a parlarne solamente e/o a far ricadere la responsabilità su altri come ha fatto, e continua a fare l’attuale amministrazione”.

Dove pensa di reperire le risorse per attuare il suo progetto?

“Le risorse ci sono, si tratta solo di saperle destinare e allocarle in maniera corretta. Basti pensare allo spreco per la festa dell’ascensione che, organizzata come finora fatto dall’attuale sindaco, risulta solo un inutile dispendio che provoca disagi e disappunto tra i cittadini. E lo dico proprio io che, come sanno anche i bambini a Floridia, sono un grande appassionato di equitazione. Si tratta, in poche parole, di utilizzare le risorse con l’accortezza di un buon padre di famiglia, intervenendo e bene sulle priorità”.

Quale pensa sia il punto debole della sua candidatura e come pensa di superarlo?

“Probabilmente la criticità sta nel non avere liste forti come altri candidati hanno. Però questo può essere anche un punto di forza. Infatti altre liste pur presentandosi come civiche in realtà hanno alle spalle partiti o schieramenti politici condizionanti. Io, invece, potrò muovermi in assoluta autonomia, per cui se dovessi sbagliare non potrò responsabilizzare altri che me stesso. Assunzione di responsabilità che in questo paese non si vede da anni”.

Ma allora su che basi ha selezionato la sua squadra?

“I miei sostenitori li ho scelti fuori dall’universo politico, ma con competenze specifiche relative ai problemi che dovremo affrontare nel breve e nel lungo periodo. Ma condizione imprescindibile è stata la serietà e l’impegno che dimostrano nel quotidiano e anche, perché no, la devozione per Floridia”.

Per quanto riguarda la competizione fra otto candidati, il nostro intervistato si dichiara rispettoso delle scelte e anche delle opinioni altrui. Dice altresì che i toni che utilizzerà in campagna elettorale saranno pacati e civili, e non accesi, come qualcuno si aspetterebbe e vorrebbe. “Poi sarà il popolo sovrano a decidere a chi affidare le sorti del paese; la mia campagna non è contro qualcuno, ma a vantaggio di tutti i floridiani”.

Infine, stuzzicato sui futuri possibili apparentamenti per il ballottaggio, l’avvocato Romano non si sbottona, affermando di non avere sfere di cristallo in cui leggere il futuro, ma che suo criterio di scelta, per un eventuale connubio, sarà il buon senso finalizzato a realizzare ciò in cui crede per il bene della comunità.