E’ ora che ci si indigni per le violenze, di qualsiasi tipo, che accadono prima dell'atto finale dell’omicidio di familiari. E tocca ad ognuno di noi, uno per uno, isolare queste bestie, questi schifosi animali che sono così coraggiosi quando picchiano donne, anziani e bambini

La Civetta di Minerva, 6 aprile 2017

Nelle orrende pagine di cronaca che scorrono sotto i nostri occhi ogni santo giorno, gli assassini stanno superando i ladri, per presenze e gravità delle loro azioni. Siamo ad un punto in cui dobbiamo sentirci obbligati ad intervenire, ognuno per la sua parte. Il silenzio di ciascuno non è più tollerabile. E non parliamo solo di bestie che uccidono le mogli o le fidanzate, perché certamente affetti da un disordine psichico e da una frustrazione determinate dalla loro palese impotenza.

Attenzione! Indignarsi per i femminicidi è ipocrita: all'uccisione della propria compagna, quella che fino a cinque minuti prima ha preparato da mangiare, ha tenuto in ordine la casa, accudito i figli, pulito e sistemato la biancheria, e poi è andata a lavorare per partecipare anche economicamente al mantenimento della famiglia, a quella uccisione si è giunti certamente dopo anni di tormenti, di violenze fisiche e morali, di insulti e sopraffazioni di ogni genere.

Ecco, è ora che ci si indigni per le violenze, di qualsiasi tipo, che accadono prima dell'atto finale dell'omicidio. E tocca ad ognuno di noi, a ciascuno, uno per uno, isolare queste bestie, questi schifosi animali che sono così coraggiosi quando picchiano donne, anziani e bambini e sono delle inutili amebe davanti ad uomini forti e risoluti. Allora, per questo, invito chiunque conosca una donna, un anziano o un bambino vittima di violenza, di affrontare il mostro che ne è l'autore: affrontarlo e dirgli esattamente quanto poco valga, quanto la sua dipartita sarà un sollievo per la comunità, quanto ognuno di noi farà di tutto affinché non trovi lavoro, non partecipi alla vita sociale, non possa iscriversi all'associazione sportiva, non possa frequentare lo stadio.

Viviamo un momento in cui la Legge, purtroppo, non riesce a fare fronte a tutto, neanche laddove c'è (perché è chiaro che la Legge non c'è dappertutto).Per questo dobbiamo diventare noi i paladini di una legge che vogliamo sia morale o naturale e che isoli, punisca, sbeffeggi, disprezzi, annulli certi soggetti dalla vita sociale. Occhio: certi rifiuti umani li troviamo negli asili nido, nelle case di riposo, negli ospedali oltre che nelle private dimore.

Ecco, il nostro disprezzo deve essere fermo, indiscusso, irrevocabile e deve essere palese, anzi urlato. Se ancora una volta ti volti  dall'altra parte davanti ad una persona che subisce violenza, ebbene meriti di vivere in una società che sta solo aspettando di vederti indebolito per aggredirti, e farti pagare lo scotto del tuo silenzio.

L'articolo, buttato su questa carta di getto, di fronte alle ultime notizie di donne e ragazze e madre e figlie e sorelle massacrate da psicopatici topi di fognatravestiti da comuni esseri umani, potrebbe finire qui. Ma oggi è assolutamente impossibile non dedicare qualche riga ai doverosi insulti che meritano certe persone.

Ebbene. Una o due persone, nel mondo, sono le vere responsabili della guerra in Siria. Sarà la storia a dirci chi; chi ha scatenato il conflitto e chi non ha arretrato di fronte allo stesso, accettando di pagare con le vite degli altri.

Un intero Stato è distrutto; un'intera popolazione è sterminata; i pochi sopravvissuti sono sfiniti, e ciononostante c'è ancora chi guarda quelle immagini, legge quelle notizie con lo stesso slancio e lo stesso trasporto con il quale si aggiorna sulle partite della Juventus. E' un mondo che è destinato ad implodere, non c'è speranza.

Ebbene: due persone sono responsabili del conflitto, e spero marciscano all'inferno per tutti i secoli dei secoli, trascinando con loro quanti li hanno messi in posizione di comando, quanti li hanno coperti, aiutati, giustificati, tollerati, spalleggiati. Ma quei due bastardi, quelle bestie che stanno indignando l'umanità intera, sarebbero niente, niente, se non avessero migliaia di piccoli schifosi vermi pronti ad obbedire. Quei rifiuti umani che ordinano l'utilizzo di armi chimiche su persone inermi, non potrebbero neanche utilizzare una fionda per colpire il nemico, se non avessero una schiera di mentecatti pronta ad eseguire gli ordini.

Ebbene: qualcuno, il Presidente o chi per lui, ha dato ordine di lanciare le armi chimiche su uomini donne e bambini siriani, e questo qualcuno dovrà un giorno fare i conti col suo Dio. Ma qualcun altro, forse addirittura peggiore del primo, forse addirittura più schifoso e spregevole, quell'ordine lo ha eseguito.

Forse un ragazzo, forse un uomo, magari assunto con regolare contratto professionale di prestazione di opera, ha tirato un grilletto ed ha lasciato che decine e decine e decine di uomini, di donne, di bambini, morissero tra atroci dolori, sofferenze inaudite, spasmi, crampi, vomito, asfissia.

Ecco, a questo ragazzo che ha lanciato le armi chimiche, ed a tutti quelli che fanno  della violenza il loro stile di vita, a queste persone voglio dire: fate schifo. A questa immondizia umana, che aggredisce in branco un ragazzo isolato e lo pesta fino ad ucciderlo (ed all'altra immondizia che non interviene a difendere un povero cristo massacrato di botte), a questo cancro della società che è capace di dare fuoco ad un disgraziato che dorme su un cartone davanti alla porta di un convento, a questa feccia indegna che fa strage al mercato o in metropolitana, o in discoteca o ovunque, va tutto il mio disprezzo.

Non meritate di essere chiamati esseri umani. Non meritate di vivere insieme agli altri.