Molte persone accusate di associazione a delinquere finalizzata all’evasione di tributi, per mezzo di operazioni inesistenti, e alcune delle società perquisite dalle Fiamme Gialle sono le stesse di cui La Civetta ha scritto nel lontano 2011

 

la Civetta 7 Aprile 2017

Subito dopo la nostra inchiesta sulla Procura della Repubblica di Siracusa (La Civetta di Minerva, 2 dicembre 2011), che ricostruiva una galassia di srl amministrate da familiari dell’avv. Piero Amara o da praticanti dei suoi tre studi legali di Augusta, Siracusa e Catania, in qualche caso dalle mogli dei praticanti, diciotto persone presentarono denuncia per diffamazione nei confronti del direttore e del vicedirettore del giornale. Il Gip di Messina, dott.ssa Daniela Urbani, archiviò sentenziando che non c’era stata alcuna diffamazione e che il giornalista aveva operato nei limiti del diritto di critica. Ebbene, molti di quei nomi e alcune di quelle società si ritrovano nell’operazione condotta ieri dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza e dal nucleo Gico di Messina in alcune città italiane in cui le srl hanno sede legale (Siracusa, Catania, Roma, Torino, Firenze, Bologna, Ravenna, Milano, Varese, Trento), in alcuni uffici pubblici e nelle abitazioni degli amministratori.

Il blitz, che ha impegnato molti uomini delle Fiamme Gialle, si è svolto contemporaneamente per evitare rapidi occultamenti. I militari, contando sull’effetto sorpresa, hanno acquisito fascicoli intesi a comprovare l’accusa, già formalizzata con avviso di garanzia a una trentina di persone, di associazione a delinquere per commettere frodi tributarie attraverso la fatturazione di operazioni mai realmente avvenute per un ammontare di milioni.

A ricevere la cartolina verde sono stati gli avvocati Piero Amara (accusato anche di corruzione per atti d’ufficio) e Giuseppe Calafiore, ritenuti dagli investigatori i maitres à penser del sistema, e altri soggetti: Sebastiano Miano, Carlo Lena, Davide Venezia, Francesco Saraceno, Gianfranco Bessi, G. G., Marco Salonia, Ezio Bigotti, Giuseppa Aprile, Agata Di Stefano. Tra gli altri indagati anche Alessandro Ferraro, alias Sandro Napoli, al quale proprio nell’ultimo numero della Civetta, uscito oggi 7 aprile, abbiamo dedicato una pagina. Tra le società “visitate” dalla Guardia di Finanza, quelle di cui abbiamo scritto nell’inchiesta sono la Geostudi, P&G corporate, Energie Nuove, Salmeri, Gida, Parmenide e Dagi. La Gida, in particolare, in quell’arco temporale, amministrata dalla moglie dell’avv. Amara, aveva come soci il figlio dell’ex procuratore capo di Siracusa e il figlio di un magistrato della DDA di Catania.

Le Fiamme Gialle hanno anche puntato l’attenzione sulla Cisma, la società che gestisce la discarica di Melilli, per il cui affaire sono scattati recentemente degli arresti.

Sempre per presunte evasione fiscale e operazioni inesistenti, il Tribunale di Siracusa, sezione penale, ha interpellato di recente la Corte Costituzionale per districare una difformità tra norme italiane ed europee in merito ai tempi della prescrizione del reato. Imputati nel processo sono l’avv. Piero Amara (amministratore di fatto) e la moglie (amministratore di diritto) della Gida srl, e Alessandro Ferraro (amministratore di fatto) e Angelo Caruso (amministratore di diritto) della Comin srl. L’accusa: operazioni inesistenti che consentivano l'evasione delle imposte sui redditi (IRES e IRAP) e sul valore aggiunto (IVA). Essendo il reato risalente al 2007, per la normativa italiana scatta la prescrizione. Per la normativa comunitaria, in casi di frode che ledono gli interessi finanziari dell'Unione europea oltre 50 mila euro, scattano tempi più lunghi (si andrebbe al 2020). I tributi evasi superano di gran lunga questo tetto.