Sei ospedali in cerca d’autore

 

Il cartografo francese Jean Baccarat, il catanese Agatino Silicone specialista in chirurgia plastica e modelli plastici architettonici, l’italo-russa campionessa di Risiko Orsetta Vien dal Mare dalla Kamciatka e il rabdomante basco Xavier Agua Friska sono i componenti della commissione di esperti di fama internazionale, fortemente voluta dal sindaco Giancarlo Garozzo per tentare d’individuare, una volta per tutte, l’area dove costruire il nuovo ospedale di Siracusa.

Da decenni il vecchio Umberto I non va più bene, a cominciare dal nome, riferito al primo savoiardo finto/buono-re d’Italia, che dopo oltre 70 anni di Repubblica è finalmente giunto il momento di cambiare. Ma l’esigenza di trovare ampi terreni idonei alla realizzazione di moderne, razionali e funzionali strutture ospedaliere, possibilmente non nel bel mezzo del traffico cittadino, ha messo a dura prova persino le teste più fosforiche di tecnici e politici nostrani.

A un certo punto ha preso piede l’ipotesi di creare il nuovo nosocomio nell’area dell’ex manicomio, d’accordo l’amministrazione comunale e buona parte dell’assemblea consiliare. Di recente però è spuntato il parere negativo dell’Azienda Sanitaria Provinciale che fa il paio con i vincoli storici e architettonici ai quali, secondo la Soprintendenza, sono sottoposti alcuni dei fabbricati dell’ex presidio neuropsichiatrico. Il che ha immediatamente destato l’interesse della “Bar Sotto il Mare/Isola dei Cani Film Commission” che vorrebbe girare proprio a Siracusa il remake del comico-demenziale “L’ospedale più pazzo del mondo”.

Nel frattempo si sono scatenate congetture e dietrologie su appetiti di vari e voraci personaggi che starebbero dietro il business del nuovo ospedale… che ci vuole davvero una fervida fantasia per malignare cose del genere.

Sul tavolo del team presieduto dal sindaco sono finite proposte vecchie e nuove, ritenute alternative fra loro. Ma ecco la sorpresa che siamo in grado di anticipare grazie ai nostri potenti mezzi e agli originali effetti speciali in bianco e nero, e senza l’ausilio di microspie, cimici e pappapani con registratore incorporato da un po’ di tempo presenti e attivi anche sulla piazza aretusea.

In buona e sanitaria sostanza, la commissione di esperti formata da Jean Baccarat, Agatino Silicone, Orsetta Vien dal Mare dalla Kamciatka e Xavier Agua Friska ha suggerito a Garozzo la realizzazione non di uno ma di tanti ospedali, ritenendo valide tutte le proposte avanzate. Proposte che sono state rivedute e corrette dalla commissione stessa, come riportato nella seguente sommaria descrizione di 6 ospedali in cerca d’autore.

1) Area dell’ex manicomio, contrada Pizzuta . “Siamo vincoli o sparpagliati?”: mezzo secolo fa era questo l’interrogativo-tormentone del personaggio televisivo di Gaetano Pappagone/Peppino De Filippo. Domanda che calza a pennello nel caso del progetto di ricavare una nuova struttura ospedaliera all’interno del fu ospedale neuropsichiatrico. Domanda alla quale va data la risposta: “Siamo sia vincoli che sparpagliati”. Infatti i vincoli della Soprintendenza in parte ci sono e ci sono pure, “sparpagliati”, ben 5 lotti nei quali si possono edificare reparti, servizi, ecc.

2) Sempre in contrada Pizzuta c’è un’altra area destinata al nuovo ospedale, prevista dal Piano regolatore generale. A differenza dell’area dell’ex manicomio – di proprietà dell’Asp e quindi pubblica – quest’altra è privata. La differenza sta nella parte di finanziamenti regionali che verrebbe spesa per pagare i terreni espropriati: 14 milioni. Che evidentemente non sono bruscolini e se ci sono bisogna pur spenderli in amicizia e cu’ saluti! I terreni – molti dei quali apparterrebbero a una sola società – si estendono dalle vicinanze dell’ex Onp fino al Villaggio Miano, precisamente ai confini con l’edificio mai ultimato della Croce Rossa: una delle più interessanti incompiute siracusane che fa da presenza bene inaugurante agli inediti, chiarissimi e trasparenti, anzi diafani, progetti qui elencati.

3) Santa Teresa Longarini – A pochi chilometri da Siracusa, verso Cassibile l’area in questione è quella interessata anni addietro da un progetto di mercato ortofrutticolo. L'idea appare buona per un ospedale a km zero, al cui interno organizzare anche un mercato del contadino gemellato con la fiera del paramedico.

4) Contrada Tremilia. Si è riesumato un altro progetto “dormiente”, quello della cosiddetta “Siracusa 2” consistente in un complesso di 500 villette. Proposta all’insegna del classico do ut des: tu Comune dare me licenza per villette, e io dare te terreno per ospedale. Accordo perfezionabile realizzando 500 micro presidi ospedalieri, uno all’interno di ognuna delle 500 villette. Nome definitivo: “Siracusa 2 General Hospital”.

5) Quartiere Mazzarona. Il costruttore edile Mangiafico ha messo a disposizione un terreno di sua proprietà per far sorgere l’ospedale in una delle zone cittadine più popolari. Il progetto che chiamiamo “SR medici in prima linea” può diventare interessante se nell’area dello stesso nosocomio si spostano il pittoresco mercato di via Algeri e il parco Robinson.

6) Contrada Targia-Spalla. Un plauso particolare va a chiunque abbia proposto quest’area, la più vicina in linea d’aria alla zona industriale e ai suoi inconfondibili effluvi. Inoltre, a due passi dal futuro ospedale “Qui si sana”, c’è l’opportunità di un grande centro commerciale dove, con apposito servizio navetta, i degenti possono recarsi per lo shopping a prezzi convenzionati.