Da tre storie vere un libro e un film, finanziato in parte grazie al  crowdfunding. Le responsabili del progetto: “Gli attori ne hanno acquisito e fatta propria l’esperienza”

La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017

Tre storie. Tre desideri che si riassumono in uno solo: essere genitori. Un corto sul delicato e attuale tema dell’adozione è stato girato nel Siracusano. “La Civetta di Minerva” si è incuriosita e ha incontrato per voi i responsabili del progetto, Giovanna Pignataro e Francesco Di Martino.

Come è nata l'idea del corto? È un lavoro autoprodotto o qualcuno ha investito in questo progetto?

“La casa dei conigli di Nola ha iniziato il progetto Aspettiamo! Si tratta di una storia sull’adozione, fatta per lo più di sensazioni, quelle che accompagnano la trafila del percorso adottivo sia dal lato dei futuri genitori sia dal lato dei futuri figli. Questa storia, scritta da Giovanna Pignataro, e divenuta albo illustrato sotto le mani di Tiziano Squillace, sembrava più completa con l'aggiunta di un video, per la precisione un documentario, che potesse raccontare delle storie vere di adozione. Francesco di Martino, documentarista di fiducia, ha subito abbracciato l’idea, aggiungendovi naturalmente il suo punto di vista. È nato così Aspettiamo! Il film, un documentario di finzione: si è deciso di raccontare tre storie vere, prese in luoghi diversi e con presupposti diversi. Francesco e Giovanna sono partiti con le registrazioni dalla voce dei loro protagonisti, in seguito hanno tradotto le storie in sceneggiatura e poi si è passati alle riprese con gli attori che hanno impersonato le tre coppie di genitori adottivi. Il libro di partenza è uscito con Marotta&Cafiero e stampato anche grazie ad una campagna di crowdfunding. Il film di fatto è autoprodotto.

Cast e maestranze sono del Siracusano? In quali location avete girato?

Essendo il regista di Noto, ed essendo necessario tenere bassi i costi, tutte le persone coinvolte nel film sono più o meno del territorio. Stessa cosa per le location che sono state scelte in modo che non fossero precisamente riconoscibili di modo che non si resti legati ad alcuni luoghi particolari, ma che possano essere storie del mondo.

Ecco le parole dello stesso regista: “Abbiamo girato tra Noto, Rosolini e Catania. Una buona parte degli attori sono netini (Carola Pennavaria, che tra l’altro canta nel teaser del corto, Salvatore Tringali, Carlo Genova), due invece da paesini ai piedi dell'Etna (Marta Allegra e Angela D’Amico) mentre uno è ispicese (Giovanni Peligra), tutti attori abbastanza preparati e appartenenti al mondo del teatro. Per loro questo progetto è stato sicuramente una scommessa, una prova, visto che hanno cercato di interpretare al meglio i personaggi senza imitarli (tutti gli attori hanno studiato a fondo i personaggi attraverso le interviste fatte alle coppie vere da me e Giovanna)  ma acquisendone la storia e farla propria.  E soprattutto su ogni scena hanno cercato di non seguire le battute della sceneggiatura ma dei discorsi personali, soprattutto nelle interviste frontali che abbiamo inscenato.

È capitato anche di porre loro delle domande che nel copione non c’erano... e li ho trovati sempre pronti a dare una risposta come se la storia la stessero vivendo loro. In sintesi un esperimento per noi, ma soprattutto per loro.

Il corto è stato pensato per la rete o ci potrà essere una sorta di promozione e distribuzione? Sono previste presentazioni?

Il corto sarà abbinato al libro pubblicato, all'interno del quale c’è un link per scaricarlo. Sicuramente sarà presentato, non appena pronto, insieme al libro che è uscito da pochi giorni.

Secondo quale ottica è visto il tema dell'adozione nel corto? Quale finalità vi siete prefissi nel realizzarlo?

Il libro da cui è partito il progetto si sofferma sulla costante presenza di due mondi paralleli, quello dei genitori adottivi e quello dei bambini che saranno adottati. Il film segue invece le vicende delle coppie di genitori delle tre storie soffermandosi sulle loro difficoltà, sensazioni, sull'enorme mole di stress che comporta il percorso adottivo. La volontà è riflettere su che cosa comporti intraprendere questa strada, per tutti coloro che vi sono coinvolti. Trattandosi di bambini, il tutto è anche delicato e poetico, ma parallelamente ci sono enormi scogli da sormontare e accendere un po’ la luce su di essi non è male...

Per saperne di più: https://www.youtube.com/watch?v=bnSLL3RSmo0