Castigat ridendo mores. Ha stupito l’assenza alla recente assemblea dei zappulliani della consigliera comunale Simona Princiotta, anzi: “la mia consigliera comunale preferita” per dirla con una frase più volte pubblicamente ripetuta dallo Zappulla Pippo medesimo

 

Il trio si è diviso. No, non si tratta del gruppo musicale Il Volo ma di quello formato dagli ex segretari provinciali della Cgil di Siracusa Bruno Marziano, Pippo Zappulla, Turi Raiti. La triade MaZaRa (acronimo coniato dal Centro studi unificato L’Isola dei cani-Bar sotto il mare) si è scomposta con l’uscita di Zappulla dal PD per entrare nel DP, mentre Marziano e Raiti hanno deciso di restare.

Il deputato nazionale, nel condividere la scelta del gruppazzo dei parlamentari della corrente di sinistra-riformista-bersaniana-dalemiana-ecc. ha detto che “non è una scissione ma una separazione”. Della serie: “Cònzala comu voi, sempri cucuzza jé”. Scissionisti, separati o separatisti che siano, i fuoriusciti dal partito democratico che stanno confluendo nel nuovo movimento al seguito di Zappulla, sarebbero almeno un paio di centinaia. Tra essi anche la consigliera comunale di Siracusa Marina Zappulla, non parente ma solo omonima dell’esponente del nuovo raggruppamento nel cono sud della Sicilia sud orientale, isola di Capo Passero compresa.

Ha stupito – ma non gli osservatori più sgamati – l’assenza alla recente assemblea dei zappulliani di un’altra consigliera comunale, anzi: “la mia consigliera comunale preferita” per dirla con una frase più volte pubblicamente ripetuta dallo Zappulla Pippo medesimo. Ma lei, Simona Princiotta, protagonista principale di indimenticabili conferenze stampa tenute assieme al suo – per par condicio - deputato nazionale preferito, per il momento non ha ancora deciso di mollare il Pd: partito di cui, essenzialmente, gliene frega meno di niente. Zappulla lo sa e ha dichiarato che comprende la sua pausa di riflessione (sic!) e che l’aspetta a braccia aperte. Della serie “Torna, ‘sta casa aspetta a te”.

E a proposito di riflessioni profonde, Bruno Marziano intervistato da Siracusa Oggi ha affermato testuale “Forse Zappulla non si aspettava una mia riflessione”, riferendosi alla sua scelta, di Marziano in persona personalmente, di restare nel Pd per Orlando. No, non Leoluca il sindaco di Palermo (del quale all’assessore regionale alla Formazione professionale non frega una beata mazza) ma Orlando Andrea, il ministro della Giustizia che ha deciso di concorrere come candidato alle primarie per eleggere il nuovo segretario nazionale del Pd.

“Resto nel Pd per sostenere la candidatura di Orlando alla segreteria. Senza questa opzione sarei andato via” – ha ribadito Bruno Marziano che qualche giorno prima, dalle colonne del quotidiano La Sicilia, a proposito della scissione nel Pd aveva esternato: “E’ un’angoscia. Voglio sentire i miei ragazzi”.

Ma i ragazzi chi? Quelli della via Pal? Di padre Tobia? Meglio ancora: i ragazzi del film L’attimo fuggente quando declamano “Oh capitano mio capitano” salutando il professore interpretato da Robin Williams, che deve lasciare la scuola – diventano i giovani dirigenti svezzati da Marziano. E in mezzo a loro sbuca Turi Raiti che trova le parole giuste, le frasi eleganti e il riferimento agli ideali di sempre che affascinano i giovani discepoli: “Bruno, cumpagni, ma unni minchia ama ‘gghiri? Come diceva il mio compaesano notaro Jacopo da Lentini: Cu lassa a strata vecchia pa’ nova, sapi chi lassa ma nun sapi chi trova”.