Nell’ultimo libro del sacerdote i quesiti assoluti e perenni che s’incarnano nel nostro quotidiano. Scrittura colta, narrativa, poetica e pregna di pensiero; le meditazioni hanno un piglio di racconto

La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017

Contaminando le parole di papa Francesco e Milan Kundera, Lec, Kierkegaard e Kant, interrogando il Vangelo, padre Luca Saraceno – parroco e docente di Ermeneutica filosofica e Storia della filosofia moderna e contemporanea presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania, docente invitato di Filosofia sistematica all’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio di Siracusa –, che si era occupato in un precedente volume - La saggezza delle lacrime. Papa Francesco e il significato del pianto (EDB, Bologna 2015) - del senso del piangere umano e divino, in Tempo di domande. La passione di Gesù si racconta (EDB, Bologna 2016) chiede ai testi sacri, a se stesso e ai lettori il senso delle domande di Gesù, disquisisce sull’arte della domanda e pone Cristo, la vita di ognuno di noi e del mondo come domanda assoluta e perenne, che si incarna nel quotidiano, con le sue scelte e i suoi dubbi, i rovelli e le illuminazioni.

Scegliamo questo momento per presentare ai lettori de La Civetta di Minerva questo volumetto, insieme a Con gli occhi di Maria. La preghiera del Rosario (uscito sempre per i tipi delle Edizioni Dehoniane di Bologna nel 2016), proprio perché dopo gli effimeri fasti del Carnevale inizia un tempo forte e significativo: “La Quaresima, tempo di preparazione al passaggio della grazia, è il frammento che raccoglie domande umane e divine; la Pasqua, spazio di contemplazione amorosa e operosa, è il frattempo che racchiude racconti fraterni e filiali” (p. 7).

La scrittura di Padre Luca è colta, narrativa, poetica e pregna di pensiero insieme; le meditazioni, pensate per ogni stazione della Via Crucis o per le poste del Rosario nel caso del volume sulla Madonna, hanno un piglio di racconto e di pausa contemplativa insieme, con il gusto della parola scelta e preziosa. Con gli occhi di Maria. La preghiera del Rosario rappresenta infatti una meditazione su Maria, un invito a ripensare la preghiera del Rosario e la vita stessa (di cui l’antica e sempre nuova preghiera è figura, simbolo, allegoria, col suo percorso vocale, mentale e spirituale sulla trama della ripetizione di Ave, Pater e Gloria), attraverso i misteri della compassione, della misericordia (leitmotiv dell’anno giubilare appena trascorso), attraverso la vita di Maria e Gesù e la nostra.