Presentato nella splendida cornice della Casa del Libro di Ortigia. La Rosa conduce “lì dove hanno origine le storie”, tra intellettuali e artisti dall’esistenza raminga, maudit, sempre in bilico tra successo e perdizione

La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017

“Ed eccoci a un appuntamento che mi sta davvero molto a cuore. Amici miei, prendete nota. Domenica 12 febbraio, alle 18.30, nella splendida cornice della Casa del Libro di Ortigia, il mio piccolo avrà due relatori d'eccezione. I cari Simona Lo Iacono e il Prof. Paolo Giansiracusa.

Sarà con noi Marilia Di Giovanni. Ci saranno Raymond Radiguet, Jean Cocteau, Renée Vivien, Natalie Clifford Barney, Carlos Casagemas, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Simone Thiroux, Djuna Barnes, Thelma Wood, e l'adorato Frédéric Bazille. Sarà una festa (mobile). Non mancate”.

Queste le parole dello stesso autore per invitare i lettori siracusani alla presentazione del libro “Quel nome è amore – Itinerari d’artista a Parigi”, uscito per i tipi di “Ad est dell’Equatore”.

La Parigi che era stata protagonista del precedente “Solo a Parigi e non altrove” è la città che sembra non esaurire mai le storie che ospita e quelle cui ha fatto da palcoscenico, nido sfondo contrappunto, scenografia sempre nuova e uguale a se stessa, città-personaggio con i suoi cieli, l’acqua della Senna, il brulicare delle sue vite tra boulevard arrondissement e palazzi.

La Rosa ci porta nel suo cuore più segreto, “dove hanno origine le storie”, e ci conduce con il suo passo non da turista – spesso irretito dallo strato più banale e commerciale del volto di Parigi – e neppure da viaggiatore seppure esperto, ma da autentico flaneur, passeggiatore per vocazione, camminatore per spirito di contemplazione, indagatore apparentemente svagato ma pronto all’incanto, alla scoperta, alla rivelazione: “Mi piace che sia il caso a tracciare le mie rotte”, fa confessare al suo protagonista e alter ego.

Non sorprende la collana di storie che perla dopo perla l’autore annoda con il filo della sua scrittura fluida e poetica: intellettuali e artisti dall’esistenza raminga, maudit, sempre in bilico tra successo e perdizione.

I secoli si intrecciano, i piani temporali si mescolano e sembra quasi naturale vedere per strada Cocteau e sentire richiami da ere perdute, pettegolezzi dall’Ottocento, l’eco di stivali della Gestapo dal secolo breve: Radiguet e Picasso, Modigliani e la Vivien…

Il protagonista e l’autore li seguono e si fanno inseguire dai loro spettri, dalle tracce luminose come bave di lucciola sui cieli, sulle facciate, sulle lapidi dei cimiteri, nei letti di palazzi e camere d’albergo, sotto i lampioni, sulle panchine e i ponti, in una sorta di pilgrimage letterario, seguendo una devozione alla bellezza che ha nome Amore.

Ad illustrare – ma no, è molto di più – il volume, le mappe disegnate dall’artista catanese Alessio Grillo, interprete dei percorsi sentimentali del protagonista: sotto i nostri occhi si squaderna la geografia del cuore di Luigi La Rosa, la Parigi che diventa una calviniana città invisibile dei suoi eroi poetici, il suo pantheon di artisti come lui innamorati della Ville Lumière, festa mobile d’Europa.