Il punto sulla situazione dei rifiuti a Siracusa dopo l’accoglimento dei giudici del TAR della sospensiva all’istanza cautelare di IGM. Cosa è accaduto in questi anni e cosa potrà accadere nei prossimi mesi

[Salvo La Delfa]

Siamo rimasti ingabbiati in un sistema che al momento non vede una via di uscita veloce. Le attese negli anni sono state tante e questo territorio richiede invece delle risposte immediate che purtroppo tardano ad arrivare. Ci riferiamo alla gestione dei rifiuti di Siracusa e alla sua gara con esito sempre incerto.

L’attuale amministrazione comunale era partita con tanta buona volontà per cambiare una situazione che risultava drammatica. Questa volontà si era manifestata con la nomina dell’esperto ambientale, con la richiesta continua al gestore dei rifiuti in proroga di attenersi scrupolosamente all’ultimo contratto firmato (quello del 2003) e con le continue sanzioni che il Comune di Siracusa aveva comminato al gestore che puntualmente venivano contestate e che oggi sono al vaglio dei giudici. L’apertura del nuovo CCR, la regolarizzazione delle due piattaforme di riciclo, le campagne di informazione, gli accordi con i consorzi di filiera, l’avvio della raccolta porta a porta di carta e cartone, il sistema di premialità con la pesatura dei rifiuti differenziati e le agevolazioni sul compostaggio sono alcuni dei risultati che nonostante siano stati conseguiti non hanno, però, determinato una inversione di direzione.

Si è fatto tutto? Si poteva fare altro? Riteniamo che si sarebbe potuto fare ancora di più. E’ stato osservato che ad un certo momento lo sprint inziale che aveva caratterizzato l’operato dell’amministrazione ha subito un rallentamento, molto probabilmente dovuto all’attesa dell’esito della gara di appalto. Nonostante ciò si sarebbero potute avviare altre iniziative, coinvolgendo le associazioni, per cambiare le abitudini dei cittadini che sembrano in molti casi refrattari al rispetto della nostra città. Riteniamo che l’attuale gestore (che controlla i rifiuti in città da almeno quarant’anni) avrebbe dovuto mostrare maggiore flessibilità e collaborazione per ottimizzare il più possibile il sistema di gestione dei rifiuti, e, soprattutto, sarebbe dovuto essere più propositivo con una governance più moderna e idonea alle necessità di questi tempi. Ma forse chiedere questo ad un gestore in proroga è chiedere troppo. L’amministrazione comunale avrebbe potuto fare altro e, per esempio, avrebbe dovuto nel frattempo insistere, insieme agli altri comuni siracusani della SRR, per la costruzione di un impianto di compostaggio nel nostro territorio.

In ogni caso, tutto ciò che si fatto ha prodotto il 5,11% di raccolta differenziata (che è suppergiù lo stesso valore che avevamo nel 2013) con l’aggiunta del completamento di alcune attività che torneranno utili quando avremo il nuovo capitolato di appalto.

Se si vogliono raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata è indubbio che bisogna passare dall’attuale sistema di raccolta (chiamato di prossimità) al sistema della raccolta porta a porta di tutte le frazioni (compresa quella organica) previsto nel nuovo capitolato di appalto. E ciò, quindi, potrà accadere solo con la conclusione della gara di appalto per la gestione dei rifiuti.

Abbiamo raccontato e sappiamo tutti le vicissitudini di questa lunghissima gara che ancora oggi si presenta incerta e dagli esiti non scontati.

I ritardi accumulati per la conclusione della gara di appalto mettono in crisi l’amministrazione siracusana pressata sia dalla Regione che con l’Ufficio Speciale per l’incremento della differenziata insiste affinché si adottino nuove misure per raggiungere al più presto risultati sia dalla opinione pubblica che vorrebbe usufruire di una riduzione della TARI, la tassa dei rifiuti più alta di Italia che determina poi una evasione della stessa di circa il 50%.

Il primo marzo l’amministrazione comunale non potrà fare altro che prorogare ulteriormente, di almeno tre mesi, il servizio all’attuale gestore (la sospensiva all’istanza cautelare del 10 febbraio dà una apertura affinché ciò possa essere fatto nonostante che il TAR con la sentenza del 19 gennaio avesse comunicato che le proroghe del comune risultavano non legittime), chiedendo all’attuale gestore di aggiungere alla raccolta porta a porta di carta e cartone anche la raccolta porta a porta di qualche altra frazione (vetro o plastica) in tutta la città o in una sua parte.

Anche se si riuscisse a contrattualizzare il nuovo gestore nel giro di tre mesi (si attende il 20 aprile per avere una risposta nel merito da parte dei giudici sul ricorso presentato da IGM contro l’ATI Ambiente 2.0/Tech), l’esperienza insegna (e noi abbiamo l’esempio di Augusta) che dovranno passare almeno otto mesi prima che si possa effettivamente avere una forma concreta di raccolta porta a porta in una città grande come Siracusa. Non avremo risultati apprezzabili nel 2017 e dovremo attendere il 2018, sempre che tutto vada bene e la vicenda giudiziaria si concluda entro maggio 2017.

Non è possibile cambiare dall’oggi al domani una situazione che è cosi ingarbugliata non solo a livello locale ma anche a livello regionale. Ma questa constatazione non può bloccare il processo di cambiamento che la società, i cittadini, richiedono a gran voce.

A noi siracusani non interessa quale sarà il nuovo gestore dei rifiuti fra i tre contendenti, non è un torneo di calcetto. A Siracusa interessa che al più presto diventi operativo il nuovo capitolato di appalto per iniziare la raccolta porta a porta, ridurre la quantità di rifiuti che vengono conferiti in discarica ed avviare la parte differenziata al ciclo di recupero. Ciò determinerà un vantaggio economico ed ambientale per tutti noi.

Chiunque sia il nuovo gestore del servizio deve amare questa città, esattamente come devono amarla i siracusani e gli amministratori che la governano. Se non si viene a stabilire una alleanza fra tutti i portatori di interessi non sarà mai possibile riuscire, anche in presenza del nuovo capitolato di appalto, a cambiare e a migliorare.