Originale il progetto della signora Carnemolla, artigiana siracusana, premiato con 10mila euro del Comune. “Ho sempre desiderato realizzare prodotti ecosostenibili, con profondo rispetto per l’ambiente”

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016

Uno dei progetti selezionati, nella categoria dei progetti dei “disoccupati o in cerca di occupazione da 35 anni in su” del bando Start Up del comune di Siracusa per l’anno 2017, è stato quello dell’artista e artigiana siracusana Annalisa Carnemolla. Annalisa ha presentato il progetto dal titolo "Damart" per la produzione di oggetti ottenuti dalla lavorazione della camera d'aria. L'inserimento di questo progetto, basato su principi di sostenibilità ambientale, all'interno della graduatoria di merito dimostra e conferma l'attenzione che si sta riservando negli ultimi anni ai temi ambientali e alla strategia rifiuti zero. Abbiamo sentito l’artista per comprendere meglio il suo progetto.

Annalisa cosa prevede il tuo progetto?

“Prevede diverse attività: la realizzazione di creazioni artigianali (gioielli, accessori, oggetti e capi di abbigliamento) realizzati con l’utilizzo di un materiale di riciclo quale la camera d’aria, la creazione di un laboratorio di apprendistato rivolto a giovani neodiplomati interessati a questo tipo di attività, un laboratorio di “artigianato digitale” utilizzando le più moderne tecniche e tecnologie, la sperimentazione di altri materiali (per esempio, i copertoni), l’esposizione di creazioni d’arte realizzati con questa tecnica, la partecipazione ad eventi e mostre, la vendita al dettaglio e online”.

Perché il tuo progetto è basato su principi di economia circolare?

“Ricordo sempre la famosa citazione di Lavoisier: “Nulla si crea e nulla si distrugge”. Nell’attività che ho proposto con la mia idea progettuale questa frase è più che mai attuale grazie alle tante possibilità che è possibile avere dal riuso di un materiale di scarto quale può essere la camera d’aria. Il riciclo creativo delle camere d’aria permette di mettere a punto idee originali quali, per esempio, i sottobicchieri, gli accessori trendy, gli oggetti di pronta utilità, gli accessori, l’abbigliamento, i gioielli. Quindi il mio progetto è innovativo perché io desidero realizzare oggetti ecosostenibili, cioè produrre oggetti attraverso tecniche, materiali e prodotti che tengono in considerazione l’aspetto ambientale (materiali riciclabili, prodotti a chilometro zero, massima attenzione sullo smaltimento degli scarti di lavorazione e dei sottoprodotti)”.

Qual è la potenzialità del mercato dei tuoi ecooggetti?

“In base alle mie esperienze lavorative ho potuto verificare che il mercato legato alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare negli ultimi anni sta riscuotendo un enorme interesse e si è assistito alla nascita di attività commerciali che hanno come “mission” il tema ambientale, il riciclo, il riuso e il recupero dei materiali. Il mio interesse verso questo tipo di temi ha trovato nuovi spunti con la mia partecipazione come socia all’Associazione Rifiuti Zero.

I miei ecooggetti sono prodotti utilizzando un materiale riciclato (camera d’aria). Il loro valore dipende principalmente dalla mia capacità di creare opere che possiedano un valore riconosciuto dai clienti. Il costo al dettaglio dipende essenzialmente dal tempo/lavoro che impiego per la loro realizzazione e dal costo degli eventuali altri materiali utilizzati. Di conseguenza, questo tipo di oggetti può, anche grazie a prezzi contenuti, interessare acquirenti di diversa (e anche bassa) disponibilità economica. Ho verificato che queste creazioni richiamano il gusto, l’interesse e l’attenzione di giovani e meno giovani, convinti sia dall’aspetto sostenibile con cui essi sono stati realizzati sia dall’originalità del tipo di realizzazione. Quindi, il cliente acquista le mie creazioni anche perché vuole evitare, a differenza di quanto accadeva in passato, l’ostentazione di materiali di alto contenuto economico (pietre preziose, diamanti, oro, pelle ed altro) e preferisce, a passo con i tempi, acquistare ed utilizzare oggetti che hanno un valore e una qualità che rispetta e sostiene la natura e l’ambiente. Di conseguenza, i miei ecooggetti/gioielli sono da considerare i “preziosi” di oggi e del futuro”.

Come vuoi organizzare la tua impresa con il contributo di diecimila euro che ti è stato attributo dal bando Start Up?

“La mia impresa sarà prevalentemente a conduzione familiare e sarà gestita in prima persona da me. Prevedo di assumere qualche persona in maniera che mi dia una mano sia per la realizzazione degli oggetti e sia per la loro vendita”.

Da dove nasce la tua passione per l’artigianato e, in particolare, per la lavorazione della camera d’aria?

“Sono stata sempre appassionata dalle creazioni artistiche. Ho frequentato da studentessa il magistrale ma la mia passione sarebbe stata quella di frequentare l’artistico. Ho lavorato nei negozi di famiglia ma ho cercato sempre di sviluppare queste mie potenzialità. Alcuni anni fa, ero intenta con mia figlia Mirea (attrice dell’Inda di solo 8 anni) a preparare degli oggetti e mi venne l’idea di utilizzare la camera d’aria. Da allora ho dato sfogo alla mia passione artistica ed ho prodotto tantissimi oggetti riuscendo a realizzare tantissime mie idee. L’utilizzo del materiale “camera d’aria” richiede uno specifico trattamento laboratoriale e idee creative per la realizzazione di oggetti originali.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto con la produzione dei tuoi ecoggetti?

“Ho partecipato a tante fiere. Mi ha dato tanta soddisfazione aver venduto i miei oggetti ai siracusani, ai miei concittadini. Ricordo anche che mi è capitato di aver venduto anche a degli acquirenti che provenivano da Milano, che lavoravano negli atelier, nei centri di moda. Essi hanno apprezzato le mie creazioni, le hanno acquistate perché le hanno trovate originali e si sono complimentati con me. Ricordo con molto orgoglio questi momenti”.

Diciamo solo: In bocca al lupo Annalisa.