Malcontento delle specifiche associazioni del Terzo Settore. Il Coordinamento “Si può fare. Per il lavoro di comunità” chiede un incontro urgente

La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016

Il Coordinamento Si può fare. Per il lavoro di comunità  di Siracusa (che raggruppa  22 Associazioni e Enti del Terzo Settore operanti nell’area della Salute Mentale, e nasce al fine di fare attuare il “Piano Strategico per la Salute Mentale” del 2012) ha chiesto, il 26 ottobre 2016, un incontro al Direttore Amministrativo dell’ASP, al Sindaco e all’Assessore alle Politiche Sociali del  Comune di Siracusa.

Ci si aspettava  una convocazione immediata poiché sia la Direzione dell' ASP, nel corso della riunione tenutasi ad agosto su istanza del Presidente del Comitato Consultivo Aziendale, che  gli Amministratori del Comune di Siracusa, che addirittura avevano predisposto il 5 maggio 2015 la delibera n° 74, sembravano aver ben compreso le ragioni dell’inserimento lavorativo degli utenti psichici per favorire percorsi riabilitativi, con  riduzione dei costi dell’azienda sanitaria e dell’ente locale, e  invece sembra che abbiano sottovalutato l’istituzione dell’albo delle Cooperative di tipo B.

L’inerzia del Comune e dell’ASP di Siracusa scoraggia anche gli operatori del terzo settore operanti nell’area della salute mentale, che esprimono viva preoccupazione per una serie di problematiche che sono in fase di discussione e che hanno importantissimi riflessi sugli assetti organizzativi delle Cooperative e delle Comunità Alloggio, nonché degli utenti e dei familiari.

La non istituzione dell’albo delle Cooperative B per l’inserimento lavorativo dei disabili ha come effetto,  presso il Comune, la non applicazione della 381/91, e ciò provoca il dissipamento degli appalti esternalizzabili, senza salvaguardare gli utenti dipendenti delle Cooperative B. Infatti come conseguenza, in questo ultimo anno, diversi utenti sono stati licenziati e per alcuni di loro c’è stata una regressione, nonostante avessero acquisito una stabilità sintomatologica ed una autonomia, grazie  al minimo di pensione e al piccolo introito che veniva loro dal lavoro dipendente dalle Cooperative B.

Unica risposta terapeutica rischia di essere il ricovero in CTA (Comunità Terapeutica Assistita). Questo paradosso costa allo Stato 70.000 euro all'anno per utente, mentre ne basterebbero 4 mila per far continuare il lavoro all’utente, garantendo l’appalto alle cooperative B locali.

È ferma anche la vertenza delle Comunità alloggio che continuano ad essere strette tra i diktat della Regione e dei Comuni.  La Regione ha ridotto del 50% il proprio contributo ai Comuni per gli ospiti disabili psichici ricoverati in Comunità Alloggio, paradossalmente ha vincolato le medesime al rispetto della legge senza garantire le risorse finanziarie, col rischio di essere depennati dagli elenchi regionali. I Comuni, in maniera differenziata, hanno ridotto la retta alle Comunità provocando una situazione insostenibile che impedisce alle Cooperative che gestiscono le Comunità di far fronte alle spese di personale e delle strutture nonchè alle spese di vitto e agli altri servizi connessi. 

Con la presente si ribadisce la richiesta di un incontro urgente con i dirigenti dell’ASP e del Comune di Siracusa.