Alla Biblioteca dei Cappuccini una serata all’insegna della sicilianitas accanto all’autentica miniera di tradizioni popolari raccolta dal poeta e cantastorie mascalese

La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016

Sabato 3 dicembre, presso la Biblioteca Laurenziana dei Cappuccini di Siracusa diretta dal dottor Marcello Cioè, amico del CSTB e sensibile ai valori culturali che esso promuove, è stato celebrato il ventennale del Centro Studi di Tradizioni popolari intitolato alla memoria del poeta e cantastorie mascalese Turiddu Bella.

La serata, condotta da Salvatore Di Pietro e Dominella Santoro, che insieme al pianista Salvino Strano ha anche eseguito alcuni brani della tradizione siciliana (“Amuri amuri” e “Mi votu e mi rivotu”, classici composti e interpretati tra gli altri da Rosa Balistreri), non ha avuto soltanto il mero fine celebrativo: lo scopo del Centro è infatti quello di condividere con studiosi e appassionati l’enorme mole di dati del suo archivio storico, presentato proprio durante l’evento.

Cd, musicassette, dvd, pubblicazioni cartacee, fotografie e una nutritissima rassegna stampa non sono soltanto una documentazione delle attività del Centro studi, ma costituiscono una miniera, una risorsa impagabile per addentrarsi nella cultura popolare e nello studio di tutto quello che è sicilianitas: è precisa volontà del Centro studi mettere a disposizione di tutti questo materiale, di cui giorno 3 è stata esposta una minima parte; nel corso della serata sono state proiettate delle clip (foto delle edizioni del premio di poesia, video con performance di poeti e cantastorie, tra cui possiamo nominare Otello Profazio, Premio Tenco 2016).

Fin dalla sua fondazione, il Centro Studi di tradizioni popolari "Turiddu Bella" si è proposto di esplorare la terra della poesia dialettale popolare con l’annuale omonimo trofeo – il cui albo d’oro presenta uno spaccato fondamentale dello “stato dell’arte” – e quello di promuovere la ricerca e l’analisi delle nostre tradizioni, attraverso conferenze, testimonianze, mostre, documentari e iniziative che ci consentano di conoscere e indagare la storia e la civiltà del popolo siciliano.

Maria Bella Raudino, docente e poetessa ella stessa, non solo ha realizzato lo scopo di perpetuare la memoria del padre Turiddu, ma anche quello di incoraggiare cantastorie e poeti popolari e soprattutto gli studi linguistici ed etnoantropologici, senza i quali gli sforzi di portare avanti il centro si ridurrebbero a valorizzazione pur legittima del folklore. Su questo punto ha battuto particolarmente Corrado Di Pietro, che vede nella proposta – avanzata anche da Egidio Ortisi – di introdurre nel curricolo dei nostri studenti lo studio della lingua, della letteratura e della cultura siciliana, la possibilità di fornire ai ragazzi una chiave di lettura del nostro territorio e della nostra storia senza nostalgici ritorni al passato ma con una prospettiva moderna e orientata al futuro.

Ha chiuso la serata Alfio Patti, che tra un ricordo delle tradizioni e l’esecuzione di brani da lui stesso composti ha anche ringraziato Maria Bella e i componenti del Centro per il loro impegno nel portare avanti il complesso lavoro di recupero e studio di tutto ciò che è sicilianità.