Una siracusana dalla Tailandia e da Bali invia una lettera appassionata. Senza aspettare altri, si è impegnata in una lotta contro i rifiuti e a difesa dell’ambiente

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016

Alessia Sangregorio, siracusana, è una ragazza di 27 anni, laureata a Pisa in Letteratura Europea, che ha deciso di viaggiare per conoscere il mondo e per viverlo, con un occhio sempre sensibile ed attento all’ambiente e alla natura. Ci invia questa lettera che lei stessa chiama “Lettera dal Mondo”.

Ci piace riproporla (anche se in parte) per i nostri lettori perché dalla sua lettura traspare ciò che ognuno di noi, ovunque si trovi, possa fare per migliorare il nostro pianeta perché il contributo di uno è l’inizio del contributo di tanti. Questo “flusso di coscienza”, come Alessia stessa lo chiama, testimonia una notevole sensibilità ambientale dei nostri ragazzi, che li porta a scrivere “continuiamo la nostra Missione Pacifica e Silenziosa, ogni giorno, in ogni lato del Pianeta, con Amore, mantenendo le energie alte e chiedendo perdono per chi ancora non può comprendere”. Una lotta a difesa dell’ambiente che non ha confini, in India, in Portogallo, in Tailandia, a Siracusa.

“Mi trovo a Bali da due mesi e sono stata all’incirca un anno in Tailandia, e ciò mi ha dato abbastanza tempo per valutare la situazione ambientale in queste aree dell’Asia. Nella Tailandia del Nord, precisamente nell’area di Chiang Mai, la gente è abbastanza responsabile e cosciente, si preoccupano dell’ambiente, rispettando la natura e lo spazio circostante. Nelle aree più turistiche, come per esempio nella bella isola di Koh Phangan, le strade sono abbastanza pulite ma nelle aree più interne e nei posti dove i turisti non vanno, vi sono montagne di immondizia e plastica. Bali, dal mio punto di vista, è una via di mezzo tra India e Tailandia. In Ubud, un villaggio nelle colline interne dell’isola, è possibile trovare la raccolta differenziata nel centro turistico, anche se non funziona perché la gente locale non capisce ancora che la plastica non è biodegradabile, essendo abituati ad usare foglie di palma o elementi naturali. Tutto ciò mi riempie il cuore di tristezza e sento che la colpa è soprattutto nostra che abbiamo introdotto la plastica in una cultura che non era pronta, senza spiegare i danni per l’ambiente che porta con sé.

“Questa mattina, la mia vicina, una ragazza australiana molto gentile e carina, è venuta a visitarmi. Abbiamo fatto una semplice colazione tropicale con tè e frutta e abbiamo iniziato a parlare un po’ di tutto, arrivando anche alla questione dell’immondizia. Così, Nicole ha proposto di organizzare un gruppo di pulizia ecologica e, concordando appieno, mi sono resa disponibile per questo progetto. Quando lei è andata via, mentre camminavo in una stradina immersa nella giungla, ho avuto una specie di ‘click’ ed ho realizzato che non ha alcun senso aspettare di riunire un gruppo e rimandare a domani qualcosa che possiamo fare oggi. Così ho incominciato e sono riuscita a riempire quattro grandi sacchi - solo per cominciare. In questo lasso di tempo, molti pensieri e sensazioni sono sorti nel mio animo: ho avuto la sensazione che stavo solo perdendo tempo - perché domani qualcun altro vi butterà nuovamente la spazzatura, e perché questa spazzatura andrà da qualche altra parte, e dove? Come verrà distrutta? Verrà bruciata? O verrà buttata in un altro posto dove io non posso arrivare?

E se ognuno di noi, invece di pensarci su e lamentarsi semplicemente, dedicasse solo 30 minuti della propria vita (giornalmente, settimanalmente, mensilmente o annualmente, non importa) alla pulizia generale? Non sarà che il mondo apparirebbe come un posto migliore e che la natura sarebbe più grata e felice di ospitare il genere umano? E di nuovo, dove finirà tutta questa immondizia? Una ragazza cinese stava passeggiando nella stradina, mi ha guardato disgustata perché stavo raccogliendo la plastica intorno e mi ha detto che nella cultura balinese questo è normale, giustificando il disagio ambientale che avevamo di fronte. Le ho risposto che questa è la nostra Casa, e che nonostante viviamo nelle case di cemento che stanno dall’altra parte del muro, non abbiamo alcun diritto a tirare l’immondizia negli altri posti solo perché non ci dormiamo. A quel punto, se ne è andata ancora più disgustata e probabilmente credendo che sono completamente matta. Nessun problema per me.

“Un mio caro amico, qualche settimana fa, mi ha introdotto al mantra Ho'oponopono, un antico mantra originario delle Hawaii. In situazioni come questa, davanti a così tanta immondizia, non posso smettere di ripetere ‘Ti amo, Mi dispiace, Perdonami, Grazie’ a Madre Natura da parte di tutti gli esseri umani.

“Ogni giorno vedo, e spero, che più persone si stanno svegliando, tuttavia non siamo tutti uguali e non possiamo pretendere di cambiare gli altri. Dare il nostro piccolo contributo, umile e amorevole, sporcandoci un po' le mani per pulire il nostro Pianeta-Casa è un altro esempio di Amore Puro e Incondizionato e sono certa che toccherà i cuori di coloro che sono più sensibili e che, se ancora non l’hanno realizzato, la prossima volta ci penseranno due volte prima di buttare qualcosa a terra.

Ricordo quando al Boom Festival in Portogallo, due anni fa, raccoglievamo tutto ciò che stava nel terreno polveroso: tanti mozziconi di sigarette erano a terra, stavo già calcolando 500.000 mozziconi al giorno (vi erano 45.000 persone e non tutti fumavano), finché dopo il primo giorno, quando le persone che venivano da lontano per il festival, mi vedevano raccogliere i mozziconi che altri avevano buttato a terra, sudando sotto il sole caldo portoghese e prendendomi cura dell’ambiente e del benessere di tutti, anche loro hanno iniziato a prenderne coscienza e la quantità di sigarette diminuì radicalmente negli ultimi giorni del festival - quell’anno il Boom ha vinto l’Award per il festival più verde ed ecologico del mondo.

“É un processo che richiede tempo, avendo 7.5 miliardi di persone attualmente nel pianeta Terra, ma é una reazione a catena e funziona, ha solo bisogno di Pazienza e Amore, l’ingrediente più importante, amalgamati in semplici azioni.

Ti amo, Mi Dispiace, Per Piacere Perdonami, Grazie”.