I nostri articoli non diffamano nessuno. Su argomenti di interesse pubblico il diritto di opinione è legittimo. Il progetto, nei dettagli, è stato consultabile sul web. L’accesso, vietato ora, non lo era prima

 

La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016

Tempi difficili per i giornalisti. Basta una mezza parola giudicata di troppo e subito arrivano diffide e minacce di "adire le vie legali": non la rivendicazione dell'esercizio di un legittimo diritto a non vedersi diffamato ma vere e proprie minacce (per i toni, per la richiesta di per sé immotivata e illogica, e a volte anche per l'esosità del preteso risarcimento fuori da qualsiasi parametro).

E se è vero che c'è nella categoria chi guarda più al sensazionalismo che all'oggettività dell'informazione, è pur vero che dall'altra parte c'è chi vorrebbe letteralmente imbavagliare la libera espressione e, obnubilato dalle proprie stesse convinzioni di essere e rappresentare la verità, finisce per prendere abbagli incredibili.

Ci siamo anche noi in indirizzo tra i destinatari della diffida di Sebastian Cortese, promotore del progetto di "valorizzazione" del faro di Capo Murro di Porco, sebbene nulla di ufficiale sia arrivato in redazione. Messi lì così, tanto per non dimenticare nessuno.

La diffida è stata subito resa pubblica sul web da SOS Siracusa, intenzionata "a non farsi intimidire" dalla "minaccia di azioni legali" per presunte "diffamazioni a mezzo web, media e stampa" e a continuare a informare tutti i cittadini su questa vicenda.

Il dottor Sebastian Cortese, nella prima parte, si dilunga in una lezione giurisprudenziale sul reato di diffamazione e su alcune sentenze relative che richiamano l'obbligo del giornalista a "rappresentare la verità obiettiva". In realtà solo un aspetto della complessa attività giornalistica che, per dirla in due parole, ha anche la greve responsabilità di offrire un'interpretazione di quanto accade, di fornire chiavi di lettura fondate sull'osservazione e analisi ampia dei "fatti" e su ragionamenti ovviamente logici. A meno che non sia solo un produttore o rifacitore di comunicati stampa!

Leggendo la diffida, sembra di dover comprendere che il dottor Cortese ritenga che, negli articoli da lui indicati come infamanti (in realtà non vengono menzionati nello specifico né si comprende in cosa consista la diffamazione), non siano stati indicati alcuni "fatti" che avrebbero fornito un quadro più chiaro e veritiero del suo progetto.

Quali i fatti? Immaginiamo quelli da lui subito dopo elencati: in particolare, se ci possiamo permettere, l'obiettivo perseguito nella proposta progettuale, cioè quello di "restituire un simbolo dell’identità locale alla cittadinanza, recuperando lo splendore del monumento, che diventi un hub socio-culturale in lighthouse accomodation, in vista della creazione di tutta una serie di servizi destinati allo sviluppo socioeconomico dell’area in cui il bene insiste, nella completa tutela dell’habitat e salvaguardia dell’ecosistema e nel rispetto della legislazione vigente in materia di interventi urbanistici".

 

A noi sembra che si tratti solo di un punto di vista: altri, i cittadini - anch'essi portatori di interessi, anch'essi attenti all'utilizzazione di un bene che rimane "pubblico", tant'è che, trattandosi di bene demaniale, non se ne può cedere la proprietà ma solo prevedere la concessione - potrebbero anche maturare, conoscendo "i fatti", un'opinione diametralmente opposta a quella del dottor Cortese e tuttavia altrettanto legittima. La stessa opinione, per esempio, espressa dagli ambientalisti, critici nei confronti del progetto.

Sostenere poi che "l’Agenzia del Demanio, (!) ha già valutato positivamente in sede di gara la progettazione architettonica e le nuove funzioni previste per la rifunzionalizzazione e recupero conservativo del bene" significa ben poco se si pensa a quante volte gli enti o organismi pubblici hanno preso autentiche cantonate.

E poi, in merito all'altro aspetto contestato dal dottor Cortese: "Si diffida dalla diffusione di materiale informativo riservato del progetto preliminare, durante un procedimento di gara non ancora concluso e senza le autorizzazioni dei soggetti che ne detengono i diritti (il sottoscritto, in virtù di un diritto acquisito, o l’Agenzia del Demanio, in qualità di proprietario del bene), in vista della successiva fase di autorizzazione degli Enti Locali competenti", va segnalato che il progetto, nel dettaglio, era consultabile qualche mese fa sul web all'indirizzo sebastiancortese.wordpress.com e non ha nessuna rilevanza se ora l'accesso viene vietato e si legge:

 

This site is marked private by its owner. If you would like to view it, you’ll need two things:

1.         A WordPress.com account. Don’t have an account? All you need is an email address and password —register here!

2.         Permission from the site owner. Once you've created an account, log in and revisit this screen to request an invite.

 

È infatti stata proprio la brochure pubblicata a preoccupare gli ambientalisti che si sono trovati di fronte a "un vero e proprio annuncio immobiliare mirato al mercato Real Estate internazionale".

Nessuna "fuga di notizie" quindi potrebbe essere eventualmente lamentata, sempre ammesso che ci sia in questo senso una limitazione alla diffusione di un progetto che partecipi a un bando pubblico.

E infine, last but not least, non si comprende perché il nostro giornale sia inserito tra quelli che avrebbero "diffamato". Il nostro unico articolo sull'argomento, di SOS, è del 14 ottobre scorso. In esso si illustrano in sintesi due dei tre progetti presentati e alla fine si pongono tre domande sui criteri utilizzati dall'agenzia del demanio per la scelta, su quanto incideva l'offerta economica rispetto alla compatibilità ambientale del progetto stesso (il primo di Cortese prevedeva un canone annuo da versare al demanio di 25mila euro, il secondo, molto diverso, di 6mila) e infine se fosse possibile consentire aumenti di cubatura, pur se sotto forma di solarium in legno e verande, in un'area di pregio naturalistico e paesaggistico.

Domande legittime, per chiarire le quali SOS Siracusa ha anche presentato una richiesta ufficiale di accesso agli atti, che a nostro giudizio non diffamano nessuno e sono di interesse generale.