Intervista al sindaco Garozzo: “Alessio Lo Giudice, Turi Raiti, Pippo Zappulla e Bruno Marziano non sono miei avversari politici, ma miei nemici. Un’allegra brigata ingentilita dalla consigliera Princiotta, che si nutre di luci della ribalta”

La Civetta di Minerva, 11 novembre 2016

Chi lo conosce bene sa che il Grande Vecchio del PD – che al PD, lo dice sempre, non è iscritto – quando rilascia una intervista non spreca una parola. Ogni verbo sostantivo e aggettivo ha un suono onomatopeico finalizzato alla giusta composizione della sinfonia. E’ per questo che le interviste le accetta quando ha qualcosa da dire e da far sentire forte ai suoi interlocutori. Altrimenti si defila. E l’on. Gino Foti ha rilasciato, in settimana a La Sicilia, un’intervista che tutti gli interlocutori politici della città hanno letto una prima volta per spremerne il succo e la seconda per decifrarne i dettagli. Ma, certo, è più importante il succo. Che, in soldoni, è: il sindaco Garozzo azzeri la giunta e io mi faccio garante che non ci saranno nei suoi confronti ulteriori agguati; e ove ci fossero dichiaro pubblicamente che la mia componente si schiererà con lui.

L’intervista è stata pubblicata martedì. Ci si attendeva che in giornata arrivassero ai giornali le precisazioni, i distinguo, le prese di distanza delle varie componenti del litigioso partito. E invece niente, nessuno ha detto acca; anzi, chi è intervenuto ha rincarato il monito fotiano dell’azzeramento. E’ da queste cose che si riconosce un leader. Solo che chi aveva la sensazione che l’ex sottosegretario di Stato fosse leader della sua sola corrente ha sbagliato tutto. La sensazione che ha trasmesso è di essere diventato, in tutti questi mesi di travaglio tra il PD e l’amministrazione comunale, l’uno per tutti. In nome di che?

Giancarlo Garozzo, che intervistiamo, non ha dubbi: “Alessio Lo Giudice, Pippo Zappulla, Bruno Marziano e Turi Raiti, i duri e puri, sono diventati fotiani pur di mettere le mani sulla città”.

Anche l’attuale segretario del PD? Eppure è stato assessore della tua giunta, insieme a un familiare del patriarca, Alfredo Foti, al quale hai assegnato Urbanistica e Lavori Pubblici, che sono capitoli importanti di un’amministrazione…

Già, Alessio Lo Giudice che, come nelle migliori tradizioni, di giorno giocava a fare l’assessore e la sera intrigava contro la giunta; e Alfredo Foti, difeso da me a spada tratta per poi scoprire che era tra i congiurati a chiedere la mia testa.

Può capitare in un’amministrazione che si abbiano pareri diversi sulle soluzioni da dare alla città e che da collaboratori si diventi avversari…

Io non ho avversari politici, io ho nemici, tanti voltagabbana e uomini per tutte le stagioni mi hanno voltato le spalle.

Agli inizi del tuo mandato, sembrava quasi che andaste d’amore e d’accordo. Come è maturato questo divorzio?

In origine io rappresentavo un gruppo composto da 23 consiglieri, che unitamente scommettevano su di me. Si materializza a questo punto l'on. Gino Foti, che ad onor del vero giocherà un ruolo veramente importante nella mia affermazione alle primarie. Cosa che non accadde assolutamente nelle cabine elettorali. Tutti ricordano che l'affluenza dei siracusani fu veramente bassa. Il gioco sporco degli avversari, a pochi giorni dal voto, indusse la popolazione ad una vera e propria avversione nei confronti della politica locale.

Al momento della mia investitura Giovanni Cafeo assunse il ruolo, fondamentale, di trade union fra Gino Foti da una parte e la compagine del centro sinistra. Attenzione a questo passaggio. L'area fotiana non è Garozzo. La città questo deve saperlo.

E questa materializzazione dell’on. Foti, a quanto ci pare di capire, non ti è andata giù. Ma com’è che ora, a due anni dalla fine del mandato, Lo Giudice, Zappulla, Marziano e Raiti si schierano con Foti?

Un’allegra brigata, ingentilita dalla signora Princiotta. La consigliera Princiotta ha una personalità eclettica, si nutre di riflettori e luci della ribalta. Pur di ottenere uno spazio è disposta a tutto! I politici che la sostengono sono talmente privi di appeal politico istituzionale che tentano di usare la signora per quel po’ di luce che riescono a rubare. La prova provata è che i funzionari del comune, inquisiti e giudicati a seguito delle tante denunce, sono stati assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste.

Ritorniamo alla domanda. Cosa unisce, a due anni dalla scadenza del tuo mandato, questi vertici delle aree piddine con l’on. Gino Foti?

In questa città, a parte i soliti lagnoni, si è rivoluzionato lo scenario della politica come macchina affaristica. Pronto a qualunque contraddittorio. Non a colpi di conferenze stampa con notizie false. Chi, prima di questa amministrazione, aveva indetto gare d'appalto vere? Nettezza urbana? Asili nido? Impianti sportivi? Utilservice, Stes? Insomma, laddove la politica ha da sempre sgraffignato a mani basse noi abbiamo regolamentato con le gare. Chi può dire altrettanto? Adesso che si procede con appalti ad evidenza pubblica, in cosa vorrebbe incidere la politica arraffona?

Insomma, a domanda domande, le cui risposte sembrano implicite. Garozzo termina questa intervista con il punto interrogativo a mezz’aria e viene risucchiato da una riunione.