A Siracusa in arrivo anche Lab dem, che non è un locale di danze erotiche tipo Lap dance. Lab dem sta infatti per Laboratorio democratico, un movimento al rallentatore di cui è presidente nazionale Salvo Andò

 

La Civetta di Minerva, 24 giugno 2016

Se in Italia da un lato cresce l’astensionismo, dall’altro non diminuisce per niente – anzi! - la smania di protagonismo di vecchi marpioni della politica e di nuovi carneadi e dilettanti allo sbaraglio. Per tal genere di minchiate, indifferentemente o’ scuru e ca’ luci, a Siracusa il momento è senza dubbio prolifico.

Nello scorso “Bar sotto il mare” ci siamo occupati dell’inaudito “Patto federativo tra movimenti civici” e, siccome un patto tira l’altro come le noccioline, continuiamo questa carrellata dedicata a “Il nuovo che avanza lavato e risciacquato” dando un’occhiata ri sgalléggiu al “Patto federativo di Evoluzione Civica con l’associazione Meridiana”. E qui si fémmunu i ‘rralòggi, compresi gli orologi solari o meridiane che dir si voglia, poiché il segretario del movimento civico-evoluzionista Gaetano Penna ha allargato il patto rivolgendo un accorato “appello ai moderati della destra”. Immediatamente si è precipitato il noto moderato Giuseppe Giganti di Italiani in Movimento, del quale si ricordano sobrie fascio-pose a braccio teso nel classico saluto romano, e misurate proposte di organizzare manesche ronde anti-migranti. Nel patto-ricco-mi-ci-ficco si sono tuffati a tummùni anche Aldo Ganci di Azione Nazionale (costituita da un po’ di ex di An, fra cui Storace e altri camerati più o meno stagionati, che se li chiami “moderati” mettono mano alla fondina) e Giovanni Magro (figlio di Turi d’Avola, insomma vecchi democristiani ca’ scòccia) in rappresentanza di Federazione Popolare, ennesimo tentativo di riunire ex del Cdu e di altre confezioni scadute di area centrista. Nella variegata compagnia di pattisti (e tunnàsti?) che un paio di settimane fa si è data appuntamento a Siracusa al Grand Hotel (gente che va gente che viene) non poteva mancare Edoardo Bandiera detto Edy, commissario provinciale di Forza Italia e trait d’union fra Evoluzione Civica e l’associazione Meridiana fondata dai catanesi Basilio Catanoso e Salvo Pogliese, rispettivamente deputato nazionale ed europarlamentare di Forza Italia. Della serie metaforica e metadentrica: “Al patto non c’è mai fine”.

Spostandoci dalle parti della politica mancina (“sinistra” in molti casi è una definizione esagerata) è da registrare l’arrivo a Siracusa del Lab dem. Ma è inutile che qualche lettore cominci ad arraparsi e a sbavare perché non si tratta di un locale di danze erotiche tipo Lap dance. Lab dem sta infatti per Laboratorio democratico, ed è un movimento al rallentatore di cui è presidente nazionale Salvo Andò, già ministro socialista al crepuscolo della Prima Repubblica e, in epoca più recente, rettore dell’università Kore di Enna. Incarico poi cessato a causa di contrasti col consiglio d’amministrazione dell’ateneo, da cui Andò e tornò traendo ispirazione per la nota canzone melodica “Kore ‘ngrato”. Nel Lab dem è approdato anche Gaetano Firenze, consigliere comunale di lungo corso ed esperienze amministrative sia col Psi che con la Dc, ricomparso dopo qualche lustro di assenza a palazzo Vermexio dove è stato eletto nel 2013 con la lista del Megafono stonato di Crocetta. Adesso Tanino ha aderito al gruppo consiliare del Pd in cui porterà gli ideali liberal-socialisti dei Lab dem con annessi anagrammi quali Bad lem, Led bam, Mad bel, Dab mel ad libitum e cù l’acqua.

L’adesione al gruppo piddino dovrebbe logicamente comportare lo spostamento di Firenze dalla zona dell’aula comunale dove siedono i consiglieri di opposizione alla giunta guidata dal sindaco Giancarlo Gar-Garozzo. Un drappello sempre più ristretto che vede resistere a oltranza la pasionaria Simona Princiotta, colei che (per dirla con Crozza-De Luca) ha inventato il concetto stesso di legalità in terra siracusana: prima di lei persino la parola “legalità” non esisteva e si usavano termini come liceità, che non è proprio la stessa cosa. Infatti a Siracusa il vocabolo “legalità” ha solo un unico ed efficace sinonimo: Simonima!

Altro fiero oppositore dell’amministrazione in carica e scarica è l’ultimo consigliere comunale rimasto con Progetto Siracusa, ossia Salvo Sorbello detto “Quattro stagioni”, per le tante volte che nell’arco di una ventina d’anni ha fatto l’assessore in varie giunte comunali.

L’orbita oppositrice di Princiotta e Sorbello qualche mese addietro aveva magneticamente attratto il giovane consigliere del Pd Antonio Bonafede, che nei facsimili per le comunali del 2013 si presentò come “Tony Bonafede detto Sergio”, candidato ed eletto all’interno della grande area-macedonia dei renziani-garozziani-fotiani. Il Sergio “detto” è il padre di Tony, ex consigliere ed assessore durante la precedente amministrazione comunale di centrodestra capitanata da Visentin-Rintintin; un’esperienza amministrativa non meno indimenticabile dell’attuale (tranne che per gli smemorati di Collegno-Siracusa). Di certo Bonafede senior è uno di quelli che al Comune ha lasciato il segno, e infatti è fra gli imputati del processo per le cosiddette “Fantassunzioni” che coinvolge i titolari di alcune aziende e alcuni consiglieri dipendenti delle stesse.

Anche Bonafede junior sta lasciando il segno, al punto da essere stato sospeso dalla carica di consigliere comunale per decisione del prefetto. Come è noto è finito in un’inchiesta giudiziaria accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Le altre due persone coinvolte nella vicenda hanno dichiarato che lui non sapeva niente della partita di marjuana che stavano trasportando diretti a Malta. In attesa di sviluppi per quella storia, passando ad altro l’unica certezza, più stupefacente di una canna di marjuana, è che Tony detto Sergio era diventato il referente nel siracusano di un deputato regionale del Pd: tal Luca Sammatino da Catania, eletto alla Regione nel 2012 con la lista del fu Movimento per l’Autonomia del decaduto ex governatore Raffaele Lombardo, indi illuminato dal verbo renziano. Di certo un giovane di notevole spessore e acume politico come attesta il suo fiuto nell’individuare i Bonafede padre e figlio quali suoi punti di riferimento a Siracusa. Manovra di sfondamento in casa altrui che avrebbe fatto incazzare come un babbuino ‘ncazzusu il leader locale dei renziani ovvero Garozzo; sindaco di un luogo che nel frattempo continua a fare incetta di riconoscimenti a destra e a manca, in Italia e all’estero: dalla proclamazione di città più accogliente d’Italia (però!) secondo il tal sito online di vattelapesca, al record di Comune più inquisito d’Italia in base ai calcoli giornalistici fatti al pallottoliere delle inchieste giudiziarie in corso.

Recuperando una famosa frase di Mao, potremmo dire che: “Grande è il disordine sotto il cielo, la situazione è eccellente”; frase che ha una certa valenza umoristica involontaria guardando alla Cina col senno del poi, e a certe inverosimili discussioni dell’oggi. Tipo le riunioni a Siracusa della neo formazione di Sinistra Italiana che vede contrapporsi i favorevoli e i contrari all’ingresso al suo interno dell’ex senatore e super sautafossi dell’iperuranico Pippo Vasa Vasa Lo Curzio. L’invenzione satirica non saprebbe fare di meglio.