Dopo la Marina saranno inaugurate P.zza Duomo e Cattedrale

La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016

Inaugurano la Marina. Finalmente! I siracusani si scambiavano l’un l’altro battute di vera gioia. Erano state stagioni deprimenti quelle passate senza la vita che scorreva al Foro Italico.

Immaginate adesso però la delusione di vedere tutti quei politici in ghingheri e l’opera invece ancora incompleta.

Il tagliatore di nastri dilettante Giancarlo Garozzo si era fatto affiancare per l’occasione dall’inauguratore seriale sottosegretario Davide Faraone e insieme avevano inaugurato una Marina dimezzata. Assieme a loro, seri come se facessero per davvero, gli assessori regionali Marziano e Croce e un drappello di deputati e politici vari. E la gente presente si chiedeva smarrita: “Ma chi caspita stanu inaugurannu siddu ancora nun è finuta? E chi fa. Nun putevanu aspittariˮ?

Ma come potevano aspettare? Faraone aveva il giorno libero e dovevano approfittarne per inaugurare qualcosa. All’inizio avevano pensato al Teatro Greco che in migliaia di anni pare non sia mai stato inaugurato. Stessa cosa per l’Anfiteatro Romano. Poi hanno optato per la Marina perché ci sarebbe stata la possibilità di inaugurarla ancora e ancora più volte sulla base degli stati di avanzamento lavori.

Hanno persino dichiarato che l’inaugurazione riguardava solo la passeggiata. Non vogliamo essere antipatici, ma le parole sono importanti. Servono a trasmettere il significato e il senso delle cose. Non puoi dire “cavallo” e indicare con la mano un cane, così come non puoi dire “sto uscendo” mentre indossi il pigiama e ti infili nel tuo letto. Seguire il senso delle proprie parole è indispensabile per farsi capire dagli altri e soprattutto per impedir loro di pensare che il tuo cervello stia andando in tilt.

La parola inaugurare va associata a qualcosa di concreto e di tangibile, come ad esempio un’opera pubblica e, se pensi di inaugurarla, i lavori devono essere terminati e non incompleti.

Non puoi inaugurare una passeggiata. A meno che Garozzo non volesse farci credere che era uscito per una passeggiata e camminando, camminando aveva incontrato Faraone e i due assessori regionali e andando ancora avanti si erano trovati dinanzi un nastro che aspettava solamente di essere tagliato. Per completare l’opera manca infatti ancora il pezzo di banchina prospicente la Capitaneria e non vi sono gli allacci elettrici per l’attracco delle imbarcazioni. Cioè non sono completi né i lavori per chi ne usufruisce per passeggiare, né per i turisti che dovrebbero usufruirne per attraccare le imbarcazioni. Per il Molo Sant’Antonio mancano poi ancora parecchi mesi di lavoro.

Nessuno svaluta i lavori che sono stati fatti. Ma per l’inaugurazione è ancora un po’ prestino. Capisco che gli scappava. Ma un adulto prova a trattenerla. Non puoi inaugurare il pranzo se ancora non bolle l’acqua per la pasta.

Perché allora un sindaco che comunque non è uno scemo decide di inaugurare un lavoro che ancora non è finito? Perché da quando Renzi ha inaugurato la parte non crollata della Palermo Catania, i renziani pensano che si possa inaugurare tutto. E chi inaugura di più, verrà premiato.

E Garozzo da una vita pensa a un solo premio: Montecitorio. Sogna quel palazzo e sogna di essere chiamato onorevole. Per raggiungere questo scopo è disposto a inaugurare la qualsiasi.

Nelle prossime settimane è meglio che ci prepariamo a vedere le inaugurazioni più bizzarre.

Di questo passo verranno infatti inaugurate Piazza Duomo e la Cattedrale, la Fonte Aretusa e il Tempio di Apollo (quest’ultimo peraltro è visibilmente incompleto).

La mossa successiva sarà invece inaugurare opere pubbliche delle quali non si conosce ancora né l’importo finanziato, né il luogo dove dovranno sorgere. Ottima idea sarebbe ad esempio inaugurare il nuovo Ospedale e il nuovo Palazzo dei Congressi.

Ma il capitolo più penoso avviene già in famiglia. Garozzo inizia infatti a chiedere alla moglie di inaugurare ogni pranzo ed ogni cena. E la poveretta deve preparare, oltre che da mangiare, anche nastro e forbici all’ingresso della sala da pranzo e persino applaudire ogni volta. Pare che il sindaco abbia anche dato disposizione al personale del Comune di predisporre giornalmente un nastro all’entrata di Palazzo Vermexio in modo da inaugurare ogni giorno da sindaco. Un sorriso, una foto, un taglio di nastro e niente più. I nastri fatui del renziano Garozzo.