Centri di seconda accoglienza al limite dei posti e, in caso di guerra con la Libia, gli sbarchi ad Augusta aumenteranno. Stato d’allerta per le malattie infettive

La Civetta di Minerva, 29 aprile 2016

L'argine che il colonnello Gheddafi provò a costruire contro il traffico di esseri umani fu frutto dell'accordo economico voluto dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Nessuno dei due oggi governa questa tremenda realtà. La Francia dell'ex Sarkozy ha risolto a proprio beneficio la lunga querelle commerciale con la Libia.

Di fatto non esiste alcun argine al flusso di migranti. Tanto, poi, la Francia ha risolto il problema a Ventimiglia chiudendo la frontiera. Paradossalmente oggi l'unico muro contro i flussi migratori è rappresentato dal rischio di guerra sul terreno libico. Infatti l'assenza di un governo unico, o di due entità riconosciute equamente come la Cirenaica e la Tripolitania, preclude di fatto ogni possibile tentativo di contenimento dell'enorme massa di uomini che spingono dall'Africa sub sahariana, e dopo la chiusura della Turchia, anche dal Medio Oriente. Il rischio per il nostro paese, e maggiormente per la Sicilia, e ancor più per Siracusa, è che cambiando i porti di partenza, dalla Libia all'Egitto o alla Tunisia, aumenti sempre più il flusso di migranti diretti al porto di Augusta. Poi, dato che le frontiere con l'Italia sono chiuse, questa massa di persone resterebbe intrappolata nel nostro paese. Intanto la chiusura del corridoio balcanico alimenta la paura di aperture di nuovi fronti, ad esempio quello sul mare Adriatico. Un milione di migranti potrebbero lasciare la Grecia e attraversare il mare. Ricapitolando: la Libia nel caos, le frontiere europee bloccate, il nuovo possibile fronte adriatico, sono le cause della fine di ogni controllo dei flussi. In tutto questo, nel nostro paese gli Sprar, i centri di seconda accoglienza, sono al limite. Capita sempre più spesso che i centri di prima accoglienza, per mancanza di posti, divengano centri di lunga permanenza. La logistica di tutte le forze in campo sempre più spesso è posta a dura prova. Prefettura e Questura sono sotto pressione. Il fronte sanitario è costantemente monitorato, ma con gravi difficoltà. Le solite malattie endemiche in Africa sono ormai di casa da noi. Dalla malaria alla varicella. Dalla scabbia alla sifilide, sempre più spesso i nostri ospedali devono intervenire per trattare questi pazienti. Un discorso a parte merita la tubercolosi. Frequentemente giungono migranti positivi al test di Mantoux. Grazie al cielo non tutti i positivi presentano la forma conclamata della malattia. Di certo lo stato d'allerta, stante il rischio dell'aumento degli sbarchi, è destinato ad accrescere senza sosta.