Se andando all'estero puoi ottenere quello che in Italia è vietato, è chiaro che il divieto vale solo per chi non ha i mezzi per attraversare i confini

 

Recentemente abbiamo assistito ad un acceso dibattito sulla possibilità di adozione del figlio del partner, particolarmente in ipotesi di coppia omosessuale. Abbiamo avuto modo di notare l'assoluta inadeguatezza dei nostri politici di fronte a problemi enormi che loro dovrebbero normare e dei quali non sanno nemmeno pronunciare i termini.

E allora, ai fini di una completa informazione ai nostri lettori, appare utile rispolverare nozioni di base del diritto, e cominciare con una leggiuzza tanto sbandierata quanto inapplicata, inapplicabile, utopistica: quella a tenore della quale la legge è uguale per tutti.

Ora, in Italia è di tutta evidenza che la legge non è uguale per tutti, e ce ne accorgiamo ogni giorno nelle aule dei tribunali dove, pure, questa norma è scritta a caratteri cubitali, ma dove i Magistrati hanno un potere del quale abusano totalmente impuniti, e dove gli imputati più ricchi sono difesi da pool di avvocati e quelli più poveri si trovano con difensori d'ufficio spesso svogliati e disattenti.

Ce ne accorgiamo quando vediamo che stranamente vincono i concorsi a cattedre universitarie sempre i figli di qualcuno e mai i figli di nessuno, in barba alla Costituzione ed alla parità.

Ce ne accorgiamo quando vediamo aggiudicarsi gli appalti sempre gli stessi amici dei politici, quando scopriamo a chi vanno le pensioni d'oro e a chi quelle da fame, quando vediamo anche le differenze di trattamento cui sono sottoposti i poveracci rispetto agli altri.

Bene, con il divieto di adozione del figlio del partner e con il divieto di affitto dell'utero (termine ignobile, come solo poteva essere concepito da menti ottuse e chiuse anche alle più basilari regole di diritto) così come con il divieto dell'eutanasia, l'Italia si mostra ancora una volta disinteressata alla parità dei diritti tra ricchi e poveri.

Perché, caro lettore, una cosa è chiara a tutti: se sei ricco, vai in California, o in Francia o in Bulgaria, e affitti l'utero, adotti il bambino o muori decentemente. Beninteso: pagando il dovuto, comprensivo di tasse e accessori. Se sei povero, ed hai anche la sfortuna di vivere in Italia e beccarti una malattia incurabile, muori in mezzo alle più atroci sofferenze, solo e in un ospedale indecente, perché i nostri governanti non capiscono che la parità dei diritti parte proprio dal riconoscimento, al povero, dello stesso diritto che viene garantito al ricco.

E se andando all'estero puoi ottenere quello che in Italia è vietato, è chiaro che il divieto vale solo per chi non ha i mezzi per attraversare i confini.