Note a margine di un incontro su rete fognaria e inquinamento. Storia torbida, piena di misteri e compromissioni, pane per tribunali

 

La Civetta di Minerva, 15 aprile 2016

Presso il circolo filantropico “Umberto primo” di piazza Duomo si è svolto l’atteso incontro promosso dal sempreverde Presidente Mimmo Di Franco, su un tema (un altro) di scottante attualità per Augusta, significativamente denominato “Depuratore: dove e quando?”

A relazionare l’ing. Monteforte, accompagnato dall’altro professionista che si è occupato del problema nel tempo, l’ing. Ardizzone, entrambi allora giovani tecnici, invecchiati insieme al loro progetto. Presente l’intera Giunta (mancava l’assessore Schermi, probabilmente impegnato a risolvere l’annosa questione del parcheggio del faro) con la Sindaca in testa, la quale, dopo frasi di circostanza introduttive, ha affidato alla giovane Assessora ai LL.PP. e urbanistica l’onere e l’onore della rappresentazione del punto di vista dell’Amministrazione civica sul problema.

Nell’introdurre l’ospite, il Presidente del sodalizio Di Franco ha informato gli astanti che sulla vicenda, da tempo, esiste una denuncia presentata dall’avv. Dario Fazio su incarico di circa 300 cittadini, prevalentemente residenti nel borgo di Brucoli, che hanno inteso reagire alla penalizzazione che subisce la frazione per l’inquinamento del golfo a causa dei reflui non trattati. Si è appreso così che, nonostante solleciti e incontri con il sostituto Pagano, le indagini languono per una supposta complessità tecnica, tanto da indurre i denuncianti a ipotizzare la formalizzazione di una richiesta di spostamento delle indagini a Catania anche in considerazione delle vicende pregresse di SAI 8 con la procura aretusea.

La Sindaca, nel suo saluto, ha fatto sapere che il Comune ha rifiutato di acquisire i progetti redatti da Sai 8 per escludere ogni coinvolgimento in eventuali responsabilità nella vicenda ma che, comunque, pretende di avere notizie puntuali pur ”non avendo voce in capitolo “ (sic!) a causa del commissariamento disposto sulla pratica dal Governo; a questo proposito ha fatto sapere che chiederà, la prossima settimana, un incontro con l’Assessore Contraffatto per rivendicare il diritto di essere coinvolta nelle scelte se non altro perché poi dovrà essere il Comune a gestirne gli esiti.

L’ing. Monteforte ha esordito illustrando la storia della rete fognaria e del depuratore della città partendo dal lontano maggio 1982, quando un progetto di cica 8 miliardi, affidato per la parte rete fognaria alla SAIN, fu  bloccato dalla protesta dei cittadini di Contrada Paradiso, a causa dell’opposizione dei residenti alla costruzione del depuratore previsto a Punta Carcarella, a cui la rete andava collegata, perché allarmati dall’avere sotto il naso le vasche di depurazione e i miasmi conseguenti. Da quell’episodio l’ingegnere si è prodotto in una serie di ricordi, a lui noti in qualità di progettista dell’opera (si potrebbe dire mutuando un linguaggio giudiziario: quale persona informata sui fatti), sulle incredibili vicende che seguirono il blocco dei lavori. Tra cambi di percorso, interlocuzioni con l’Ias e le imprese della zona industriale che avrebbero dovuto utilizzare le acque trattate, modifiche di progetto, rescissioni di contratto con l’impresa iniziale, ampliamento della previsione di spesa fino a 33 miliardi e affidamenti successivi ad altre imprese di un primo stralcio per 9 miliardi (si è parlato di SACECCAV in associazione con SCS) fino  alla richiesta di successivi finanziamenti persi per una asserita vicenda di mancata consegna del progetto alla Regione da parte di un autista del Comune (ci mancava pure la sfumatura di giallo) ma poi riconquistati grazie al TAR e poi ancora persi per una strana mancata registrazione della sentenza per colpa del Comune (?).

La vicenda, poi, si complica per il fallimento dell’impresa aggiudicataria, per i furti subiti a causa dell’abbandono degli impianti, seguiti da sistematiche operazioni di vandalizzazione e asporto di attrezzature e beni, nonché da giravolte nella destinazione dei reflui, fino ai giorni nostri; una vicenda i cui contorni - tra inefficienze, strane mancanze, inspiegabili leggerezze - si trascina con un nulla di fatto e tanto spreco di denaro pubblico. Con l’unica certezza che l’inquinamento del golfo Xifonio e di quello di Brucoli è ancora intatto.

Nel racconto puntuale, anche se difficile da seguire per gli innumerevoli intrecci rivelati, si arriva a qualche anno fa, con Raffaele Lombardo presidente della regione; quando tutto sembrerebbe essere a un passo dalla soluzione con il convogliamento delle acque all’IAS e la rielaborazione dei progetti, allargando la rete fognaria a tutto il comprensorio dal Simeto a Cassibile grazie ai fondi disponibili pronta cassa, per decisione politica di Lombardo (così asserisce il relatore) si decide di aspettare la presentazione dei progetti da altri territori siciliani e tutto torna in alto mare (compresa la fogna, ndr).

A questo punto il racconto diventa confuso anche a causa di interruzioni e di interventi degli astanti irritati dalla sequela di contorsioni presenti nella vicenda. Così apprendiamo che il Comune, per voce dell’Assessora Suppo, dichiara che “ufficialmente” non sa niente e nessuno dice niente, per cui la notizia di stampa della bocciatura dei 12 progetti non è ufficiale anche se affidabile e che non si capisce di che progetti si tratti, se quelli originari (che a giudizio di Monteforte e Ardizzone sarebbero ancora validi, salvo piccoli aggiustamenti) o progetti ex novo prodotti dalla SAI 8 (carrozzone che si è rivelato inesauribile produttore di spesa con una gestione fallimentare).

Come se non bastasse, si inserisce l’intervento di Parisi (Legambiente di Augusta, anch’egli persona informata sui fatti) che rivela episodi degni di una commedia dialettale, con Ias e regione che si scambiano accuse su dati tecnici errati ed inverosimili a sostegno di tesi contrapposte, che contribuiscono a fermare tutto, e quello del prof. Solarino che, in questo bailamme, sollecita l’amministrazione a recuperare i progetti ed essere attore protagonista della vicenda. A questo punto gli amministratori presenti assicurano di volerci vedere chiaro ma dichiarano di non aver mai visto i progetti e di essere all’oscuro di tutto e i progettisti relatori assicurano di poter essere in grado di recuperare tutto il lavoro fin qui svolto e mantenere la scelta dell’adduzione all’IAS dei reflui cittadini.

Nella discussione irrompono altri presenti che, irritati dalla confusione finale, invocano chiarezza e determinazione dagli amministratori che con l’ultimo intervento del nuovo assessore all’ambiente Pulvirenti da Catania (che in un colloquio con il consigliere Canigiula ha rivelato di non sapere cosa fosse l’IAS), con candore e serenità, assicura un sicuro scatto di reni della giunta che vuole risolvere il problema… Alla fine, in una confusione generale, il Presidente del sodalizio chiude i lavori assicurando che fra 4 mesi riconvocherà un incontro per vedere lo stato dell’arte.

Insomma si è capito che materiale per inchieste penali e contabili ce n’è a iosa, che il Comune annaspa nella ignoranza dei temi oggetto dell’incontro e che… siamo proprio messi male.