Alti indici di tossicità in acciughe, gamberi, spigole, naselli, merluzzi e seppie. “La pesca va vietata non solo dentro il porto ma anche nelle aree limitrofe”

 

Uno studio la cui importanza è strategica per la salute di centinaia di migliaia di persone, è stato volutamente “sottovalutato” per la grande eco politica, economica e sociale che riveste.

I lavori condotti da studiosi italiani del CNR, assieme all’Istituto per l’ambiente marino costiero, rappresentano in maniera incontrovertibile l’estrema necessità di un’azione immediata a tutela dell’ecosistema. Decenni di incuria criminale hanno condotto una sequela di scelleratezze ambientali tali da interessare l’intero bacino del mediterraneo, come dimostreremo in questo impietoso quadro, risultante dallo studio.

Il progetto denominato ”Dinamica dei processi di evasione, trasporto e deposizione del mercurio nell’area industrializzata della Rada di Augusta e definizione delle mappe di rischio sanitario per le popolazioni residente” valuta l’impatto sulla salute delle popolazioni residenti nel quadrilatero industriale, e delle popolazioni limitrofe.

Lo studio ha riguardato un solo contaminante, il mercurio. Come, senza preamboli, sottolineato dagli studiosi, “a causa di un incontrollato sversamento all’interno della Rada di Augusta, per le concentrazioni documentate, rappresenta un’estrema peculiarità per la nocività ad esso legata”.

Secondo lo studio, non sarebbe corretto indicare nel solo mercurio l’agente chimico responsabile della grave realtà sanitaria dell’area della Rada di Augusta ma, per l’elevata responsività positiva dei risultati riscontrati, sicuramente da solo il mercurio ha notevoli responsabilità chimico-fisiche per il destino delle popolazioni dell’area.

La presenza del mercurio nell’acqua marina, nell’aria e sulla superficie terrestre, mostra il passaggio dell’elemento dal mare fino all’uomo. Permette in poche parole di tracciare il trasferimento del mercurio dalla fase solida a quella liquida ed aeriforme; da qui i fenomeni di accumulo contigui all’uomo. Il dato eclatante: il mercurio in fase disciolta presente nella rada di Augusta equivale al 20% del mercurio presente nel bacino del Mediterraneo. Da questa terribile realtà a cascata si pone un problema legato alla distribuzione dell’inquinante su larga scala piuttosto che la “semplice” area della Rada.

La Capitaneria di porto ha emanato divieti di pesca nel porto di Augusta. Il lettore avrà già compreso, ma lo studio lo conferma con attento allarme. ”E’ indispensabile limitare o precludere la pesca in aree contigue. Primariamente in tutta la baia di Augusta, e successivamente nelle aree limitrofe”. Cioè da Capo S.Panagia a Capo S.Croce.

Le concentrazioni di mercurio, in termini di bioaccumulo nel pescato, sono assolutamente superiori a quelle riscontrate nelle stesse specie in altri bacini di controllo. Parliamo di acciughe, gamberi, tonni, spigole, naselli, merluzzi e seppie. I contenuti di HgT (normalizzati rispetto alla lunghezza) nella specie Engraulis encrasicolus catturata nell’area antistante la costa augustana sono stati confrontati con quelli del campione di controllo (Marsala), rivelando la maggiore biodisponibilità dell’elemento ad Augusta, con valori di HgT nel muscolo lievemente maggiori ad Augusta, ma contenuti nel fegato doppi.

Gli indici di tossicità calcolati su questi pesci ne sconsigliano il consumo se proveniente dal bacino di Augusta e consigliano cautela anche nel consumare specie bentoniche e demersali provenienti dalla zona limitrofa. Evidentemente per le abitudini alimentari delle popolazioni locali, il rischio derivante dal consumo di pesce fresco locale è tale da pretendere un’allerta immediato.

Estensore dello studio è stato Mario Sprovieri, assistito da un nutrito gruppo di lavoro sotto la responsabilità scientifica di Emanuela Bagnato. In particolare, per la Geochimica ambientale: Francesca Falco, Luigi Giaramita, Elvira Oliveri, Carlo Patti, Anna Traina, Giorgio Tranchida, Marco Barra, Maria Bonsignore, Francesca Bulfamante, Fabio D’Agostino, Vincenzo Di Stefano, Francesco Parello; per la Geostatistica, Angelo Bonanno; per l’Oceanografia Marcello Bitetto e Carmelo Buscaino; per la Logistica: Gaspare Buffa, Sergio Calabrese, Marianna Del Core, Daniela Salvagio Manta.