In “Sogni al di là del mare” tredici scrittori ripercorrono storie vere, romanzate, dolorose, buffe. Con loro la siracusana Anna Maria Piccione, affermata autrice di libri per l’infanzia

 

La Civetta di Minerva, 1 aprile 2016

Annamaria Piccione è un’autrice siracusana che potremmo definire la “decana” per quanto riguarda la letteratura legata al mondo dei bambini e dei ragazzi – decine le sue pubblicazioni con editori del calibro di Raffaello, Einaudi, San Paolo e la siracusanissima VerbaVolant edizioni.

A parte il suo impegno nella scrittura, è coinvolta in progetti lettura nelle scuole, è spesso ospite di incontri legati alla letteratura e all’illustrazione; appassionata da sempre di storia e di storia siracusana in particolare, ha scritto di Archimede, delle Latomie e di altri luoghi aretusei, ha trasposto nel suo linguaggio frizzante e “gattoso” perfino le tragedie classiche riscrivendo Sofocle, Eschilo, Euripide…

Il 5 aprile la vedremo protagonista, insieme ad altri autori, di un evento legato al tema delle migrazioni, quanto mai attuale: nell’ambito della Fiera del Libro per ragazzi di Bologna, appuntamento prestigioso e assolutamente di riferimento per gli esperti del settore e per i piccoli lettori, verrà infatti presentato il libro “Sogni al di là del mare – Storie di migranti tra realtà e fantasia” , edito dalla casa editrice Mammeonline di Donatella Caione: 13 autrici e autori specializzati in letteratura per l’infanzia raccontano storie di migranti – vere, romanzate, dolorose, buffe, dal finale aperto – ai ragazzi e alle ragazze degli ultimi anni della scuola primaria e delle scuole medie.

Il progetto, che ha coinvolto Fuad Aziz – autore della copertina e degli schizzi in bianco e nero che corredano il libro –, Andrea Bouchard, Ornella Della Libera, Sofia Gallo, Sabrina Giarratana, Pamela Pergolini, Cristiana Pezzetta, Maria Giuliana Saletta, Luisa Staffieri, Dino Ticli, Donatella Trotta, Andrea Valente, ha come ideatrici proprio Annamaria Piccione e Sofia Gallo, che hanno invitato i loro colleghi ad esprimersi sul tema raccontando sogni e speranze dei migranti in racconti giornalistici e fantastici e attraverso il linguaggio della poesia, con filastrocche e haiku.

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, ha scritto la presentazione del volume, mentre Davide Camarrone, Direttore Artistico del Festival delle Letterature Migranti, ha raccontato nella prefazione il potere delle parole, strumenti da trattare con gentilezza e cura, che poi ci ricambieranno aiutandoci a rimettere le cose a posto e facendocele vedere con occhi nuovi: questo forse il significato più profondo del libro.

Oltre al fine culturale ed educativo dell’opera, quello benefico: le autrici e gli autori del libro hanno scelto di devolvere i loro diritti d'autore a sostegno del Poliambulatorio di Crotone dell'organizzazione umanitaria Intersos.

Conclusione migliore non abbiamo trovato di questi versi di Hikmet, perché essere migranti è realizzare tutti i sogni di libertà inscritti nel cuore degli esseri umani: «C’è un albero dentro di me trapiantato dal sole / le sue foglie oscillano come pesci di fuoco / le sue foglie cantano come usignoli / Da un pezzo i viaggiatori sono scesi / dai razzi sul pianeta che è in me» (Nazim Hikmet).