Alessio Grillo, grafico e pittore catanese, autore de Il gatto Geremia: “Mi sono servite le letture di Sepulveda, Rodari e i racconti di Oscar Wilde”

 

La Civetta di Minerva, 1 aprile 2016

“Il gatto Geremia” è la favola scritta e illustrata da Alessio Grillo, grafico e pittore catanese (tra l’altro autore di molte copertine ed illustrazioni per diverse case editrici, fra cui Ad Est dell’Equatore), appena uscita per i tipi di Algra Editore. Una storia delicata, che trasmette con semplicità di tratto e di parole valori come l’amicizia e l’importanza dei sogni, incarnati dal gatto Geremia e dal suo amico pesciolino Marlin. La favola permette anche di affrontare in maniera adeguata ai suoi destinatari – bambini della scuola dell’infanzia e dei primi anni della primaria – temi come la diversità e l’emarginazione.

“La Civetta” ha intervistato per voi l’artista, ospite di recente della Casa del Libro Rosario Mascali per la presentazione della favola.

Da dove è nata l'idea di scrivere una storia per bambini?

Devo dire che, in questo caso, la favola si è scritta quasi del tutto da sola. Io nasco come illustratore; durante le mie “esercitazioni” grafiche, è venuto fuori questo fagiolino turchese che, dopo vari aggiustamenti, ha preso le sembianze del gatto Geremia. Sono decisamente autocritico nei riguardi dei miei lavori, ma ho trovato Geremia fin da subito molto carino e quindi ho deciso di creare altri personaggi con cui farlo interagire, delle ambientazioni dove farlo muovere e soprattutto una storia che potesse dare un messaggio al lettore.

Come hai strutturato il tratto grafico per le illustrazioni? Raccontaci come hai lavorato su forme e colori.

Avendo chiaro in mente i destinatari del mio libro, parliamo di bambini dai 3 ai 6 anni, ho deciso di utilizzare dei segni molto semplici, lineari, con curve morbide, e soprattutto delle campiture di colore primarie, molto accese e senza sfumature, così da poter essere facilmente riconoscibili e interpretabili agli occhi dei bambini.

Cosa hai letto durante la stesura della fiaba? Ti sei ispirato a qualche libro in particolare?

Volutamente, durante la stesura della fiaba, ho cercato di evitare di leggere letteratura per l’infanzia, proprio per non essere influenzato da quello che leggevo e soprattutto per essere completamente libero di scrivere quello che volevo. Sicuramente, però, mi sono servite tantissimo le mie letture precedenti: le storie di Luis Sepúlveda, quelle di Gianni Rodari e anche i racconti per bambini di Oscar Wilde.

Geremia... da dove deriva il nome del protagonista? E anche Marlin non sembra nuovo alla letteratura.

Mi sono divertito a “seminare” degli omaggi nel mio libro. Questo, infatti, è avvenuto sia per Geremia che per Marlin. Nel primo caso, il nome Geremia è un omaggio a una striscia di fumetti apparsa per la prima volta sul Corriere dei Piccoli nel 1972, dove il protagonista, il Gatto Geremia, era un gatto sbruffone con un cilindro in testa, molto diverso dal mio. Il nome del pesciolino Marlin, invece, è un chiaro omaggio a “Il vecchio e il mare” di Hemingway, uno dei miei libri preferiti.

Puoi anticiparci qualcosa sui progetti incentrati sul tuo libro? Stai lavorando anche a qualcosa di nuovo?

Sono già partiti dei laboratori nelle scuole materne ed elementari. “Il Gatto Geremia” mi ha dato la possibilità di lanciare un messaggio importante. Spiegare a bambini che il rispetto verso tutte le forme di diversità (anche se preferisco usare di più il termine differenze) è importantissimo, perché li renderà degli adulti migliori, e vedere nelle loro facce, nei loro occhi la voglia di rispettare il proprio amichetto ed in futuro il prossimo è qualcosa che mi ripaga ogni giorno e che mi rende felice. Sono una persona superstiziosa, quindi prima che si realizzi del tutto un progetto cerco di evitare di parlarne. Però posso dirti che ho già delle idee in testa per un prossimo libro.