Molteplice l’apporto di Simona, Ornella, Rossella, Maria Grazia, Pamela, Francesca, Michela, il maestro Passanisi, la professoressa Pirri a sostegno e conforto dei detenuti. Ci sono ancora tanti detenuti privi di abiti, se ne occupano soprattutto Caritas e Crivop

 

Fondamentale per i detenuti la risorsa preziosa del volontariato. A chi rivolgersi per risolvere problemi irrisolvibili, ad esempio quando deve essere scarcerata la persona che non ha punti di riferimento e deve raggiungere una comunità che dista centinaia di chilometri, o che rimane in zona ma ha bisogno di cure ed assistenza? In questi ed altri casi non resterebbe che allargare le braccia e dire: il nostro compito si conclude con la scarcerazione. Ma per fortuna tanti operatori non hanno nel loro DNA questo cinismo. Sappiamo che c'è chi mette a disposizione tempo, risorse, e si fa carico di quanto occorre.

L'apporto dei volontari è molteplice e tocca diversi aspetti. Si comincia dalle attività che vengono offerte dal gruppo Caritas e sono rivolte a favore dei detenuti c.d. “protetti” (sex offenders ad esempio) o dei detenuti di alta sicurezza, che per la particolare tipologia hanno minore accesso ad attività ordinarie. Per loro abbiamo volontari che hanno previsto corsi di “training autogeno” ed “iconografia bizantina”.

L’amministrazione è molto grata e riconoscente all’impegno profuso con passione e professionalità da Simona, Ornella, Rossella, Maria Grazia, Pamela, Francesca, Michela, il maestro Passanisi, la professoressa Pirri, che dedicano tempo e risorse nelle attività teatrali, disegno, canto, musica armonica, lettura, scrittura e quando riusciamo a dare dei piccoli rimborsi applichiamo il “Dai uno e prendi quattro” in termini di ore e di impegno. In pratica ci sono operatori con i quali stipuliamo delle convenzioni per un certo numero di ore ma in effetti questi ne svolgono molte di più, oppure proseguono le attività anche quando si sono esauriti i fondi.

Poi c'è il ramo forniture: in particolari momenti di sovraffollamento non si è riusciti come amministrazione a fornire ai detenuti generi essenziali di igiene personale. Anche qui, per nostra e loro fortuna, le associazioni sono venute incontro sopperendo al bisogno. Attualmente ci sono tanti detenuti privi di abiti e biancheria ed è per questo che ci rivolgiamo a Caritas e Crivop, consegnando loro la lista di generi: accappatoi senza cappuccio, giubbotti non imbottiti (vai a trovarli) scarpe, ecc.

E poi le famiglie, il rapporto con il mondo esterno. Siamo riusciti ad allestire il servizio di accoglienza per i familiari che aspettano il turno per il colloquio. Questa attività è gestita dalla Crivop (Cristiani Volontari Penitenziari, associazione di volontariato attiva in diverse carceri d'Italia) che con l’ausilio di un apposito camper distribuisce bevande calde e mette a disposizione i servizi igienici. Importante citare la “Casa Caritas”, attiva da anni che ospita detenuti che vanno in permesso ma che non hanno familiari da cui recarsi o che avendo un divieto di recarsi nelle zone di provenienza devono far venire in loco i loro cari.

Sembrano, tutte queste, problematiche secondarie o di poco conto ma che invece penalizzano e condizionano fortemente la vita di un detenuto e che probabilmente mai nessuno pensa.

Abbiamo inoltre in cantiere altre forme di collaborazione di volontariato con l'Associazione Cristiana Evangelica di Padre Villari. Alcuni dei nostri detenuti svolgono attività lavorativa all'esterno, presso il comune di Priolo. Ma questo non sarebbe possibile attuarlo senza i volontari che accompagnano i detenuti presso il luogo di lavoro e provvedono anche alla fornitura del pasto. Infine, abbiamo il Centro Ascolto, i colloqui individuali e tanto altro, curato da professionisti sempre volontari.

Come si vede, si va dalle attività tradizionali (assistenza, conforto) a quelle più articolate e complesse. Perché il volontariato, regolato da una apposita legge, è un’attività che ormai richiede professionalità, organizzazione, preparazione. Emblematico è il corso di formazione svolto la scorsa settimana dalla Crivop che abbiamo avuto il piacere di ospitare in Istituto.

Per sintetizzare possiamo dire che quella del volontariato è, da noi come altrove, una rete di sostegno e di supporto indispensabile, in tanti casi una rete di salvataggio.