Giungono nei porti siciliani con ustioni chimiche, hanno lasciato brandelli di pelle sui legni dei natanti. Violentate, derubate, battute, diventano oggetto del maschio padrone

 

Arrivano in silenzio. Stremate, coi loro bimbi in braccio. Sono stravolte. La traversata del canale di Sicilia è il tratto più breve del loro viaggio.

Giungono al centro con gravi problemi di deambulazione. Poi le senti lamentare. Tante, troppe tra loro sono ustionate. Sono rimaste per decine di ore a contatto con gasolio e benzina sparse sul fondo della stiva. Ustioni chimiche da contatto. È questa la diagnosi medica. Brandelli di pelle lasciati sui legni di quelle barche. Un ricordo del loro passaggio su quello che diventa una sorta di battesimo per una nuova vita.

Si sa, un centro di primo soccorso è un luogo di dolore. Ma, con tutte le difficoltà immaginabili, talora può trasformarsi in un luogo di speranza. Ma quanto dolore! Anche per queste donne disposte a tutto. Violentate, derubate, battute; troppe volte sono gettate nelle stive. Gli uomini vogliono viaggiare sul ponte. Anche in questi casi la violenza maschile si impone vergognosamente.