La Civetta di Minerva, 4 marzo 2016

 

2.000 (leggasi duemila) ex suoi alunni che si alternano e susseguono a festeggiare lauree, compleanni, cresime, matrimoni, battesimi ed ovviamente invitano lui, che giammai potrebbe sottrarsi dal partecipare a qualsivoglia scadenza, ricorrenza, festino, schitìcchio allestito dalle brigate di studenti che hanno avuto il piacere di averlo come professore. Senza contare – riteniamo – altri matrimoni e inviti di famigliari, amici e conoscenti vari a partecipare a quelle occasioni più disparate in cui non ci si può presentare senza portare un regalo. E non un ninnolo qualsiasi, perché Vinciullo lo sa: un regalo è per sempre.

“Spese di rappresentanza” – le ha definite – che incidono pesantemente sul suo stipendio di deputato alla Regione Sicilia, che è sì di 11.000 (leggasi undicimila) euro ma al lordo, perché al netto sono “solo” (solo?) 6.300 (leggasi seimila e trecento) euro, che tutto sommato sono sempre mègghiu ri ‘nfighitéddu i musca. Ma lui, Vincenzo Vinciullo, originario di Sinagra provincia di Messina e da lungo tempo residente a Siracusa, letteralmente chiànci miseria lamentando che il suo conto in banca è in rosso, che spesso campa alle spalle della moglie insegnante, che non vede mai i figli a differenza – testuale – di un operaio o di un disoccupato che, quando tornano a casa, i figli li vedono; sottinteso: quando l’operaio torna dal lavoro e il disoccupato torna dal non aver lavorato, possibilmente coi cabbasisi che girano a mille. Insomma era meglio quando faceva il professore – ha commentato amaro Vinciullo intervistato dallo spregiudicato Cruciani, conduttore della trasmissione radiofonica di Radio 24 “La Zanzara”. Presumibilmente gongolante nell’ascoltare la triste storia del povero deputato siciliano che insisteva nel rimarcare che lui, Vinciullo, non è – testuale - un normale dipendente che alla fine del mese prende 2.000 euro e non ha le spese che affronta lui. Cioè quelle della benzina necessaria per il suo andirivieni tra Siracusa e Palermo, le altre per l’affitto di un appartamentino nei giorni in cui si ferma a dormire nel capoluogo siciliano, i soldi per mangiare.

Costi che gli altri deputati non hanno evidentemente il coraggio di denunziare, e quindi va dato atto a Vinciullo di avere portato alla luce questa condizione di enorme ristrettezza economica che vivono i parlamentari siciliani fuori sede. Altro che la demagogia dei grillini che si sono ridotti lo stipendio! Di sicuro loro e gli altri furbastri di questo o quel partito che non si lamentano, vuoi vedere che non hanno problemi di spese per la benzina perché viaggiano col treno o, peggio ancora, a sbafo chiedendo passaggi? Ma se qualcuno ha chiesto uno strappo a Vinciullo, lui è troppo signore per raccontarlo.

E comunque, il suo caso personale è aggravato dai continui esborsi per l’acquisto di cadeau per i matrimoni e per tutto il resto di cui sopra. Quelle spese di rappresentanza che i comuni mortali - testuale - non hanno e che in Sicilia, dato che noi non siamo come nel resto d’Italia, sono retaggi antichi.

Ora, parafrasando il titolo di un film (per fare cosa gradita all’unico cinefilo-cinofilo che legge questa rubrica): non si uccidono così neanche i Vinciulli. E invece da diversi giorni è additato al pubblico ludibrio, preso per il culo sui social network alla stregua di un (vin) ciolla i picche qualsiasi. C’è da dire che prima dell’intervista a La Zanzara, Vinciullo aveva già esternato le proprie difficoltà a tirare avanti con la paghetta del parlamento siciliano durante una puntata della trasmissione Tagadà su La7. Tanto che la conduttrice Tiziana Panella, con encomiabile spirito caritatevole, aveva proposto per lui gli 80 euro mensili previsti dal governo Renzi per i meno abbienti. Subito si era scatenata la solita canea a base di insulti e commenti salaci, fra cui lo sfottò persino sulla prima pagina del Corriere della Sera dell’editorialista Aldo Grasso.

E Vinciullo che fa? Ribadisce a La Zanzara, aggiungendo particolari ancora più toccanti, il suo stato di precario della politica. Che uno potrebbe pensare “Ma chistu è proprio ‘n’ pacchiottu?” - se non conoscessimo il suo acume, la sua sagacia, il suo fiuto sopraffino di politico navigato che al momento lo vede tra i nuovi pilastri del Nuovo centro-destra guidato dal nuovo Angelino nuovo Alfano. Per non parlare della super produzione di atti parlamentari con uno stakanovismo dalle modalità certo un po’ stocastiche ma, si badi bene, non stocazz! come taluni potrebbero fraintendere.