Intervista al deputato siracusano del M5S, che ha presentato a Crocetta e a due assessori regionali una mozione al riguardo. “Garozzo, come Renzi, come anche Pisapia sono troppo arrendevoli verso la gestione privata dei beni comuni

 

Sull’acqua di Siracusa La Civetta intervista il deputato regionale del M5S, architetto Stefano Zito.

La legge regionale (applicabile, anche se non erga omnes) impone la tariffa dimezzata.

La Mozione del M5S mette alla prova la credibilità del governo regionale e della maggioranza.

Deputato Stefano Zito, ci risulta che ella ha già fornito una prima risposta operativa ai quesiti posti nel precedente numero della Civetta, presentando una Mozione al Presidente della Regione, all'Assessore agli enti locali e all'Assessore Energia e Servizi di Pubblica Utilità. Può confermarlo ai nostri lettori?

Certo. E' un atto dovuto ad una Città che da troppo tempo si trascina questo problema.

Dunque lei ci conferma che l’acqua di Siracusa, presentando i parametri di salinità e di conducibilità rilevati, non può essere considerata a tutti gli effetti potabile.

In alcuni pozzi l'acqua è potabile mentre in altri non brilla per qualità. Il D.P.R. 236/1988, emanato in attuazione alla Direttiva C.E.E. n.80/778 ai sensi dell'art. 15 della legge n. 183/1987, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, che indica i requisiti di qualità delle stesse, è estremamente chiaro in materia. L’art. 3 comma 2 di tale D.P.R. stabilisce che "la concentrazione massima ammissibile di ciascun parametro non può essere superata". E lo si può leggere citato nella Mozione.

Bene! Dunque va applicato immediatamente l’art. 11 della recente legge regionale n. 19/2015, che stabilisce che"[...] in relazione al livello di qualità della risorsa idrica ovvero nei casi in cui la stessa non è utilizzabile per fini alimentari, la tariffa è ridotta in una misura pari al 50 per cento. [...]"? Oppure ancora bisogna aspettare l’esito della odiosa impugnativa esercitata da Renzi?  Come stanno esattamente le cose. A suo avviso?

Secondo noi, sì, va applicata la legge regionale anche se solo puntualmente, cioè non erga omnes ma solo per gli utenti che non usufruiscono di un'acqua che rientri nei parametri previsti per legge. Non serve aspettare l'esito dell'impugnativa, in quanto già esistono sentenze di molti tribunali che obbligano le amministrazioni ad abbattere le proprie tariffe, se la qualità dell'acqua non è esaltante.

Come pensa che si svilupperà l’iniziativa? Quale esito ritiene più probabile?

Spero che la mozione diventi uno stimolo per l'amministrazione comunale e che la spinga a rivedere (o ad iniziare a vedere) una problematica che ci trasciniamo da molto tempo. Mi auguro che essa sia approvata da tutta l'assemblea o quantomeno dalla maggioranza e dal Governo, che hanno introdotto e votato, insieme a noi, l'articolo che prevede la decurtazione del 50%. Ne va della loro credibilità, altrimenti quella della riduzione tariffaria per l’acqua non potabile rimarrà solo una bella iniziativa di immagine in una legge senza peso.

Cosa sarà possibile fare per indurre il sindaco di Siracusa a dare immediata attuazione alla legge regionale? Un suo inadempimento potrà essere stigmatizzato (e possibilmente anche sanzionato) come omissione di atti d’ufficio?

Intanto vorrei dire che l'obiettivo vero deve essere il miglioramento della qualità dell'acqua, perché l'abbattimento della tariffa del 50% non è la soluzione vera a cui si deve puntare. Il Sindaco già in campagna elettorale promise, in risposta ad una serie di quesiti posti dal M5S, di intervenire su questo problema ma senza poi fare nulla di concreto,  forse perché ha cose più importanti a cui pensare. Non mi faccio illusioni ma un atto politico forte proveniente da Palermo (sempre se il PD voterà la Mozione) non può essere disatteso.

Ce lo auguriamo anche noi della Civetta. Ma il sindaco Garozzo ha disatteso il suo impegno elettorale per la ripubblicizzazione del servizio idrico. E, a proposito di sindaci, quello di Milano, Giuliano Pisapia, ha dichiarato recentemente che «La soglia del 51% in A2A non è più un tabù: le aziende quotate si controllano anche col 30%». Ha inoltre aggiunto: «Prima o poi, per dare alla società ulteriori risorse necessarie alla crescita servirà un aumento di capitale e i Comuni scenderanno sotto l’attuale 50%; mi sembra un’evoluzione fisiologica dell’assetto societario […]». Vuole commentare tale dichiarazione? Per offrire più risorse alla crescita (del profitto privato) serve lasciare a gestori privati (lì dove ci sono compartecipazioni) una quota proprietaria superiore al 51%, illudendosi che si possa efficacemente controllare l’operato di una partecipata anche con il possesso di un pacchetto di minoranza? La storia siracusana di SOGEAS e di SAI8 (che inglobò la prima) non ha insegnato nulla? Il pronunciamento referendario è stato già rimosso? Vuol commentare lei questa dichiarazione, che ci sembra incredibile?

No comment! Certi comportamenti dimostrano solo che gli elettori non dovrebbero più fidarsi di chi promette e poi tradisce gli impegni assunti, né di chi si trincera dietro appartenenze a partiti di destra o di sinistra. Contano i fatti. Garozzo, come Renzi, come anche Pisapia sono troppo arrendevoli verso la gestione privata dei beni comuni. Bisogna puntare su forze e su persone nuove, che siano in grado di poter dimostrare che anche il pubblico può gestire in modo eccellente i beni comuni sfruttando i possibili "profitti" per investimenti o per diminuire la tassazione soffocante. E mi pare che sin qui gli eletti del M5S lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo con scrupolosa osservanza.

Il M5S si sta accingendo a stilare un programma e a individuare un candidato per le prossime amministrative? Può anticipare qualcosa?

No. Non è il momento. Ma assicuro ai lettori della Civetta che chi ha governato sino ad oggi (presentandosi come esponente di destra o fingendosi di sinistra) dovrà fare i conti con l’elettorato deluso o tradito e con un M5S combattivo come non mai.