Si deve alla curia la proposta dell’incontro nella casa circondariale di Augusta con la carceriera dello statista democristiano

 

Per quelli della mia generazione il rapimento di Moro è stato un punto di svolta esistenziale e molti di noi ricordano esattamente dove si trovavano e cosa facevano il giorno in cui arrivò la notizia dell’azione delle Brigate Rosse.

Io ero all'università, alla facoltà di giurisprudenza a Catania. Ricordo che si fermò tutto e da allora per molti anni una pesante cappa scese su tutto il Paese. Anni dopo, agli inizi della mia esperienza lavorativa, mi trovai come funzionario dell’amministrazione penitenziaria, al carcere di Firenze, a confrontarmi con ex terroristi di vari gruppi armati che attraverso la dissociazione (cioè un modo per prendere le distanze da terrorismo e violenza diverso dal pentitismo) cercavano una loro strada e un dialogo con le istituzioni, senza rinunciare alla critica sociale.

E allora la proposta giunta dalla curia di tenere un incontro al carcere di Augusta sul tema della riconciliazione, presenti Agnese Moro, figlia dello statista assassinato, e Adriana Faranda, ex terrorista e carceriera dello stesso Moro, è stata come un sasso nello stagno che ha messo in movimento ricordi, esperienze, emozioni. Ed ha  incrociato il tema dell'incontro tenuto a Siracusa con Gherardo Colombo sul perdono e su una nuova via da percorrere nella risposta sociale ed istituzionale alla violazione delle regole.

Un primo incontro pubblico, aperto alla cittadinanza organizzato dall’Istituto superiore di Scienze religiose San Metodio sempre con la presenza dei relatori citati oltre al gesuita Guido Bertagna, si terrà Venerdì 29 gennaio alle 18,30 presso il salone del Santuario dal titolo “sulle armi della riconciliazione”; il giorno dopo l’iniziativa si sposterà al carcere di Augusta, luogo speciale per un dialogo fra persona lesa negli affetti e chi ha avuto un ruolo importante nella azione lesiva. Ad assistere saranno i detenuti e le persone che ruotano intorno all'istituto: volontari, insegnanti, amici dei club service, rappresentanti delle istituzioni locali. Cercheremo, insomma, di fare dell'evento un momento di confronto con la comunità esterna, proseguendo il progetto di apertura al territorio dell’istituto già avviato per tutto l’anno 2015.

L'incontro sarà introdotto da un breve momento musicale: l’esecuzione del brano di Lucio Dalla, “La casa in riva al mare”, interpretata da A. T., detenuto che recentemente, dopo un percorso virtuoso all'interno dell'istituto, è stato ammesso alla misura del lavoro all’esterno potendo uscire dal carcere la mattina per andare a lavorare in una cooperativa che gestisce una fattoria didattica su terreni sequestrati alla mafia. In conclusione, dopo le relazioni ed il dibattito, abbiamo previsto l’esecuzione di un altro brano musicale a tema suggestivo e riconciliativo: “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori.