A colpi di ricorsi e sentenze le contese infinite tra Gennuso e Gianni e tra Sorbello e Bandiera. La disfida dei Pippi siracusani

 

Al grido di “Pip Pip hurrà” Mister Bing Pippo Gennuso l’ha di nuovo spuntata sull’antagonista Mister-Pip & Doctor-Gian alias Pippo Gianni. Manco a dirlo “a sciàrra è pa’ cùttra”. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) di Palermo ha infatti rigettato il ricorso col quale Gianni aveva chiesto l’annullamento dei risultati delle cosiddette elezioni regionali bis tenutesi lo scorso 5 ottobre in 6 seggi di Pachino e in 3 di Rosolini. Risultati che per lui hanno comportato la perdita del posto di deputato al parlamento siciliano a beneficio del gongolante Pippo Gennuso. Contro il ricorso di Pippo Gianni si erano costituiti parte civile ovviamente Gennuso, ma anche (chissà perché) altri due deputati regionali: l’ex Megafono Giambattista Coltraro (ancora sospeso temporaneamente dalla professione di notaio per il coinvolgimento nell’indagine giudiziaria denominata ”Terre emerse”) e Bruno Marziano, fresco di nomina assessoriale in quota Pd-area riformista e dintorni.

La storia è decisamente “trùbbula” per varie ragioni e va avanti da più di 3 anni. Alle Regionali dell’ottobre del 2012, nel collegio di Siracusa Pippo Gianni fu eletto nella lista di Cantiere Popolare (messa su per l’occasione da po’ di transfughi dall’Udc) agguantando il seggio con un piccolo scarto di voti rispetto all’altro Pippo - Mr Bing, per l’appunto - a sua volta candidato con gli ultimi reduci dell’Mpa dell’ex governatore Raffaele Lombardo. Tra ricorsi, esposti, illazioni, minacce di querele reciproche e polemiche di Gennuso anche con altri deputati regionali, quali Pippo Sorbello da Melilli e Vincenzo Vinciullo da se stesso, a un certo punto venne fuori il giallo delle “schede scomparse” relative ai risultati delle elezioni regionali del 2012 in un po’ di sezioni del siracusano, in particolare di Pachino e Rosolini.

Schede che per il Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo bisognava verificare, ma siccome erano “scomparse” il CGA stabilì che i cittadini dovevano ritornare a votare in 9 seggi di quei due comuni. Nel frattempo la Procura di Siracusa, che aveva avviato un’indagine, ha rinviato a giudizio un dipendente del medesimo tribunale accusato di avere distrutto, almeno in parte, le misteriose schede elettorali. Contro costui – che si chiama Sebastiano Russo (e che non vorremmo si rivelasse una sorta di capro espiatorio di una vicenda a dir poco controversa) - si sono costituiti parte civile in giudizio Gennuso e Gianni, stavolta apparentemente non avversari, e Marziano tanto per gradire.

Per la cronaca, l’intensa frequentazione di aule giudiziarie di Mr. Bing Gennuso in questo periodo comprende un’indagine nei suoi confronti per truffa, adulterazione delle acque e frode nell’esercizio del commercio per fatti riguardanti l’erogazione idrica in due contrade di Pachino da parte di due società che, per il pubblico ministero Tommaso Pagano, sarebbero riconducibili al parlamentare. Prosit!

Pippo Sorbello versus Edy Bandiera - Abbiamo perso il conto di quante volte l’ex sindaco di Melilli Giuseppe Sorbello detto Pippo e l’ex presidente del consiglio comunale di Siracusa Edgardo Bandiera detto Edy si siano alternati sulla stessa poltrona all’assemblea regionale siciliana. Entrambi candidati nel 2012 con l’Udc, ad essere eletto nel collegio siracusano fu Sorbello. Che successivamente stabilì il prestigioso primato di primo deputato alla Regione Sicilia sospeso per effetto della legge nazionale che porta il nome dell’ex ministra Severino. Ciò come conseguenza di una condanna riportata in primo grado, imputato di concussione per una vicenda risalente a quando era sindaco di Melilli. Al suo posto subentrò Bandiera, poi tornò Sorbello, poi ritorno Edy, in un’alternanza di seggio e di stipendio, in base a interpretazioni divergenti della legge Severino da parte della Regione e di  organismi giudiziari vari, in quanto l’Italia è la patria dell’incertezza del diritto.

Adesso a Palermo è ritornato per l’ennesima volta Sorbello, ma il neo commissario provinciale di Forza Italia Edgardo-Edy non sventola Bandiera bianca e spera. Per Pippo Sorbello c’è ancora l’incognita del processo in corso a Siracusa nel quale è imputato per voto di scambio, accusato dai magistrati di avere ricevuto sostegni da un esponente di Augusta del clan mafioso Nardo in occasione della penultima tornata elettorale regionale. Cui si aggiunge un altro procedimento che vede Sorbello, il sindaco di Melilli Giuseppe Cannata ed altre persone indagati per abuso d’ufficio e falso ideologico. I fatti contestati sarebbero avvenuti qualche anno addietro quando l’attuale deputato regionale era presidente del consiglio comunale melillese. Episodi raccontati con dovizia di particolari pochi mesi fa in un’inchiesta de La Civetta.