Et voilà! Ecco che il professor cantautore Roberto Vecchioni, con la semplice ed essenziale frase “Sicilia sei un’isola di merda perché non ti ribelli”, è riuscito a scatenare un fondamentale dibattito di cui si sentiva davvero la necessità. Perché molti siciliani per fare i conti con se stessi, con la storia e le tante stridenti contraddizioni di questa terra e con un presente molto problematico, hanno evidentemente bisogno della rude spinta verbale del personaggio famoso di turno, in questo caso di passaggio da Palermo e sconvolto dalla visione di un così alto numero di conducenti di motocicli senza casco, e delle loro scorribande nel tentacolare traffico cittadino. Che è il problema principale di Palermo, come ebbe a rivelare il film Johnny Stecchino di e con Benigni.

“Siamo un’isola di merda sì, sì, sì, sì, di più, di più, di più” – hanno condiviso alcuni il Vecchioni-pensiero con godimento degno di seguaci di Von Masoch. Di contro l’indignazione dei molti cultori di sicilianità, violata dal Vecchioni medesimo che è stato insultato e bacchettato a più non posso per la sua colpevole ignoranza riguardo il primato storico-geografico-culturale-antropologico-scicchigno dei siciliani. Per non dire delle odi alla straripante bellezza della Sicilia, rimarcata con spirito promozional-turistico-naturistico, di persona personalmente, dal presidente della Regione fotografato sdraiato sulla spiaggia di Castel di Tusa in posa “Saro desnudo”, e immerso nelle prospicienti acque azzurre di quell’angolo di costa tirrenica messinese.

Con raro sprezzo del ridicolo il governatore Crocetta & Delizia ha difatti affermato che “La Sicilia è un’isola bellissima. La più bella del mondo”.

“Ma più bella di tutte” è “l’Isola Non-Trovata/quella che il Re di Spagna s’ebbe da suo cugino/il Re di Portogallo con firma sugellata/e bulla del Pontefice in gotico latino” - comincia una poesia di Guido Gozzano, che un bel po’ di decenni addietro ispirò, per la sua canzone “L’Isola non trovata”, Francesco Guccini. Che di Roberto Vecchioni è amico.

E rimanendo in campo poetico-cantautorale, sovviene il grande Fabrizio De Andrè quando in “Via del Campo” osserva che mentre “dal letame nascono i fior” “dai diamanti non nasce niente”. Più o meno come da certe esternazioni sparate senza pensare, da cui nascono solo polemiche babbigne e repliche ridicole.