E l’Arpa secreta il monitoraggio 2015: occorre l’autorizzazione scritta! Il sindaco dichiari la non potabilità per tutelare i cittadini e imponga a Siam l’applicazione della tariffa dimezzata, come statuito nella parte non impugnata della legge regionale

 

A richiesta del deputato regionale Stefano Zito, che ringraziamo pubblicamente, l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale - Struttura territoriale di Siracusa), ha fornito i rapporti di prova delle analisi effettuate sui campioni di acqua prelevati pozzi del Comune di Siracusa negli anni 2013, 2014 e 2015. L’ARPA ha tenuto a precisare che effettua i campionamenti e le analisi sulle acque sotterranee ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e D.M.A. 260/2010, mentre le analisi sull’acqua dei serbatoi e su quella prelevabile nei punti di erogazione sono di competenza della ASP di Siracusa (ai sensi del D.Lgs. n. 31/2001). Ci crediamo.

Ci limitiamo ad esprimere una perplessità: come mai i dati relativi alla durezza e alla presenza di sodio sono presenti solo in alcuni rapporti (per esempio in quasi tutti quelli del 2014) e non in quelli, più recenti, del 2015? Semplice dimenticanza? Il valore del sodio rilevato nei campioni di alcuni pozzi arriva addirittura al triplo (600 mg/L) del limite massimo. Ci chiediamo inoltre perché i documenti forniti rechino la seguente dicitura: «Il presente rapporto di prova non può essere riprodotto parzialmente senza l'autorizzazione scritta da parte del Laboratorio». Forse perché una riproduzione integrale (per la quale non occorre autorizzazione!) non è comunque pubblicabile su un giornale per l’ampiezza?

Rispettiamo uno strano divieto; ma senza rinunciare alla libertà di stampa.

Ligi alle regole, rispettiamo il divieto, anche se lo riteniamo strano. Ovviamente, esercitando la nostra libertà di informazione, segnaliamo comunque ai nostri lettori che i dati contenuti in tali rapporti evidenziano un superamento abbondante dei limiti ammissibili di conducibilità (2.500 μS/cm) nei campioni di acque prelevati dai pozzi: San Nicola 9 e Dammusi 4. Evidenziano inoltre un superamento stratosferico dei limiti ammissibili di cloruri le acque dei pozzi: Carrozzieri, S.Nicola 9, Dammusi 2 e Dammusi 4. Vorremmo essere più precisi e riferire i dati in un quadro sinottico, ma non siamo autorizzati. Pazienza.

Quando l’informazione non è solo un diritto ma anche un dovere.

La Civetta è in grado di fornire i dati di cui è in possesso a richiesta della magistratura, qualora essa voglia indagare su eventuali responsabilità o omissioni. Crediamo infatti che qualcuno debba informare i cittadini sulla qualità e/o sulla non potabilità dell’acqua erogata in vari quartieri della città, anche al fine di mettere in guardia gli ipertesi e i cardiopatici sui contenuti e sui possibili effetti dell’assunzione di acqua troppo dura e con contenuti eccessivi di cloruri e di sodio. L’acqua particolarmente dura è inoltre sconsigliata ai neonati. I siracusani ne sono informati?

Divulgabili liberamente i dati forniti dall’ASP.

Nessun divieto è invece opposto dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa alla pubblicazione dei dati analitici da essa forniti. Riportiamo nelle seguenti tabelle solo quelli che evidenziano uno stato di criticità dell’acqua di vari serbatoi, precisando che il superamento dei limiti ammissibili non consente, a nostro avviso, di considerare potabile l’acqua servita ai quartieri di Siracusa collegati ai serbatoi citati.

Una domanda al sindaco Garozzo.

Come rappresentante dei cittadini tutti non ritiene di dover pretendere da SIAM l’applicazione di una norma (già preesistente come provvedimento C.I.P. n. 26/75), che la recente Legge Regionale n. 19/2015 ha confermato e reso ancor più cogente in Sicilia? Ci riferiamo all’art. 11 di tale legge che, rapportando la tariffa idrica alla qualità dell’acqua erogata, stabilisce: «nei casi in cui la stessa non è utilizzabile per fini alimentari, la tariffa è ridotta in una misura pari al 50 per cento». La richiesta di riduzione tariffaria potrebbe indurre SIAM a fare fagotto, magari prima della scadenza contrattuale, ma questo non deve preoccupare chiunque abbia a cuore gli interessi dei cittadini. Anzi!

 

Ciò che si può fare a Floridia deve rimanere utopia a Siracusa?

Il sindaco del Comune di Floridia, che è tornato a gestire l’acqua pubblica senza riaffidarla ad altre ditte private, ha annunciato che la tariffa sarà inferiore del 18% rispetto a quella applicata dalla non rimpianta SAI8. Inoltre i costi di altre voci del servizio idrico sono stati ridotti in misura drastica: ad esempio, le spese di allacciamento sono scese a Floridia da 375 € a soli 75€. Siamo certi che una oculata gestione pubblica sarà possibile anche a Siracusa e che i costi del servizio potranno essere sensibilmente ridotti ovunque. Riteniamo infine che l’impugnativa renziana (inqualificabile) non possa esimere nessuno dall’applicare almeno le parti non contestate della legge regionale n. 19. E allora? Che si aspetta a ripubblicizzare il servizio idrico a Siracusa? Oltretutto l’affidamento non era solo per un anno? Confermabile, sì; ma perché dovrebbe essere confermato? A vantaggio di chi? Dei cittadini? Non lo crediamo proprio.