Sarà pure suo diritto scegliere chi fare entrare e chi no nel suo bar? E, se si può sparare ad una persona che entra contro la propria volontà, pensa un po' cosa si può fare a quei fastidiosi topi con le ali!

Leggi tutto: Si difende dai passerotti facendoli spiaccicare su cartoni intrisi di colla

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Franco Oddo

Marina De Michele

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Qui il PD non c’è. Di sicuro c’è la “nuova cosa” di Renzi (“Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi quella meno battuta …” A dire il vero il Pd non c’è mai stato e se c’era si è tirato (o l’hanno tirato) fuori. Ma non c’è nemmeno nessuno dei partiti tradizionali e nessuna delle compagini politiche che si sono fronteggiate alle amministrative del 2018. Se si guarda alla composizione attuale del consiglio comunale, ai gruppi consiliari costituiti, nessuna delle liste presentate ed elette nel giro di un anno (per alcuni molto meno) ha mantenuto la sua originaria formazione e collocazione. In pochi mesi uno straordinario cambio di casacca, di scranno, di appartenenza e di banchi (dalla maggioranza all’opposizione e dall’opposizione alla maggioranza) ha determinato una scomposizione e ricomposizione di gruppi che ai più è passato inosservato. O forse indifferente, visto il valore etico-politico del gesto e dei suoi attori.

È tempo di scissioni, dunque. A livello nazionale si scinde il PD, si è scissa F.I., si è scissa la Sinistra (quella ormai non fa più notizia), si è scisso, frantumato e disperso il Centro con tutta quella varietà di sigle che lo caratterizzava (UDC, CDU, CCD, DDT, COCCODÈ). Vuoi che a livello locale ci facciamo mancare le nostre scissioni?

Il PD è caso a parte. Unito non lo è stato mai e da anni non riusciva ad avere i numeri per costituire una squadra di calcio ma a malapena quella di calcetto. Adesso, con la fuoriuscita di Renzi come giocherà? A tennis o a calcio balilla? Al momento non riesce ad esprimere un nome per la giunta. Ma a chi spetta farlo?

Si è scisso (ma da tempo) Progetto Siracusa. Quella straordinaria macchina da guerra che stravince dal 2013 al primo turno per crollare al secondo. Uno tra i più consistenti gruppi in consiglio comunale si è subito frantumato e i resti (compreso il leader Reale) confluiti al Gruppo Misto. I suoi alleati hanno un posto in giunta.

Si scindono i Verdi che pur non esistendo da decenni in consiglio comunale riescono a scindersi o meglio a trasformarsi con un’operazione di marketing e trakkiging: non candidati e non presenti riescono comunque a formare un gruppo e ad ottenere un posto in giunta. Il tutto senza che il suo leader o storico rappresentante ne sappia qualcosa. Così come nessuno degli elettori e simpatizzanti. (chi sono da dove vengono questi consiglieri comunali autodefinitisi gruppo Verde? Che passato hanno di ambientalisti? Dove hanno militato e per quali iniziative si sono battuti?) Come è possibile che un “sempreverde” (questo sì) riesca con fare gentile ad appropriarsi di partiti (prima Sel ora i Verdi) senza averci mai militato? Cose, cose dell’altro mondo. Quello della politica con la p minuscola.

Si scinde il M5S … gli anticasta, antisistema, anti corrotti, antitutto erano il gruppo più numeroso, la lista più votata e in meno di un anno sono riusciti anche loro nella difficile impresa di dividersi in 3 + 2 o meglio in 5 – 2. Intanto la Presidente del Consiglio Comunale lavora bene e viene apprezzata.

Si scinde Lealtà e Condivisione? Per fortuna no. Ma il travaglio c’è. Alcuni aderenti mugugnano non condividendo a volte le scelte del sindaco, per ultima la nomina dell’arch. Maura Fontana, già assessora con Bufardeci, dai trascorsi politici di destra, fino a ieri collocata come avversaria di questa amministrazione, da molti ritenuta protagonista del saccheggio del territorio, della cementificazione (conseguenza del Piano Regolatore del 2004), nemica del Piano Paesaggistico, con un procedimento alle spalle da cui è uscita assolta ma per alcuni i dubbi rimangono. Finora il gruppo Lealtà e Condivisione si è sempre dimostrato fedele e corretto. I suoi consiglieri sono tra i più proficui dell’Amministrazione targata Italia e il sostegno politico non verrà meno, ma un certo malumore tra alcuni iscritti permane.

Si scinde dunque o meglio si trasforma la connotazione tradizionale della politica nostrana: Centro? Destra? Sinistra? Centro destra? Centro sinistra? Appaiono definizioni di sicuro assenti, categorie di un passato ancora recente ma non sappiamo se superate. Non è un caso che in Consiglio Comunale il Gruppo più numeroso sia quello “Misto”, cioè di quelli che non hanno una appartenenza definita: ben 11 (Undici!) su 32 totali. Insomma una “Nuova Cosa” (da Forza Italia a Italia Viva, con Italia comunque al Centro) cresce e si manifesta. E questa amministrazione tutta siracusana, fatta di ex (ex destra, ex centro, ex tutto e contrari di tutto, ne vuole essere la dimostrazione. Per dirla con parole del sindaco: “Abbiamo il dovere morale di RIBALTARE i piani delle categorie politiche e di superarle, muovendoci nel campo della AZIONE e non della reazione, della libertà e non del condizionamento, della pace e non del conflitto, dell’inclusione e non della separazione …” e qui ritorna la frase di Frost presa in prestito da Renzi: “Due strade trovai nel bosco, ed io scelsi quella meno battuta. Ed è per questo che sono diverso”. Che i più maliziosi, i più diffidenti o i più profani traducono invece in: la strada dell’opportunismo, quella di comodo (tu mi voti le mie delibere, mi sostieni in Consiglio e io ti do un posto in Giunta). Ma queste sono dicerie di popolo, discorsi da bar. Sarà la Storia a dirci la verità. E noi aspettiamo. Sulla strada all’uscita del bosco.

Silvia Mazza: “Archiviate le due querele della dott.ssa Panvini” Sdegno per la chiusura di alcune redazioni del Giornale di Sicilia

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