Una lettrice: “Casi di buona sanità non mancano, scrivete di essi”. Ci proviamo

 

La Civetta di Minerva, 9 marzo 2019

Prendo al volo il consiglio di una delle mie rare lettrici, persona acuta e solidale ma contrariata dal leggere sempre storie dolorose, desolanti, disperate. Secondo il suo parere dovrei smettere di scrivere cose negative sulla sanità siracusana. M’invita a scrivere sui casi di buona sanità, convinta che non manchino e che controbilancino l’impressione di sconfitta che domina nella mia prosa. Ho tentato di difendere la mia posizione, affermando che le notizie che meritano la stampa non sono quelle del perfetto funzionamento dei sistemi. Il buono e il giusto non fanno notizia e, trattandosi della salute degli individui, dovrebbe essere la regola. A meno che… i casi di buona sanità non siano sempre più rari. Qui la lettrice ha vacillato. Avrà capito?      

UN PO’ DI OTTIMISMO CI LIBERA DAL MALE - Anche le mie certezze hanno vacillato, l’affezionata lettrice ha le sue ragioni, donare la serenità e la speranza mette in moto dinamiche sociali eccezionali. Bisogna rimettere in equilibrio i piatti della bilancia, guardare al bicchiere pieno piuttosto che a quello vuoto. Pensare positivo? Proviamoci!

Se in questa città il defibrillatore donato e piazzato in pieno centro storico è stato prontamente scassato e asportato non v’è dubbio che la responsabilità sia da attribuire ai negri che ciondolano attaccati al cellulare e che guadagnano più dei nostri disoccupati. La nostra dotta ed educata gioventù non avrebbe mai distrutto un presidio che salva le vite.

Se abbiamo la fogna nei bassifondi del porto, se in estate fate il bagno in acque piene di colibatteri, se vi mettete a nuotare in un mare che fa sempre più schifo, la colpa non è degli italianissimi responsabili delle navi dei veleni, degli sversamenti illegali, di livelli d’inquinamento sempre più drammatici, combattuti solo a colpi di decreti che alzano di volta in volta i livelli massimi consentiti d’inquinanti (dunque il mare è sempre più inquinato ma torna miracolosamente balneabile perché cambiano i parametri di ciò che è tollerabile). In questi casi nessuno dei nostri governanti ha mai avuto la benché minima colpa. I fondi per riparare all’inquinamento sono stati stornati per mantenere gli immigrati.

Se in Italia, nella vostra Siracusa, siete incastrati da una burocrazia indecente, da farvi diventare pazzi, la colpa non è delle migliaia d’italianissimi che timbrano il cartellino e poi vanno a farsi i fatti loro senza fare mezzo minuto di lavoro a settimana, delle migliaia d’italianissimi parassiti, imboscati, falsi invalidi che affliggono questo paese. Non c’è dubbio che le responsabilità sono da attribuirsi ai negri ai semafori.

Se in Italia, e meno che mai a Siracusa, non trovate lavoro, se a quaranta anni siete ancora precari, a stipendi da fame, se in gran parte dell'Europa per lavorare ti basta mandare un curriculum e qui devi conoscere l'amico dell'amico dell'amico, se a quarantacinque anni sei un “giovane giornalista”, un “giovane sceneggiatore”, un “giovane ricercatore”, e quindi ti si può offrire “una grande occasione di visibilità non retribuita”, mentre in Inghilterra a venticinque anni puoi dirigere un giornale o una delle più prestigiose riviste culturali, non è colpa di un sistema baronale e clientelare che costringe i nostri giovani più capaci a scappare all’estero e non tornare mai più. Non c’è alcun dubbio che bisogna pensare agli italiani e stornare i fondi per salvare in mare gli immigrati.

Se non siete tra i più capaci, siete sfortunati e, appena messo piede fuori dall’Italia, scoprite che non siete adatti al mercato del lavoro di nessun paese, la colpa non è di chi ha distrutto il nostro sistema scolastico, rendendovi mediamente tre volte meno istruiti di un vostro pari età inglese o francese o tedesco. È chiaro che sono gli extracomunitari a togliervi il pane.

Se tutti i posti di comando del paese sono occupati dai figli e nipoti di quelli che hanno retto il gioco del potere delle ultime tre generazioni, non è colpa del sistema mafioso che soffoca i talenti dei nostri giovani ed espunge i migliori. La colpa è dell’Africa che ci invade.

Se in Italia e a Siracusa un politico può farvi le stesse promesse per ventitré anni consecutivi, senza mai mantenerle, e voi siete pronti a votarlo di nuovo, la colpa non è solo vostra e delle smisurate orecchie d’asino che tenete sopra il collo.

Se a Siracusa accade quello che non avrei mai immaginato potesse avvenire, quando mi capita di mandare un cittadino in Ospedale in quei casi in cui si rischia seriamente la pelle in poche ore e mi sento rispondere che si preferisce rischiare tutto pur di non andare in Ospedale, di chi sarà mai la colpa?

Se, quando in difesa del Servizio Sanitario, mi adopero a incoraggiare i cittadini a utilizzarne tutti i servizi, il paziente mi deride dicendo che i mesi di attesa e il ticket da pagare non coprono l’inconsistenza e la superficialità di certi specialisti, che se non paghi crepi, la colpa non è di chi da quarant’anni non valuta e non misura risultati e qualità. La colpa è degli sfascisti di sinistra.

Insomma ci si può consolare, non è mai colpa nostra! Intravedo per la prima volta un raggio di luce e di speranza per la nostra comunità: il numero degli invasori diminuisce a vista d’occhio. Ci salveremo!

(Liberamente ispirato ad un bel post di Francesco Trento su Facebook)