• La Civetta di Minerva: in edicola il nuovo numero di sabato 20 Aprile 2019

    Caro lettore,

    Il quindicinale La Civetta di Minerva è impegnato nella difesa dell’ambiente e del territorio, dei diritti civili, della legalità, dello sviluppo economico ecosostenibile, di una società inclusiva e solidale.

    Editore del giornale è l’Associazione Culturale Minerva autofinanziata dai giornalisti e da alcuni soci, tutti insieme impegnati a sostenere una sfida coraggiosa e difficilissima, soprattutto in una provincia come la nostra dove è difficile poter affermare le proprie idee senza alcun timore, a dare la parola a chi non ce l’ha e pubblicare inchieste e notizie che non si trovano sui giornali di maggiore diffusione.

    Oggi il giornale si trova in grave crisi economica e l’autosostentamento tra soci e giornalisti non basta più. Ritorniamo in edicola, dopo la pausa estiva, ma non sappiamo garantire per quanto tempo ancora. Chiediamo, pertanto, a quanti apprezzano il nostro modo di fare informazione di aiutarci. L’appello è rivolto sia alle Associazioni ai Movimenti di impegno sociale e civile (ai quali ci offriamo come loro voce e sicuro alleato) sia alle singole individualità che apprezzano il nostro lavoro e ci trovano in edicola. A tutti chiediamo di sottoscrivere un abbonamento annuale (Sostenitore, di almeno 50 euro oppure Ordinario di 25 euro). In cambio promettiamo il nostro rinnovato impegno di cronisti scrupolosi e intellettualmente onesti e l’attenzione verso le loro istanze insieme al piccolo privilegio di poter ricevere il giornale per posta, direttamente a casa, invece di ritirarlo in edicola. Ci rivolgiamo inoltre agli operatori economici, a chi gestisce un’attività commerciale: siamo disponibili ad offrire spazi pubblicitari e redazionali a prezzi veramente contenuti.

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    Franco Oddo

    Marina De Michele

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  • Psichiatria di comunità, nel guado la salute mentale dei siciliani

    La Civetta di Minerva, 6 aprile 2019

    A Siracusa si è svolto un Convegno regionale per una PSICHIATRIA DI COMUNITÀ, propedeutico a una Conferenza Nazionale per la Salute Mentale. Ero l’unico medico di famiglia presente. Organizzato molto bene dalla Funzione pubblica della CGIL, ha visto il contributo di molte associazioni che si occupano del disagio mentale, che riuniscono i parenti e i genitori degli ammalati, le cooperative e gli operatori privati delle case alloggio e famiglia.

    Innanzitutto ritengo meraviglioso il fatto che un sindacato si occupi di malati, disagiati psichici, emarginazione, dolore e disabilità. Che, soprattutto, organizzi un così popolato e riuscitissimo convegno regionale.

    Altrettanto giusto e bello il fatto che il Direttore Sanitario e Presidente dell’Ordine dei Medici, il nostro bravo e rappresentativo Sindaco, i delegati delle istituzioni regionali, siano venuti a dire la loro. Magari qualcuno degli insigni ospiti illustri ha dovuto sviare dal tema della giornata, atteso che il lasciare senza un soldo i comuni, le aziende sanitarie, il non sostituire chi va in pensione, non indire i concorsi, contravvenire a tutte le leggi della Repubblica pur di far quadrare (?) i bilanci, non fa presagire nulla di buono per cittadini, famiglie, ammalati, istituzioni.

    Da tutte le relazioni e interventi è evidente il disagio profondo degli operatori sanitari dedicati alla tutela della salute mentale. Tale condizione fa attrito con la passione che ognuno dei relatori ha mostrato nel presentare il proprio lavoro, i progetti, i successi professionali, la voglia di lavorare ben oltre le proprie e altrui responsabilità.

    Come non apprezzare i risultati ottenuti da lavoratori costretti a turni micidiali, con organici di collaboratori assolutamente e da sempre inferiori ai minimi standard? Considerando l’età dei relatori e le loro stesse accorate denunce, si osserva che mancano i giovani medici, che non trovano alcuno sbocco occupazionale in Sicilia. Cosà accadrà dei servizi di tutela della salute mentale quando i responsabili tra poco andranno in pensione? Che mazzata mortale si prepara per gli ammalati e le loro famiglie?

    I giovani medici o psicologi nostrani, appena si rendono conto della paralisi e del regresso di tutto il sud, emigrano al nord e subito trovano i contratti mentre da noi le uniche offerte di lavoro professionale consistono nel volontariato. La legge inesorabile dei bilanci in rosso, la mancanza di fondi a tutti i livelli, una concezione ancora ospedalo-centrica fanno in modo che venga spogliato il territorio. E’opportuno precisare che, a causa di una dissennata programmazione politica dell’accesso alla facoltà di medicina e alle scuole di specializzazione, appena andranno in pensione i medici troppo anziani che rappresentano la spina dorsale attuale del sistema sanitario nazionale, sarà difficile avere un medico di famiglia e uno specialista per curarci. La fuga dei giovani colleghi verso il nord o l’estero sarà la concausa di un rapido degrado dell’assistenza sanitaria alle popolazioni del centro sud.

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News

La Civetta di Minerva: in edicola il nuovo numero di sabato 20 Aprile 2019

Attualità
REDAZIONE CIVETTA
Venerdì, 19 Aprile 2019 22:05
Caro lettore, Il quindicinale La Civetta di Minerva è impegnato nella difesa dell’ambiente e del territorio, dei diritti civili, della legalità, dello sviluppo economico ecosostenibile, di una società inclusiva e solidale. Editore del giornale è l’Associazione Culturale Minerva autofinanziata dai giornalisti e da alcuni soci, tutti insieme impegnati a sostenere una sfida coraggiosa e difficilissima, soprattutto in una provincia come la nostra dove è difficile poter affermare le proprie idee senza alcun timore, a dare la parola a chi non ce l’ha e pubblicare inchieste e notizie che non si trovano sui giornali di maggiore diffusione. Oggi il giornale si trova in grave crisi economica e l’autosostentamento tra soci e giornalisti non basta più. Ritorniamo in edicola, dopo la pausa estiva, ma non sappiamo garantire per quanto tempo ancora. Chiediamo, pertanto, a quanti apprezzano il nostro modo di fare informazione di aiut
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“Quota 100, a settembre ci pensioneremo dal Comune 60 dipendenti”

Siracusa
ANTONIO ANDOLFI
Venerdì, 19 Aprile 2019 22:34
Giuseppe Vasques, ufficio Patrimonio del Comune di Siracusa: “Tra essi dodici capi servizio, me compreso. Non so come faranno a sostituirmi, per il passaggio di consegne ci vuole almeno un anno”
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L’on. Ficara (M5S): “Stiamo studiando le tutele per la Popolare di Ragusa”

Attualità
ANTONIO ANDOLFI
Venerdì, 19 Aprile 2019 22:30
Intervista a tutto campo. “Le bonifiche? Negli ultimi vent’anni spesi 154 milioni ma di terreni e falda si è bonificato l’8%”
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Marco Turati: “Sì, è vero, tanti giovani erano alla prima esperienza”

Attualità
DUCCIO DI STEFANO
Venerdì, 19 Aprile 2019 22:27
“Nessuna squadra contro di noi ha fatto una goleada”, “Una cosa è certa, abbiamo lottato sempre fino all’ultimo”, “Ce la stiamo mettendo tutta per salvarci”
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Il sindaco Gianni (Priolo): “Dell’IAS voglio controllare tutto”

Provincia
FRANCESCO MAGNANO
Venerdì, 19 Aprile 2019 22:20
“Esercizi, bilanci, strategie e il futuro, stipendi e consulenze”. “Inimmaginabile cedere il depuratore consortile ai grandi utenti industriali. Dobbiamo fare di tutto perché resti pubblico”
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Augusta, sì a nove ville a schiera in area asservita a spazi pubblici

Provincia
GIAMBATTISTA TOTIS
Giovedì, 18 Aprile 2019 18:02
Approvato il piano di lottizzazione. La storia di illegalità è emersa nel corso di una conferenza stampa dell’ing. Roberto Meloni
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Il Comune paga il Demanio per l’uso di ponti e vie della città!

Siracusa
MARINA DE MICHELE
Mercoledì, 17 Aprile 2019 16:29
Ponte umbertino, l’area occupata dagli innesti del ponte gobbo, i marinaretti, il parcheggio Talete…
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Psichiatria di comunità, nel guado la salute mentale dei siciliani

Sanità
DINO ARTALE
Mercoledì, 17 Aprile 2019 16:18
La Civetta di Minerva, 6 aprile 2019 A Siracusa si è svolto un Convegno regionale per una PSICHIATRIA DI COMUNITÀ, propedeutico a una Conferenza Nazionale per la Salute Mentale. Ero l’unico medico di famiglia presente. Organizzato molto bene dalla Funzione pubblica della CGIL, ha visto il contributo di molte associazioni che si occupano del disagio mentale, che riuniscono i parenti e i genitori degli ammalati, le cooperative e gli operatori privati delle case alloggio e famiglia. Innanzitutto ritengo meraviglioso il fatto che un sindacato si occupi di malati, disagiati psichici, emarginazione, dolore e disabilità. Che, soprattutto, organizzi un così popolato e riuscitissimo convegno regionale. Altrettanto giusto e bello il fatto che il Direttore Sanitario e Presidente dell’Ordine dei Medici, il nostro bravo e rappresentativo Sindaco, i delegati delle istituzioni regionali, siano venuti a dire la loro. Magari qualcuno degli insigni ospiti illus
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La dottoressa Carmela Carbonaro e la forza di testimoniare

Sanità
anti
Mercoledì, 17 Aprile 2019 16:21
La psichiatra, responsabile di Politiche per le Disabilità della CGIL: “Il paziente passivo deve trasformarsi in una persona portatrice di diritti e libertà di scelte”
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In Ortigia una fonte magica dove vivere o rinnovare un amore

Cultura
MARIE THERESE JOLY
Mercoledì, 17 Aprile 2019 16:04
Quando entrai nell’isola il mio è stato subito un “coup de foudre”, un colpo al cuore
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Patto Evoluzione Civica-Meridiana, ccà si fémmunu i ‘rralòggi

A Siracusa in arrivo anche Lab dem, che non è un locale di danze erotiche tipo Lap dance. Lab dem sta infatti per Laboratorio democratico, un movimento al rallentatore di cui è presidente nazionale Salvo Andò

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Il nuovo che avanza lavato e risciacquato

 

La Civetta di Minerva, 10 giugno 2016

In attesa dei ballottaggi del 19 giugno in alcuni comuni italiani grandi, piccini e picciò, il livello altissimo (più profondo della fossa delle Marianne) raggiunto dal confronto politico in questo fecondo periodo di vita e storia nazionale, si riverbera ovviamente anche sulla Sicilia che già brilla abbondantemente di luce propria.

Se poi ci limitiamo al privilegiato osservatorio siracusano, possiamo constatare con godurioso compiacimento come dalle nostre parti sia tutto un fermento di personaggi, personaggini e scambisti politici vecchi, nuovi, lavati col risciacquo e col riciclo, dal centrosinistra al centrodestra con doppio scappellamento al centro e triplo salto della buffa, ancorché di destrorsi e sinistri sinistrati, presunti movimenti/inanimati, neo formazioni ad personam, sigle segaiole fatte a mano e facce come il culo da record mondiale sia outdoor che indoor.

Cominciamo l’ampia panoramica con il “Patto federativo tra movimenti civici” stipulato da noti esponenti locali del senso civico, del senso unico e del controsenso. A rappresentare il neo movimento “Siracusa tutti protagonisti” due nomi, una marca e una garanzia: Concetto La Bianca e Carmelo Fileti che, fra l’altro, anni addietro sono stati assessori in giunte comunali di centrodestra, e sono seguaci del più volte parlamentare post democristiano-permanente Pippo Gianni che – come è noto - del civismo e del movimentismo ha fatto una bandiera.

La freschezza della novità traspare anche dall’inedito “Movimento obiettivo”, nome apparentemente babbignu in realtà pregnante di significati attualmente oggetto di studi da parte dell’Accademia della Canìgghia federata con l’Accademia della Crusca. Suoi portavoce sono l’ex deputato regionale di Forza Italia Giancarlo Confalone e il sindacalista di lungo corso Mario Genovese, reduce da un pluriennale esperimento d’ibernazione dal quale sembra essere uscito ben conservato.

In questa autorevole federazione all’insegna del nuovo che tracima, non poteva mancare l’eterno giovane politico di belle speranze Michele Mangiafico con la sua lista fai-da-te che, oltre a lui medesimo, può contare sulla consigliera comunale Cetty Vinci.

Tra i firmatari del “Patto federativo tra movimenti” particolarmente prestigiosa è la presenza, in rappresentanza di se stesso, di un altro ex consigliere comunale ed assessore: Franco Zappalà, grande conoscitore dei meandri e degli anfratti più segreti della società civile e della dicotomia con quella incivile. In tema di movimenti sociali egli avrebbe persino partecipato a un ballo di gruppo figurato sulle note de “La Bomba”: Bomba, sensual/Un movimiento sensual/Un movimento muy sexy/un movimiento muy sexy…ecc.

A questa scoppiettante stagione federativa siracusana non hanno invece aderito - com’era stato annunciato - i consiglieri comunali Massimo Milazzo e Fabio Rodante, fondatori con Zappalà e altri di SP, sigla che in questo caso non è quella di “Strada Provinciale” bensì di Sistema Politico: ulteriore avventura nata dalla separazione in casa di “Progetto Politico”. Dopo la scissione il gruppo, di cui è leader l’avvocato ed ex assessore regionale Paolo Ezechia Reale, in consiglio comunale si è ridotto al solo Salvo Sorbello detto Bubu, che a Palazzo Vermexio ormai ha fattu i filini. (Fine della prima puntata).

E Gian&Carlo si separò da Gianni e Ginotto

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Il sogno di Ivan con dentro industriali, petroli, pontili e persino Zorro

 

La Civetta di Minerva, 29 aprile 2016

In anni passati, lontani e - visti i tempi attuali - non sospetti, il vice presidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello era già la testa più lucida della Sicilia sud orientale. Una capoccia brillante sia di giorno che di notte, che nel giro di qualche anno lo avrebbe fatto emergere anche nel resto della regione, piccole isole comprese, indi proiettandolo a sgriccio oltre lo stretto nel resto d’Italia, incluse le province autonome di Trento e Bolzano.

C’è da dire che ad alimentarne l’ingegno, oltre al quantitativo tutto sommato normale di sale nella zucca, era stata sin dalla più tenera età una dieta altamente fosforica basata sul consumo quotidiano di biscotti prodotti dall’azienda di famiglia, ma di una linea speciale e fuori commercio ideata esclusivamente per lui: i BiscottIvan Fosfovit, poi sostituiti in età adulta dai classici tarallucci e vino.

Spianata la strada del successo, delle consulenze professionali, delle poltrone a go gò nei consigli d’amministrazione, ecc. ecc. circa una decina di anni fa, eletto presidente di Confindustria Sicilia, una notte Ivan Lo Bello fece un sogno. E nel sogno vide se stesso, personalmente in persona guidare la rivolta morale dell’associazione siciliana degli industriali contro il racket delle estorsioni, con tanto di codice etico e un calcio nel culo a chi non ci stava, sbattuto fuori da Confindustria.

Si svegliò sudato. Eppure aveva digerito bene, non aveva bevuto alcolici né sniffato alcunché, a parte i fumi puzzolenti passando con la macchina davanti alle raffinerie dell’area industriale siracusana. Cazzarola! Era tutto vero. Era diventato un simbolo della lotta alla mafia e l’associazione che guidava in Sicilia un esempio per il resto di Confindustria.

Circa 10 anni dopo Ivan Lo Bello fece un sogno. E nel sogno vide un po’ dei confindustriali siciliani “antiracket”, dei sostenitori della sua “svolta rivoluzionaria”, presi con le mani nella marmellata, denunciati, qualcuno già processato e condannato per vicende degne di pagghiazzi traffichini e sautafossi; quando non imputati per reati contigui alla mafia, come il suo successore alla presidenza di Confindustria Sicilia Antonello Montante, l’amico Montante che da Confindustria nazionale aveva ricevuto la delega di responsabile per la legalità grazie ai meriti acquisiti sul campo.

Nel sogno spuntò pure Gianluca Gemelli (u zitu forse ex della ministra Federica Guidi) con la sua apparente facci ri fissa, imprenditore, presunto ingegnere, amico di Montante, di Lo Bello e quindi di diritto pure lui paladino della legalità, commissario da poco dimissionario di Confindustria Siracusa dove aveva sostituito il messinese Ivo Blandina rinviato a giudizio per una storia di utilizzo di fondi pubblici per l’acquisto di uno yacht di lusso da parte di due imprenditori. Blandina era stato a sua volta commissario al posto dell’ex presidente Francesco Siracusano dichiarato decaduto dai probiviri ecc. ecc. Tutto questo e altro ancora nella sede di Siracusa, dove anche Lo Bello era stato presidente e dove aveva piantato i primi semi della legalità e della rivoluzione.

Il sogno continuò con Ivanhoe (che è quel personaggio di un romanzo ambientato nell’Inghilterra medievale, amico di Riccardo Cuor di Leone e di Robin Hood, ma in questo caso è il nome completo di Ivan) finito con tutti i piedi e il resto di se stesso, compresa la testa fosforica e brillante, in uno scandalo-petroli che vedeva Augusta rubare la scena a Potenza, perché non solo sarausani ma pure austanisi sunu.

E in un ricco e assortito campionario d’intercettazioni telefoniche spuntarono aggregazioni di mutua-reciproca assistenza variamente definite clan, cricca, quartierino, combriccola, comitato d’affari; classici reati quali associazione a delinquere e corruzione ma anche la novità del reato di “traffico d’influenze illecite” scaturito da direttive europee e convenzioni internazionali; e poi petrolio, trivelle, cisterne, pontili, barili, stoccaggi, cordate societarie, terreni, concessioni, autorizzazioni, autorità portuali, commissari (rieccoli), ministri, segretari, capi di stato maggiore, ammiragli, ufficiali di marina, uomini o caporali e tanto altro ancora.

Così continuava a sognare il vice presidente di Confindustria, ancorché di tutto e di più, presidente nazionale di Unioncamere con vista. E nella cavalcata onirica ci fu posto anche per l’ex sottosegretario Gino Foti e per Cafeo (l’ex capo di gabinetto del sindaco Garozzo) che dei due non si capiva più chi era il badante dell’altro. Gemelli, il telefonista folle, si era raccomandato pure a loro – il ché è tutto dire – pur di raggiungere i suoi scopi.

Ma il gran finale fu… nel segno di Zorro! Nel senso che da diverse intercettazioni era venuto fuori che Gemelli e qualcun altro degli amici del cosiddetto “quartierino” accennavano a un tizio chiamandolo, chissà perché, con lo pseudonimo di Zorro. Che gli investigatori addetti alle intercettazioni avrebbero nientepopodimeno individuato nell’avvocato Piero Amara, altro augustano doc e autorevolissimo. Il quale, in un sogno del genere non poteva mancare, se pure solo di sfuggita, per una semplice citazione, una piccola apparizione: tipo quelle che nei film vengono definite “amichevoli partecipazioni”. Quel tanto per fare zigzag sul muro e lasciare il segno di Zorro.

Ivan Lo Bello non resistette più, si svegliò, madido di sudore. Il tempo di aprire bene gli occhi e si ricordò che era tutto maledettamente vero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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